
Una toga ripiegata su una sedia vuota in tribunale
La giustizia italiana batte ogni record (in negativo): un numero di tribunali spropositato, 1.300, che ci costa ogni anno quasi 4 miliardi di euro. Lo ha ricordato il portavoce del ministro Brunetta, pochi giorni fa a Milano.
Una cifra astronomica, se confrontata con quella dei nostri partner europei e, soprattutto, se si considera l’inefficienza del sistema giudiziario italiano, tra i più lenti nel vecchio continente.
Tanto che la spesa per risarcire i processi lumaca lo scorso anno, secondo l’Associazione nazionale dei magistrati, è arrivata a 81 milioni di euro con oltre 40 mila procedimenti per denunciare il ritardo di ulteriori processi.
Insomma, una macchina arrugginita quella dell’amministrazione della giustizia in Italia. E le provocazioni del ministro Brunetta, per svegliare un gigante ormai addormentato, spesso cadono nel vuoto. Tornelli, o badge elettronici, ai giudici accusati dal ministro veneziano di essere (pure loro) dei “fannulloni”? L’Associazione nazionale della magistratura risponde con un secco “no”.
Ma all’interno di alcune sigle sindacali, soprattutto quelle di area più moderata, è iniziata la riflessione sul controllo della produttività dei giudici italiani. Forse le cannonate del ministro Brunetta non sono cadute nel vuoto.
Il buco nero della giustizia
Guardiamo i numeri. In Italia, secondo i dati del libro Magistrati, l’ultra casta, di Stefano Livadiotti, i tribunali in attività sono 1.292, il doppio della Gran Bretagna (595), che ha più o meno lo stesso numero di abitanti del nostro paese.
Quindi, o sono bravi i sudditi di Sua Maestà o siamo noi ad avere qualche problema. E il sospetto che forse qualcosa non funzioni al di qua delle Alpi aumenta consultando i dati degli altri paesi europei.
L’Italia, infatti, si pone ben al di sopra anche della Spagna (703 tribunali) e della Francia (773). Solo la Germania si avvicina ai nostri numeri con 1.136 tribunali, ma Angela Merkel, rieletta pochi giorni fa, governa oltre 80 milioni di abitanti, circa un terzo in più dell’Italia. La Russia, infine, ci batte con 2.696 tribunali in attività, che però devono servire per amministrare la giustizia a circa 146 milioni di abitanti.
Il nostro sistema giudiziario, inoltre, può contare anche sul più alto numero di giudici: oltre 13 ogni 100 mila abitanti. La Francia, per capirci, ne ha circa 12, la Spagna se ne fa bastare 10 e il Regno Unito addirittura 7. Nel 2006, stando al libro di Livadiotti, il budget italiano per “tribunali, pubblici ministeri e patrocinio per i non abbienti” era pari, tenetevi fermi, a 4 miliardi 88 milioni 109 mila 198 euro, con una spesa pro capite per i soli tribunali pari a 45 euro.
E gli altri partner europei? L’Olanda, la più efficiente, spende poco più di 1 miliardo di euro, la Spagna se la cava con 2 miliardi 983 milioni e la Francia con 3 miliardi 350 milioni di euro. Detto altrimenti, la stessa cifra spesa a Roma per decidere due giudizi basta a Parigi per farne tre.
Dopo Brunetta, i magistrati e i dipendenti iniziano a riflettere
Nella comune levata di scudi contro le bordate del ministro, alcune sigle sindacali della magistratura, soprattutto di area moderata, si svegliano e iniziano a riflettere su come poter valutare la produttività dei giudici, i quali, come ha ricordato Brunetta, non sono obbligati a “timbrare il cartellino”, e su quali siano le cause che bloccano il sistema giudiziario italiano. E il dibattito si diffonde sulla rete.
Antonio Lepre (membro di Magistratura indipendente) scrive sul sito del sindacato:
“Stabilire soglie di produttività significa responsabilizzare enormemente il giudice, posto che significa introdurre anche per la magistratura il controllo sui risultati dell’attività (…) Non ha alcun senso esercitare un controllo burocratico sulle singole porzioni di lavoro, essendo molto più efficiente – in termini quantitativi e qualitativi – limitare un controllo ai risultati: ciò, infatti, nel contempo, responsabilizza il professionista senza però angosciarlo e umiliarlo (…) Stabilire uno standard di produttività su base nazionale: tutti i giudici che rientreranno in una certa categoria dovranno fare un tot di sentenze”.
