Rai, che disdetta: da destra a sinistra. Campagne bipartisan contro il caNOne

Rai, si chiudono i cancelli? Tutti contro il canone...“Vergognosa”. Paolo Garimberti, presidente della Rai, ha definito così la campagna di Libero e il Giornale contro il canone Rai, foraggiatore di trasmissioni-contro come l’AnnoZero di Santoro che sembrano avere ben poco di servizio pubblico (ma molto di battaglia privata). Una campagna pericolosa per la televisione di Stato, che rischia di perdere migliaia di abbonati disposti a seguire la legalissima procedura di disdetta della Rai. Normale, quindi, che Garimberti si definisca “indignato per la vergognosa campagna contro il canone”. Una indignazione che probabilmente, però, non servirà a fermare la protesta lanciata da Vittorio Feltri sul suo Giornale:

“Con il canone Rai acquisti in blocco tutto un palinsesto e non ti è permesso scartare le trasmissioni odiose, riducendo il prezzo, e opzionare quelle di tuo gradimento. [...] Se la proposta è: o l’intero pacchetto o nulla, propendo per il nulla”.

E anche un altro direttore Maurizio Belpietro, dal suo Libero, non perde l’occasione d rimarcare la volontà degli italiani di smarcarsi da alcuni personaggi dai toni poco limpidi

:

So che la maggior parte degli ascoltatori non ha la tendenza a prendere tutto quello che sente in tv per oro colato, ma ci sono questioni tecniche di cui non tutti sono a conoscenza e vale la pena approfondirle. Scusino dunque i lettori se mi dilungherò a scrivere di personaggi che loro preferirebbero cancellare. Non solo dalle pagine di questo giornale, ma anche dal video…

Una campagna di parte? Qualcuno avrebbe il coraggio di dirlo, forse. Dimenticandosi, però, che fino a poche settimane fa la battaglia contro il Canone Rai era appannaggio anche di uno dei principi dell’antiberlusconismo militante: Antonio Di Pietro. Che dal suo blog, lo scorso 15 settembre, diceva (con motivazioni diverse, eppure eguali):

Aderisco all’iniziativa lanciata ormai da più parti per disdire il canone Rai ed invito i cittadini a fare altrettanto, e aggiungo “sostituendolo con Sky“. Non mi esprimo su Mediaset perché, al di fuori delle proiezioni cinematografiche, ai suoi programmi preferirei perfino le televendite. La Rai è caduta in un profondo stato vegetativo, le ingerenze politiche sono da voltastomaco, e ritengo possano esserci gli estremi per azioni legali nei confronti del direttivo e del governo come artefici di questo degrado, verifica che ho fatto predisporre ai miei legali.

Una lotta che, ancora più a monte, viene portata avanti da tempo da Beppe Grillo, coi suoi soliti toni

:

Da ora fino a novembre si può dare la disdetta del canone. Non paghiamo più per la merda di regime. Per novembre la RAI deve chiudere o cambiare.

E a dare un’occhiata ai blog in rete (dal Piovorane di Gilioli a Maralai, passando per Da lunedì cambio e il “blog antifascista e contro la Lega” di Slasch16, e così via) pare proprio che l’opinione contro il canone Rai sia comune, chi per ragioni “di destra” e chi per ragioni “di sinistra”. Dopo tutto già il 30% circa degli italiani non paga l’abbonamento al servizio pubblico, come denuncia uno studio preparato da Angelo Maria Petroni, consigliere Rai: un ammanco di oltre 500 milioni di euro l’anno nelle casse della TV. Gli stessi che gli italiani pagano volentieri per il satellite e il digitale terrestre.

Commenti

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Il 28 Settembre 2009 alle 22:26 Zione ha scritto:

Si vede che non hai mai fatto nessuna lotta per il Progresso e la Civiltà; non far sentire in giro cotanta Corbelleria, perchè rischi qualche legnata dai rusconi e il linciaggio dalla maraja.

Il 29 Settembre 2009 alle 10:10 indigesto ha scritto:

