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Michele Santoro /Lapresse Cosima Scavolini
AnnoZero, atto primo. La quarta stagione del programma di Michele Santoro su Raidue è partita ieri dopo settimane di polemiche con un buon successo di pubblico (22,88 per cento di share, pari a 5 milioni 502 mila spettatori, come da pronostico, visto tutto il bailamme intorno alla trasmissione). Ed è cambiato poco o nulla. Marco Travaglio (senza contratto Rai) che legge il suo editoriale; Michele Santoro che, come scrive Aldo Grasso sul Corriere della Sera, si paragona a San Lorenzo Martire della libertà (da “ottimo venditore di se stesso”).
La puntata è stata intitolata “Farabutti“, l’epiteto usato dal premier Berlusconi contro “certa stampa e certa televisione”.
E di stampa e televisione si è parlato. Ma come in un circolo vizioso, con Concita de Gregorio, direttore dell’Unità, bacchettata da Maurizio Belpietro, direttore di Libero; Filippo Facci, firma dello stesso Libero, all’attacco di Vittorio Feltri, direttore del Giornale.
Scontri dialettici accesi anche tra Franceschini e Bocchino. Ed Enrico Mentana in veste di “disoccupato” super partes. E questa mattina sia Libero (”Il ebutto del tribuno rosso è a luci rosse”) che Il Giornale (”Una montagna di menzogne pagate dalla Rai”) hanno dedicato la loro prima pagina a Santoro, che ringrazia, in questo gioco delle parti che permette al giornalista salernitano di dire “Non ci sto a sentirmi in nomination, non è normale per noi chiederci chi sarà il primo a essere fatto fuori”.
Un circolo che appassiona la stampa di tutta Italia, ma lascia sulle loro posizioni gli italiani. “Cosa sarebbe la Rai senza Report, senza Annozero, senza Ballarò? Quanti vantaggi avrebbe Mediaset?” Si chiedeva, provocatorio, Santoro a inizio trasmissione. La risposta non c’è, ma se i giornalisti per primi abbassassero i toni e non si parlassero addosso forse il pubblico ne gioverebbe.
E poi la gara degli ascolti, ieri sera, l’ha vinta un ex cow-boy dagli occhi azzurri in tonaca da prete, Terence Hill col suo “Don Matteo”. E solo perché non c’era “Lo chiamavano Trinità”…
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Commenti
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Il 25 Settembre 2009 alle 15:42 indigesto ha scritto:
Finchè si fanno inchieste serie ben vengano, da qualsiasi parte! Ma ripetere sempre lo stesso copione, con le stesse intenzioni denigratorie o, come a Ballarò, con le stesse intelligentissime domande che già contengono la risposta, è roba da riservare giusto al rispettivo pubblico in sala, che pur risulta essere spesso la componente più evoluta della trasmissione. Ieri, anche dall’intervista alla D’Addario, povero angelo, si evinceva la vocazione della sinistra a far montare sul suo carro di tutto e di più; tra non molto la vedremo a Montecitorio, se non già da prima al consiglio regionale. in un Paese dove pare viga la libertà d’insulto si chiosa di libertà di stampa. Occorre tutta la faccia di Santoro e consimili, compresi gli intellettuali di Sinistra, o meglio degli intellettuali creati dalla sinistra, o che tuttalpiù vi hanno migrato, certi di poter contare su un platea plaudente, certamente più ampia ma della stessa levatura delle suddette!
Il 25 Settembre 2009 alle 17:11 pv21 ha scritto:
Quasi il 23% di share nonostante la concorrenza di Don Matteo, Ale & Franz e Bruce Willis. Diciamolo, è un risultato niente affatto male. Male hanno fatto invece le amare parole di Facci che dovrebbe “magnificare” la Garfagna. Un esempio di vera satira? L’ultima vignetta di Vauro dove SB ribatte alla libertà di stampa con: tanto faccio come ca..o mi pare!! … => //forum.wineuropa.it
Il 25 Settembre 2009 alle 17:58 nhico ha scritto:
Santoro va in onda in forza di una sentenza. Un’assurdità all’italiana. Non sembra a qualcuno che questa sentenza leda l’intangibilità di quelle funzioni che hanno l’onere di governare la Rai? E se così è, come appare e come asseriscono quei dirigenti ed amministratori, soverchiando l’invalicabile responsabilità personale di quelle funzioni, non è un’anticostituzionale indifferenza? Insomma, il giudice, limando la loro azione dirigenziale ed amministrativa, non ha creato, andando appunto contro la Carta Costituzionale, una disparità nei confronti degli altri pubblici funzionari che possono espletare le loro funzioni senza precostituite ingerenze giudiziarie e di quegli stessi dipendenti Rai che subiscono le esigenze di quel palinsesto drogato? Eppure Michelino Santoro e Marcuccio Travaglio hanno fatto la loro prima puntata della nuova stagione di Annozero. Un’altra presa in giro. Ma non è per la accennata obbligatorietà a fare televisione ope legis, ma per l’assoluta mancanza di originalità. Quel mare di gente che, con il groppo alla gola, ha aspettato che il sipario si aprisse per potersi abbeverare alla fonte della verità, ancora aspetta. Niente di nuovo. Tutta roba riciclata. Avanzi degli avanzi di altre trasmissioni e di stralci di articoli di giornali già rancidi. Ma tutto, come sempre, ben cucinato. Tanto che il Duo Lescano quasi riusciva nell’impresa impossibile di elevare alla dignità degli altari una puttana non pentita e tuttora in servizio. Tutto, però, Santoro si sarebbe potuto aspettare, ma non che un prete gli portasse via la palma della vittoria dell’audience.
