
Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro (Ansa)
“Un atto d’affetto”. Parola di Paolo Flores D’Arcais, direttore di MicroMega, la rivista per eccellenza dell’intellighenzia intransigente di sinistra (accusata dai detrattori di giustizialismo, antiberlusconismo, grillismo), che giustifica così, al quotidiano di Padellaro-Travaglio, l’inchiesta sugli amici dell’Idv.
Un durissimo affondo? Macché. “Un contributo prezioso”, anche se a molti (e da più parti) è sembrato un tradimento. C’è aria di divorzio, insomma, tra i girotondini e l’Idv, pochi giorni dopo la festa nazionale a Vasto e nel mezzo di una lunga stagione congressuale, che terminerà  nella primavera 2010, quando Di Pietro & C. dovranno nominare il presidente nazionale, il tesoriere, il responsabile dei giovani e la coordinatrice della consulta femminile?
A dire il vero, per ora, girotondini e Tonino sono divisi su tutto: gestione del partito, scelta dei candidati e persino sulla Dc. Gli alleati impossibili, che “non c’azzeccano” (in dipietrese), uniti dalle scorse europee solo dall’anti - berlusconismo militante - quando Tonino arruolò intellettuali e magistrati per conquistare il voto dei delusi dal Pd - stanno mandando in fumo un’alleanza che si è annunciata fragile sin dall’inizio.
I “radical chic” attaccano…
Comincia Flores D’Arcais, pubblicando un’inchiesta al vetriolo di Marco Zerbino sull’Idv. Titolo: “C’è del marcio in Danimarca”. Tesi del saggio: esistono due anime nell’Idv: una movimentista e una propensa all’inciucio. Troppi trasformisti (ex Dc, e Udeur ed ex Forza Italia) al suo interno, gestione personalistica del partito e persino alcune presunte irregolarità a livello locale.
Corollario: eliminare la parte politicante dell’Idv. In particolare, l’inchiesta di Micromega si sofferma su quella che chiama la “Campania infelix”, dove un esponente locale dell’Idv, secondo la rivista diretta da Flores d’Arcais, sarebbe iscritto alla massoneria (Micromega cita un’inchiesta de La Voce della Campania), mentre un altro sarebbe stato coinvolto in uno scandalo sui rifiuti che avrebbe portato nel 1991 al commissariamento, per infiltrazioni mafiose, di un comune campano.
…ma Tonino e i suoi fanno gli gnorri
Le repliche non si fanno attendere. Il presunto massone dell’Idv campano si arrabbia sul Corriere del Mezzogiorno: “Mai iscritto alla massoneria. È un omonimo e comunque non sarebbe certo un reato”. Di Pietro minimizza, intervistato a La Stampa: “A MicroMega vorrei dire: state attenti a non fare di tutta l’erba un fascio. Sul prossimo numero chiederò di intervenire, replicherò caso per caso, anche sulle singole persone”.
Poi, Tonino non finisce di stupire: rivaluta la prima repubblica (e la Dc) e diventa garantista. “Non tutto nella prima repubblica era male; c’erano anche i Pio Latorre, i Mattarella, i Moro (…) Dobbiamo evitare di criminalizzare tutto quello che c’era prima di Tangentopoli”.
L’immoralità ? Per di Pietro riguarda solo “persone condannate con sentenze definitive”. E così l’ex magistrato di Mani Pulite sdrammatizza il caso più scottante di un esponente locale campano. “Non è vero che è indagato per il 416 bis, ma per un banalissimo abuso di quand’era sindaco”.
E P.F.D’A tifa De Magistris
All’accusa di Tonino di fare di “tutta un’erba un fascio”, Flores risponde , intervistato dal quotidiano di Travaglio, (quasi in “dipietrese”) con il detto “la moglie di Cesare non solo dev’essere onesta ma anche apparirlo”. E continua, facendo il tifo per le “toghe” dell’Idv.
“Se per essere candidati in un partito che si pone come la speranza dell’altra Italia bastasse non avere una condanna definitiva, allora ci si potrebbe limitare a estrarre a sorte i candidati. L’Idv alle europee ha sfiorato il risultato a due cifre, ma se si muovesse rinnovando tutto il partito intorno a candidature come quella di De Magistris potrebbe arrivare al 15 – 20%”.
- Lunedì 28 Settembre 2009
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Commenti
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Il 29 Settembre 2009 alle 10:57 indigesto ha scritto:
Giustizialisti e “incorruttibili”, la Storia insegna che spesso finiscono per “farsi giustizia” tra loro. Basta, con uno sforzo di memoria, ricordarsi di Robespierre. Ma a questi la rivoluzione più cara è quella d’ottobre: peggio che andar di notte!
Il 4 Febbraio 2010 alle 18:05 La prima volta dell’Idv: un congresso o una resa dei conti? - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] sponsor, il filosofo Paolo Flores d’Arcais. Che già lo scorso autunno su Micromega aveva puntato il dito contro la gestione personalistica che Di Pietro fa del suo partito. E pochi giorni fa il filosofo dei girotondi è tornato alla carica: “De Magistris tocca a [...]
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