E’ giusto,il biglietto va pagato se ci limitiamo allo spettacolo. Ma le cose non stanno proprio così. A parte il fatto che lo spettacolo Mediaset, La7 e tutte le altre TV private si finanziano con la sola pubblicità ed all’utente nulla chiedono, ma ci troviamo di fronte ad una tassa di possesso per audiovisivi, concettualmente del tutto iniqua, come del resto succede per le autovetture, in quanto il possesso fa parte dei diritti reali e, con la proprietà, si esercita in genere quando il bene viene legittimamente acquistato, pagando già le tasse di cui è gravato. La tassazione sul reddito, ad esempio degli immobili,è ben altra cosa. Ma poichè siamo nel Paese del “tirititì e taratatà” ben si è escogitato, in spregio ai più elementari principi di diritto, di applicare una tassa di comodo (per lorsignori) e limitare così il concetto di possesso, implicito con l’acquisto di alcuni beni mobili, raramente fonti di reddito. Con il canone RAI la cosa rasenta il grottesco, poichè (sempre per l’italico tirititì e taratatà) si è gratificati dell’appellativo di abbonato(che a Napoli è il corrispondente del grullo toscano), sicchè al danno si aggiunge la beffa. Che poi la RAI ci subbissi ugualmente di pubblicità, che ripaghiamo con l’acquisto dei prodotti reclamizzati è fatto a dir poco scandaloso! Quanto poi al fatto che si fregi della qualità di Servizio Pubblico la cosa è tutta da vedere. L’assalto che i Partiti hanno da sempre operato, non solo con la programmazione ma con le clientele, le nomine e i contratti scandalosi le dà un assetto da quarto mondo. E, per finire, a parte la faziosità dell’informazione che si estrinseca in un innumerevoli proposte di telegiornali, che nessuno richiede se non le varie voci politiche attraverso una quantità enorme di sedicenti giornalisti nonchè di talk-shows di dubbio gusto, la qualità infima dei programmi che ricalcano i palinsensti delle più disastrate TV commerciali, americane ed europee, destinate allo stesso pubblico a cui si rivolge la pubblicità (dunque ritenuto di bassa cultura), la qualità dei programmi, dicevo, è avvilente e maggiormente stizzisce chi a simili porcherie deve sentirsi chiamare abbonato! Detto questo non v’è dubbio che alcune trasmissioni abbiano superato il segno. E se questo può essere il motivo scatenante di rivolta verso una gestione di tal fatta, e relativo pagamento di gabella, ben venga qualsiasi iniziativa in tal senso, visto che il Parlamento non è in grado di provvedervi, e vorrei vedere!

Il 29 Settembre 2009 alle 19:52 liongi ha scritto:

Ciao, gente!
Non ho capito quanto ci sia da discutere sul “canone” RAI che altro non è che una tassa ( balzello) di proprietà sull’apparecchio ricevente. E perché non mettiamo una tassa di proprietà su tutto ciò che acquistiamo o, peggio, abbiamo acquistato, a cominciare dalle scarpe?.E, perché no, tassiamo anche le nostre orecchie!! Servizio Pubblico! Cosa vuol dire? Chi lo vuole? Chi acquista una televisione la paga ed è sua. Punto. Poi se la RAI trasmette o no , davvero non è un problema. La questione è squisitamente anticostituzionale, illogica, anacronistica, primitiva e medievale. Benvenga la raccolta di firme ma solo perché non vogliamo pagare balzelli. Poi faremo la raccolta di firme per l’autostrada ( ché è ora!!). Bene. Avanti, dunque!!

Il 29 Settembre 2009 alle 22:17 astro ha scritto:

Io semplicemente condivido l’abolizione del canone tv per il semplice fatto che non mi sento rappresentato da certi conduttori (v.Santoro). Saluti a tutti ed evviva libero ed il giornale. Astro

Il 29 Settembre 2009 alle 23:01 Zione ha scritto:

Li senti Pelagatti, li senti Pinot ?

A quanto pare sei l’unico bon umass !

Il 30 Settembre 2009 alle 11:39 panorama.it ha scritto:

Zione, vorremmo invitare lei e tutti gli altri commentatori a non storpiare i nick altrui.
È una pratica che non porta a una discussione e a un confronto civile. Grazie.

Il 30 Settembre 2009 alle 11:55 datodi ha scritto:

TUTTE LE TV PRIVATE VIVONO SENZA CANONE E GUADAGNANO, MENTRE, LA RAI PUR VENDENDO PUBBLICITA’ HA BISOGNO DI FAR PAGARE IL CANONE AGLI ITALIANI, LOGICAMENTE PER COPRIRE IL DEFICIT PER LE MAGAGNE DI AVERE ALLE SUE DIPENDENZE CIRCA 14.000 PERSONE (CON UN SURPLUS DI PERSONALE TIPO VECCHIA ALITALIA). QUINDI, PRIVATIZZIAMOLA, ABOLIAMO IL CANONE,LA RAI VIVA DI PUBBLICITA’ COME TUTTE LE ALTRE; MA,AI POLITICI NON CONVIENE, PERCHE’ CESSEREBBE IL LORO POTERE DI CREARE POSTI DI LAVORO, SENZA CONCORSO, RICEVENDO VOTI DI SCAMBIO.-

Il 30 Settembre 2009 alle 12:57 indigesto ha scritto:

Per PANORAMA
Fossero solo le storpiature dei nicks a compromettere il discorso cilvile..!

Il 14 Ottobre 2009 alle 10:25 Giornali scatenati, a colpi di firme. In Italia scoppia la battaglia di carta - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] fratello del premier), quotidiano legato al centrodestra, prima per abolire il canone Rai (campagna sostenuta anche da Libero) e poi appoggiando un manifesto di alcuni imprenditori lombardi contro [...]

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