Il 26 Settembre 2009 alle 12:08 lapolide ha scritto:
L’avevo scritto, l’avevo il 24 c. m. però ve lo ricordo
ancora…..
Padova, 25 settembre 009.
“ S’i’o fosse ….”
Per prima cosa la mattina quando mi alzo, apro il computer, dopo il caffè, e mi guardo il sito della Camera dei Deputati, nel quale c’è , secondo me, la più bella rassegna stampa dei giornali italiani . Era il 23 settembre ieri. Cominciano col Corsera, la Repubblica (sic), la Stampa, Il Sole 24 Ore, il Messaggero ( gli altri sottosviluppati, Il Giornale, Libero seguono a ruota staccati . Chiude poi l’Unità del solito Gramsci da cent’anni che fa tenerezza). Davanti al Messaggero mi fermai per il titolone di un articolo che mi ha colpito, postato in prima pagina: <>. Mi domando il perché postino quel programma santorato, con l’importanza di come fosse a New York, lo show di Obama e di Gheddafi, fra attacchi all’Onu e difesa dei diritti umani testè concluso in quel di una tentennante, impaurita America nazione non più faro del mondo da che c’è Lui, Hussein Obama, l’Islamico per caso. Dimenticavo c’erano anche i mille capi di governo con i loro bla,bla, bla. Parlavano sulla democrazia new-age. Possibile ?
Pazzesco per un “omino piccolo piccolo” così come San Toro, quest’interesse osceno antitaliano. . Perché poi non è dato sapere. Vedrete domani, quando Mamma Rai, molto ruffiana, lo manderà in onda.
Che rabbia, pensai. Pazzesca, cervellotica tanta prosopopea e finzione per un “omino piccolo piccolo” com’è San Toro & Sons con tanto di clak di desaparecidos a contorno. Torna la “Banda di Ali Babà ed i quaranta ladroni” ad infestare il video televisivo. Meno male che non ho più la Tv da un po’ di anni. E mò che faccio con “chisto SanToro “ ? Mi guardo attorno, mi giro e rigiro sulla poltroncina del computer, con movenze e scatti disumani,nella speranza di ritrovare il perché “fatti non fummo per esser come bruti,,,,”.
La mia modesta libreria è sempre al mio fianco. Libri, libri delle più svariate tendenze ed autori se ne stanno buoni in fila come soldatini in attesa chissà di cosa. Uno mi colpisce stamattina più degli altri. Quello di Poesie di Cecco Angiolieri del 13°-14° Secolo. Un libretto a me caro, pieno di ironie e sarcasmi. Di frasi, di ammiccamenti che adoro. Lo apro di scatto e leggo, leggo e più leggo, più m’incazzo, ma…. finalmente trovo. E mi metto a “pazzià”. Ecco il risultato. Bello o brutto che sia il risultato del mio ironico pensiero, parafrasando un testo che vorrebbe essere poetico, ve lo mando. “Sputatimme pure in faccia sì vulite, cumpà, così son fatto, ch’aggiafà ? Ma scietammoce poi guagliò, nuie ( diceva Totò) non simmo ‘e mala vita, comme a loro jamme, jà.
lapolide.