Gianfrancoaloi (dipendente del Ministero della Giustizia) scrive un commento nel sito Adn kronos:
“Sono un dipendente del Ministero della Giustizia e vorrei chiedere al Ministro Brunetta (che non è il Ministro della Giustizia) perché è stato introdotto il reato di immigrazione clandestina che, oltre ad intasare i tribunali, costano ai cittadini milioni di euro nei gratuiti patrocini di cui tutti gli immigrati non abbienti (cioè tutti) hanno diritto. Perchè da quei 70 euro che paga ciascun cittadino italiano, non ha il coraggio di scorporare le somme dovute ai legali delle persone non abbienti (gratuito patrocinio)? Perchè non dice quanti processi (civili, penali, amministrativi ) vengono iscritti ogni anno in Italia ed in Svezia? Lo sappiamo che l’Italia è il Paese con il più alto grado di litigiosità d’Europa, ecco perchè abbiamo bisogno di più tribunali, giudici e personale”.
- Venerdì 2 Ottobre 2009
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Commenti
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Il 2 Ottobre 2009 alle 19:10 nhico ha scritto:
Ogniqualvolta qualcuno parla di fare uscire la giustizia fuori della palude dell’inefficienza, qualche giudice alza il dito per dire che prima di tutto si deve pensare di non angosciare e umiliare il professionista giudiziario. Non rendendosi conto, o fregandosene altamente, che fino a quando loro penseranno soltanto a rendersi serena e felice la propria esistenza ad essere angosciata e umiliata continuerà ad esserlo un’intera nazione.
Il 3 Ottobre 2009 alle 12:31 carlo.tosi ha scritto:
Ma è mai possibile? Ogni volta che viene fatta un’inchiesta su qualsiasi argomento, confrontando i nostri risultati con quelli del resto dell’europa, risultiamo sempre ma proprio sempre primi nella spesa e sperpero di soldi ed ultimi ma proprio ultimi nella qualità dei servizi resi? possibile che dobbiamo in tutto pagare molto di più per avere molto di meno dei nostri vicini europei? Non c’è settore dove non risultiamo perdenti o in via di declino. Possibile? non si può proprio fare nulla? La prima cosa da fare sarebbe quella di cacciare via TUTTI i politici, partendo dai LADRI ROMANI, fino a moltissini locali. Interrompendo questa eterna connivenza politica-inefficienza-corruzione-spreco di soldi pubblici-criminalità.
Il 3 Ottobre 2009 alle 16:09 Zione ha scritto:
Pelagalli, guarda che bisogna ringraziare Lui se i Cialtroni Cronici stanno abbassando un pò la cresta; se tu dovessi vivere mille anni e non ti disturba troppo, ti posso inviare una notizia al giorno di gente che si è solo preoccupata di macellare il Popolo e
Il 3 Ottobre 2009 alle 16:23 Zione ha scritto:
Fumagatti (ca “schiusa”, neh !); il precedente commento è partito involontariamente e siccome sò che sei molto affaccendato a scrivere Scemenze, non voglio farti perdere tempo :
Francesco Perrillo e Giuseppe Giordano, di San Giuseppe Vesuviano, in provincia di Napoli; scrivono il 5 ottobre 1985 una lettera pubblicata dal quotidiano “La Repubblica”
Noi sottoscritti Perrillo Francesco e Giordano Giuseppe, classe 1928 (classe sfortunata e disgraziata, anche Tortora è del 28), ringraziamo pubblicamente chi ci ha privato della Libertà personale per circa un anno,
trasferendoci con violenza dai nostri domicili di Onesti e Integerrimi Lavoratori nel Carcere più infame del mondo, a contatto con Assassini, Ladri, Drogati, Magnaccia e con Malfattori della peggior specie.
In una fetida Cella abbiamo trascorso i primi mesi a piangere, sì abbiamo pianto e tanto, noi Uomini di Lavoro sessantenni abbiamo pianto come quando eravamo Bambini, e come allora abbiamo tanto Pregato.
Molte volte, tante volte, ci siamo trovati i pantaloni impregnati di urina.
Grazie a chi Non ha ritenuto opportuno e necessario fare dei “riscontri oggettivi”; (Signor Bocca, la Madonna, quella della Sofferenza, l’aiuti e la protegga insieme alla sua Famiglia), perché sarebbe bastato un Usciere
del Tribunale per constatare che vivendo e lavorando in un unico basso, per di più al centro del paese, non si poteva certamente ospitare per mesi i latitanti Rosetta Cutolo e Vincenzo Casillo.
Alle nostre preghiere di mandare qualcuno a rilevare quanto affermavamo, i giudici ci Invitavano a Confessare.
E siamo stati quasi tentati di farlo; di confessare l’impossibilità, pur di venire fuori da quell’Incubo.
E così oggi, dopo circa tre anni, ci hanno assolto con “Formula Piena”. Grazie, grazie a tutti.
Adesso non siamo che due Relitti Umani con la devastazione nel Cuore e nella Mente.
Grazie soprattutto ai signori che hanno levato voci in favore dei Tribunali meridionali, con l’augurio che un giorno anche ad essi, o magari ai loro Figli, ossa capitare questa Sciocchezzuola che a noi è capitata”.
