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Almeno 18 persone morte a causa del maltempo nel messinese.
I centri più colpiti dagli effetti delle forti piogge sono quelli della parte sud della provincia. A Giampilieri Superiore e Santo Stefano di Briga, entrambe frazioni del capoluogo, si registra una situazione critica.
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Commenti
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Il 3 Ottobre 2009 alle 8:15 Adduso ha scritto:
Siamo tutti assassini. In questa penisola di cannibali, carnivori e necrofagi, tutti orchestrati da politicanti tanto teatranti quanto mentalmente mafiosi (che non significa che fanno parte della criminalità) ci stiamo abituando (ammaestrati dal sistema mediatico) ormai solo a fare tutti (o quasi) gli indolenti, gli opportunisti, e soprattutto i lavativi cerebrali. Tanto più nel meridione ed in Sicilia. Tutto è andato bene fino a quando i soldi arrivavano dalla Regione e soprattutto dallo Stato. Addirittura, notoriamente, si sperava nel maltempo affinché dopo si potesse fare dichiarare lo stato di calamità naturale che così arrivavano “i picciuli”, i quali però al poveretto con la casa danneggiata, salvo non essere “amico degli amici”, giungevano i “muddichi”, mentre ai nostri politici, burocrati, tecnici, professionisti, intermediari, affaristi, ecc. , insomma il gotha della mentalità mafiosa della Nazione, le tasche personali si gonfiavano tanto da dovere pure impiegare quei “guadagni”, ma notoriamente altrove. Da qualche anno le “mammelle” sembrano non dare più “latte” e quello che ancora secernano, se lo mangiano i nostri politicanti e relativi tirapiedi, dai Comuni, alle Province, alla Regione, allo Stato centrale, spendendolo in stipendi, emolumenti, consulenze, esperti, giornalisti, portavoce e professionisti asserviti, lavoratori inventati, incarichi clientelari, opere agli “amici”, appalti irrealizzabili, favori , assunzioni di scambio elettorale, acquisto di tessere per i rispettivi partiti, sistemazione di familiari, parenti, compari, concubine, ecc. E noi che non abbiamo idea di come si gestisca un territorio così come si organizzi la società in cui viviamo, visto che non sappiamo neppure cosa sia, tanto più che a scuola neanche si può nominare, improvvisamente brancoliamo come degli zombi a cui è mancato il sangue per nutrirsi, senza sapere che fare e soprattutto a chi toccherà domani. Nel frattempo, il regime organizza giornate e settimane di cultura, ovverosia “l’ombrello sociale della notoria mafiosità politico-istituzionale-affarista” della politica. Proprio da qualche giorno ho anche appreso che dalle mie parti altri giovani che conosco andranno via per cercare lavoro. Essere ormai Italiani, Meridionali, Siciliani, Messinesi a questa maniera, vuol dire non essere più Uomini.
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