“S’io fosse di Raidue lo scojonato dirigente…”
S’ i’ fosse Liofredi, arderei ‘l San Toro; / s’ i’ fosse Silvio, lo tempesterei; /
s’ i’ fosse Bossi, i’ l’annegherei, /s’ i’ fosse Rai, mandereil’ en profondo; /
s’ i’ fosse il Pdl , sare’ allor giocondo, / ché tutt’ i Rossi imbrigherei; /
s’ i’ fosse Travaglio, sa’ che farei ? / gli mozzerei lo capo a tondo. /
S’ i’ fosse Vauro, com’ i’ non sono e mai non fui, /
torrei a tutti i Rossi le donne giovani e leggiadre, /
e vecchie e laide lasserei altrui.
( poi, volentieri, mi andrei a scusar da Cecco Angiolieri )
lapolide.
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Il 27 Settembre 2009 alle 12:07 nhico ha scritto:
Quando riesco a passare oltre le maglie della tirannia berlusconiana, leggo con insaziabile voracità la Repubblica, il Corriere della Sera e dintorni. Che goduria l’abbeverata alla libera stampa! Il mondo mi si apre davanti agli occhi e, finalmente, capisco in quale immondo pantano i giornali asserviti mi tengono. Ma la libertà e la verità a 360 gradi, si sa, hanno bisogno di essere prese a piccoli dosi, per evitare ubriacamenti. Cosa che io non ho fatto e sono rimasto abbagliato. Stordito. Frastornato. In questo stato di rincoglionimento, scrivo un paio di commenti e li invio ai precitati quotidiani. Ed Aspetto di vederli confermati. Aspetto da ieri sera. Inviato al CorSera: (Titolo: L’intoccabile Sant’Oro.) Santoro va in onda in forza di una sentenza. Un’assurdità all’italiana. Non sembra a qualcuno che questa sentenza leda l’intangibilità di quelle funzioni che hanno l’onere di governare la Rai? E se così è, come appare e come asseriscono quei dirigenti ed amministratori, soverchiando l’invalicabile responsabilità personale di quelle funzioni, non è un’anticostituzionale indifferenza? Eppure Michelino Santoro e Marcuccio Travaglio hanno fatto la loro prima puntata della nuova stagione di Annozero. Un’altra presa in giro. Ma non per la accennata obbligatorietà a fare televisione ope legis, ma per l’assoluta mancanza di originalità. Quel mare di gente che, con il groppo alla gola, ha aspettato che il sipario si aprisse per potersi abbeverare alla fonte della verità, ancora aspetta. Niente di nuovo. Tutta roba riciclata. Avanzi degli avanzi di altre trasmissioni e di stralci di articoli di giornali già rancidi. Ma tutto, come sempre, ben cucinato. Tanto che il Duo Lescano quasi riusciva nell’impresa impossibile di elevare alla dignità degli altari una puttana non pentita e tuttora in servizio. Tutto, però, Santoro si sarebbe potuto aspettare, ma non che un prete gli portasse via la palma della vittoria dell’audience.
Inviato a Repubblica (il differente commento dipende esclusivamente dal diverso spazio messo a disposizione dalle due testate): Santoro va in onda in forza di una sentenza. Un’assurdità all’italiana. Eppure Michelino Santoro e Marcuccio Travaglio hanno fatto la loro prima puntata della nuova stagione di Annozero. Un’altra presa in giro. Ma non per la accennata obbligatorietà a fare televisione ope legis, ma per l’assoluta mancanza di originalità. Quel mare di gente che, con il groppo alla gola, ha aspettato che il sipario si aprisse per potersi abbeverare alla fonte della verità, ancora aspetta. Niente di nuovo. Tutta roba riciclata. Avanzi degli avanzi di altre trasmissioni e di stralci di articoli di giornali già rancidi. Ma tutto, come sempre, ben cucinato. Tanto che il Duo Lescano quasi riusciva nell’impresa impossibile di elevare alla dignità degli altari una puttana non pentita e tuttora in servizio. Tutto, però, Santoro si sarebbe potuto aspettare, ma non che un prete gli portasse via la palma della vittoria dell’audience.
Un’ultima considerazione. Possibile che la libera stampa e la sinistra e Di Pietro non arrivano ancora a capire che se non riescono a disarcionare l’inaffidabile Berlusconi e perché agli occhi degli elettori loro valgono molto ma molto di meno?
