Adolescenti: il sesso corre sul web

Dietro la lavagna

Durante l’adolescenza il sesso gioca un ruolo fondamentale: la corsa verso l’età adulta comincia con la pubertà, con l’esplosione dei caratteri sessuali e della modificazione sensibile del corpo. La microprostituzione sembra uno dei tanti modi che certi giovanissimi di questo momento storico utilizzano per esprimere il proprio adattamento al mondo, per prendere possesso della loro esistenza.
Certo non è il modo giusto, ma una corretta lettura della realtà non può evitare di constatare che sta avvenendo ovunque. All’estero, come dimostrano alcune ricerche, il fenomeno è conosciuto.
Ma non è l’unico: c’è il sexting (cioè sex più texting), l’abitudine di scattarsi e scambiarsi foto soft e hard con il telefonino. Un recente sondaggio del mensile Topgirl ha rivelato che più di una ragazzina su quattro lo ha praticato in Italia. E poi le webcam girl, ragazze che vendono sesso digitale via pc a clienti che pagano con soldi reali; il fast porn, cioè la pornografia gratuita, studiata da appositi (e cliccatissimi) siti per poter essere guardata e condivisa attraverso cellulari e palmari. Il sesso insomma è diventato smodato, onnipervasivo, fine a se stesso.

Salvatore, 39 anni, è un impiegato statale. “L’anno scorso mio figlio era in quinta elementare. Ho controllato il suo cellulare e vi ho trovato più di una decina di video porno, la maggior parte dei quali disgustosi, con donne e animali. Gli ho chiesto come li avesse avuti, mi ha detto che lui e i suoi amici se li scambiavano a scuola e negli spogliatoi della squadra di calcio via bluetooth. I video si erano diffusi rapidamente a più di 30 bambini, il più grande dei quali aveva 12 anni”.

È rimasta parecchio sorpresa anche Patrizia Fea, 40 anni, insegnante, quando una madre separata, sui 45, insegnante pure lei, “mi ha confidato di aver trovato una Barbie nello zainetto scolastico del figlio di 10 anni. Quando gli ha chiesto cosa se ne facesse, lui le ha candidamente spiegato che tutti i suoi compagni di quinta ne avevano una e che durante la ricreazione facevano a gara a chi si eccitava prima e di più con la bambola“. Gli adolescenti discutono spesso di fotografie sui forum online: la tecnologia a basso prezzo e la condivisione sui social network ha reso l’immagine il vero volano del confronto a distanza fra teenager. Il loro corpo è sempre più fatto di pixel e sempre meno di carne. Fotografano tutto e si fotografano di continuo, postando centinaia di file sui loro profili, con un narcisismo del tutto sconosciuto ai genitori. C’è chi ritiene naturale girare video piccanti nell’ambito della coppia, chi non si fiderebbe mai, chi se ne infischia se finiscono in rete, chi li mette apposta.
Barbara, per esempio, oggi 22enne, torinese, racconta: “Sono stata con un ragazzo per 5 anni. Verso i 17 ho cominciato a scattare qualche foto piccante al mio corpo col telefonino e a mandargliela via mms. Lui riceveva e rispondeva con una sua immagine. Sarà successo almeno un centinaio di volte: era un po’ come una trasgressione intima fra amanti, un modo per stare vicini. Ora non stiamo più insieme ma io so di essere ancora in una cartella segreta del suo cellulare. E anche lui è nel mio”.

Il rapporto degli adolescenti con il proprio corpo-immagine è lontano dalle concezioni adulte di sesso e piacere. È un pianeta diverso. Oggi l’asse del fenomeno è prestazione-vergogna, non piacere-tabù. Come testimonia l’esemplare fenomeno delle webcam girl, che si situa su una fascia d’età più alta, tra 18 e 25 anni. Barbyangel è lo pseudonimo di un’avvenente ventenne napoletana che vende i propri show al pc. “Tre anni fa il mio ragazzo ha letto un’intervista a una camgirl e mi ha suggerito di provare. Inizialmente ero molto riservata, timida e impacciata. Adesso sono diventata più spinta, più sveglia, ho conosciuto lati di me che non immaginavo neppure. Certo, non è il lavoro della mia vita, ma mentre aspetto un’occasione dignitosa, continuo”.

Luca Bernardo, direttore del centro di ascolto per adolescenti del Fatebenefratelli di Milano, non si scandalizza. “Le ragazze ci dicono che si vendono perché sanno di piacere e vogliono qualche vantaggio materiale.
I ragazzi chiedono e comprano perché le ragazze sono belle, disponibili e costano poco. Alcuni mostrano sul telefonino anche un tariffario con le prestazioni offerte dalle compagne di scuola. È un mercato, e lo considerano normale. A scuola nessuno vede anche se i ragazzi dormono sui banchi o sono stralunati. A casa i genitori non parlano con i figli e non notano nulla, nemmeno se c’è un odore di alcol o di cannabis da stare male. È come se la società si tappasse gli occhi” .
Anche Bernardo, dopo aver visto tanti casi e ascoltato le loro storie, si è posto la domanda di tutti: perché? “I ragazzi hanno imparato da noi adulti che attraverso il sesso si possono saltare alcuni ostacoli. D’altronde i media nobilitano le prostitute rendendole personaggi pubblici. Vestono di pulito ciò che è sporco. Per tanti adolescenti il corpo non è più un bene da conservare ma da usare con intelligenza”.

Alberto Caputo, psichiatra e sessuologo, è uno tra i referenti scientifici dell’assessorato alla Salute del Comune di Milano, che ha prodotto un Quaderno della salute con l’obiettivo di connettere i genitori anagraficamente predigitali con i figli, veri nativi digitali, cioè cresciuti insieme alle tecnologie. “Gli adolescenti hanno un modo di costruire il mondo oggi più che mai diverso dagli adulti. Il Quaderno fornisce alcuni suggerimenti per restare in contatto: aumentare il livello di comunicazione, scambiare informazioni a proposito di internet, osservare la propria reputazione online, affrontare il disagio adolescenziale e la precoce erotizzazione. Oltre ai centri d’ascolto è prevista una serie di incontri tematici nelle scuole, con ragazzi, genitori e corpo docente”.

Secondo gli esperti, la prossima frontiera sarà lo sbarco di una nuova moda statunitense: i braccialetti colorati per indicare i gusti sessuali. Sono una quindicina e li indossano i sedicenni americani. Nero sta per “Mi piace la posizione del missionario”, blu è l’equivalente di “sesso orale a disposizione “. I più pudichi lo portano arancione: “baciami pure”.

ATTENZIONE A QUESTI SEGNALI
Le ricerche internazionali e l’esperienza clinica di chi si occupa di microprostituzione indicano i campanelli d’allarme aspecifici cui prestare attenzione:
- Disponibilità economica superiore a quanto offerto dalla famiglia
- Modificazione del contatto relazionale con gli adulti significativi
- Atteggiamento adultizzato con ipersessualizzazione
- Disturbi della condotta
- Segnali comportamentali che possano indicare un abuso di sostanze
- Comportamenti autolesivi
- Fughe da casa
- Facile irritabilità
- Cambiamenti rapidi dell’umore con disturbi del sonno
- Frequentazione di siti internet pornografici e pedopornografici

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