Ed io (Zione), per Amore di Giustizia, sinceramente estendo tale Augurio anche a tutti gli Sciagurati Presuntuosi che per reconditi motivi, magnificano
certe allucinanti Sentenze e a certi Giudici Cialtroni.
Ringraziamo il Cielo che a fronte di Ignoranza o Scelleratezza, almeno in questo caso ha funzionato il Dovere ed il Coraggio. Un Sincero grazie ai SIGNORI Magistrati (”finali”).
Il 3 Ottobre 2009 alle 19:25 indigesto ha scritto:
Da quando la direzione delle indagini è stata tolta ai Carabinieri ed alla Polizia, poichè il nostro doveva essere uno Stato di Diritto e non di Polizia, abbiamo assistito all’assurdo di giovani Magistrati impegnarsi in un una attività investigativa, non proprio di loro vocazione(in quanto l’investigazione più che sui libri si acquisisce con l’esperienza), che li ha visti percorrere scorciatoie, facendone abuso, quali la custodia cautelare e, più recentemente, le intercettazioni telefoniche; con risultati non sempre apprezzabili. Il verticizzare in tal modo l’attività investigativa, oltre a produrre teoremi di ordine teorico, quando non ideologico, e di visibilità, ha anche prodotto ritardi e talvolta disinteresse per i fatti meno attenzionati dalla politica e dalla cronaca, riducendo il tutto a una malagiustizia che taluno finisce per verificare sulla propria pelle, essendosi così trasformato lo Stato di Diritto in uno Stato dei Giudici!
Il 3 Ottobre 2009 alle 21:32 Zione ha scritto:
Ferragatti, guarda che i peggiori Mafiosi sono alcuni di quelli che si trovano ai posti di comando delle leve giudiziarie; usurpati ai loro colleghi (Giudici onesti e laboriosi), con viscidi comportamenti truffaldini e grazie alla loro omertosa catena di Sant’Antonio con cui si proteggono e si premiano a vicenda, sono riusciti finora a macellare impunemente tanti poveri Cristi e ad arricchirsi barbaramente; pertanto fa bene il Presidente Berlusconi a prendere adeguati provvedimenti.
Il Grande Brunetta dalle potenti fauci, terribile Mastino Napoletano, spazzerà via il Giudiciume dai Tribunali !!!
A fronte di cancrenose e persistenti situazioni di grave illegalità da parte dei soliti Gaglioffi giudiziari, Mafiosi di rango e a tutti gli effetti, il Governo ha il Dovere di salvare il Martoriato Popolo dagli artigli di questi Ipocriti Criminali, che si coprono fra di loro e si difendono spudoratamente a spada tratta, pur di non rinunciare ai loro privilegi, frutto di scelleratezze.
La paziente volontà di farli ragionare, finora dimostrata dai preposti organi dello Stato, nulla ha risolto; ottenendo anzi l’effetto contrario, di un innalzamento della solita Protervia, per cui a questo punto come quel Governo fece con Mori che debellò la Mafia Campestre, conferendogli poteri eccezionali, così questo Governo dovrà fare col Ministro Brunetta che grazie al Cielo, sconfiggerà la Mafia Giudiziaria; bubbone di maggior pestilenza.
Il 4 Ottobre 2009 alle 20:39 indigesto ha scritto:
Solo alla corte di Stalin non c’erano canaglie? Le canaglie ci sono dappertutto! Nella Chiesa ce ne sono state, ce ne sono e ce ne saranno molte di più di quelle citate. E questo cosa dimostra? Dimostra solo che chi ne intravede appena qualcuna è poco informato e applica il suo “ab uno disce omnes” a sproposito!
Il 4 Ottobre 2009 alle 23:28 Zione ha scritto:
Filagalli, come vedi anche tu, pure i “cattivi” (per te) sono anime pie che credono nei sacri dogmi della Religione; ma tu a chi aspetti a convertirti, brutta animaccia dannata.
Il 19 Ottobre 2009 alle 12:01 Alfano: ecco la mia idea di giustizia - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] della polemica politica che da sempre coinvolge il sistema giudiziario, ma soprattutto il livello di arretratezza e inefficienza nel quale, da oltre 50 anni, continuano a navigare sia il processo penale che quello [...]
Il 16 Gennaio 2010 alle 19:52 Zione ha scritto:
Invocazione speciale con particolare indulgenza da parte della volta Celeste, contro il pestilenziale Gaglioffume Giudiziario.
Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, la faccia questa grandissima grazia, al Martoriato Popolo Italiano, vigliaccamente Oltraggiato dal Miserabile Giudiciume; lo liberi da questa Incommensurabile Tragedia e si assicurerà così un posto in Paradiso, accanto a San Gennaro !!!
Con tutto il rispetto, si ricorda al laborioso Governo che per situazioni eccezionali, quali temerari scioperi fuorilegge, è previsto l’istituto della Precettazione; che sembra fatto apposta per un grave caso di Fellonìa come questo minacciato dalla vile e pestilenziale plebaglia tribunalizia.
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