Il 27 Settembre 2009 alle 14:45 indigesto ha scritto:
La stampa in Italia, oltre che essere padronale, riceve sovvenzionamenti pubblici, cioè da noi, anche se non la leggiamo. Ciononostante ogni tanto si vede una testata chiudere. In particolare troppe volte l’Unità è stata salvata dal fallimento, e non si sa mai bene da chi! I partiti sono sovvenzionati na noi, anche se non vi aderiamo, ma comunque mandiamo i loro rappresentanti ad arricchirsi (e non solo per i loro stipendi e pensioni);pare addirittura che qualcuno con questi sovvenzionamenti ci compri immobili per sé, ma questo è altro discorso! E, dulcis in fundo, sovvenzioniamo la RAI, con una iniqua tassa di possesso (come per le auto, il cui acquisto, a quanto pare, non ne prevede il possesso pieno, in quanto , pur non essendo in genere fonte di reddito, è parimenti tassato), che aggiunge beffa al danno qualificandoci con l’affatto gratificante appellativo di abbonati, oltrechè con l’incessante pubblicità che continuiamo a pagare con l’acquisto dei prodotti pubblicizzati. A questo si aggiunga che siamo sottoposti ad un indice di gradimento (trovandoci nel bel Paese possiamo ben immaginare come si pervenga alla valutazione di questo indice) per cui se ci propinano sterco su un canale e stallatico sull’altro finiremo sempre per “gradire” liquame! Tuttociò premesso, e visto che tuttociò si chiama democrazia, ritengo eccessivo consegnare il palinsesto, per restare alla RAI, ad una sola fazione, che abbondantemente veicola la sua scurrilità su trasmissioni come Anno zero, Ballarò, Parla con me, Che tempo che fa, Report, varii TG su Raitre e..chi più ne ha più ne metta, tutta diretta contro il Presidente del consiglio, forti dell’equivoco che lo stesso è anche proprietario delle tre reti MEDIASET, sulle quali pure imperversano, più o meno con gli stessi toni, Striscia la notizia, Le Iene e quant’altro. Portare sempre ad esempio Vespa e Fede, quali paladini del campo avverso, è anch’esso scurrile, o quantomeno strumentale. Di scurrilità, verso chiunque, nei loro programmi è da faziosi cercarne e da disinformati trovarne. Fanno solo con grande dignità e signorilità il loro mestiere!
Il 27 Settembre 2009 alle 20:19 indigesto ha scritto:
Concordo, e l’ho anche detto altrove, sul fatto che i programmi della sinistra, ed in particolare Anno zero, di un certo umorismo non mancano affatto: quello da Teatro d’avanspettacolo, frequentato da checche e baldracche in cerca di clienti “disoccupati a vita” e vecchi incontinenti. Spesso mi ci soffermo, ma per poco, non foss’altro che per riempire una mia lacuna quanto alla frequentazione di questi ambienti, giusto per fatto di “cultura”! Sono d’accordo anche che tutti i gusti sono gusti, ma tengo d’occhio anche la decenza con la quale dovrebbe esprimersi un Servizio pubblico. Hanno tolto i Vespasiani, magari esagerando, proprio in quest’ottica!
Il 28 Settembre 2009 alle 10:59 santiago ha scritto:
Santoro. ma come si può partecipare ad una trsmissione simile possibile che certa gente si presti a certe trasmissioni, la colpa non la do a santoro ma a quelli che gli danno modo di esistere con le sue solite invettive contro il premier,guardare santoro e come guardare dal buco della serratura, GUARDONI.
Il 28 Settembre 2009 alle 18:30 Rai, che disdetta: da destra a sinistra. Campagne bipartisan contro il caNOne - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] così la campagna di Libero e il Giornale contro il canone Rai, foraggiatore di trasmissioni-contro come l’AnnoZero di Santoro che sembrano avere ben poco di servizio pubblico (ma molto di battaglia privata). Una campagna [...]
Il 29 Settembre 2009 alle 22:46 astro ha scritto:
Ma quanto scrive e come scrive bene questo enrico fumagalli: ha sempre ragione lui, come del resto i veri compagni che non hanno ancora capito che la rivoluzione russa è fallita. Fallita, capito, fumagalli. Il grande fratello è santoro che vuole indottrinare anche me e quelli che non la pensano come lui e Lei. Astro. ps non replichi per carità, Lei ha ragione….
Il 30 Settembre 2009 alle 17:17 AnnoZero non molla: D’Addario ospite. Il Cavaliere: “Lunga vita a Dandini e Santoro” - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] meno che Patrizia D’Addario. Vero che Berlusconi a Sky ha anche chiarito di non aver seguito le vicende che riguardano AnnoZero: “Non mi sono interessato, non mi voglio interessare… Tutti [...]
Il 2 Ottobre 2009 alle 12:27 Il trionfo del “servizio pubico”: 7 milioni per il duo Santoro-D’Addario - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] è un vero boom di ascolti. Il massimo col minomo sforzo: né inchieste infuocate, né grandi news. Questa volta neanche “Don Matteo” può nulla contro la Santoro army: basta un’escort (”Io non ero l’unica” [...]
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