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Benedetto XVI e Carlo Maria Martini: stessa età, 82 anni, entrambi professori
Stessa età, 82 anni, entrambi professori. Uno biblista, l’altro teologo. Uno successore di Ambrogio, l’altro seguace di Agostino. Sono Carlo Maria Martini e Benedetto XVI.
Si sono già affrontati in conclave: 47 voti Ratzinger, 9 Martini alla prima votazione. Poi i suffragi per l’ex arcivescovo di Milano sarebbero confluiti sul suo confratello gesuita, Jorge Mario Bergoglio (35 e 40 voti alla seconda e terza votazione) finché, secondo il “diario di un anonimo cardinale”, ripubblicato in questi giorni dalla rivista Limes, Martini avrebbe dato il via libera a Ratzinger (eletto con 84 suffragi alla quarta votazione).
Oggi però sono descritti come il Papa e l’antipapa. Ratzinger parla dalla cattedra di San Pietro: difende il ruolo della tradizione, denuncia la dittatura del relativismo, condanna la secolarizzazione, mette al centro del suo magistero la verità della fede e l’annuncio di Dio.
Gli risponde Martini dalla “cattedra” di via Solferino. Incurante dei problemi fisici (è affetto dal morbo di Parkinson, come Karol Wojtyla), l’ex arcivescovo di Milano ha accettato l’invito di Ferruccio de Bortoli (amico di vecchia data) e una volta al mese sul Corriere della sera risponde a decine di lettere, dispensa consigli, spiega la Bibbia, offre indicazioni teologiche e morali. Scienza e fede? Non sono in contrasto. Il celibato dei preti? Frutto della tradizione.
I divorziati risposati? Vanno accolti in chiesa. Gli omosessuali? Non vanno giudicati. La pillola? La Chiesa oggi può cambiare atteggiamento. La lotta all’aids? Quando un coniuge è malato, è lecito il preservativo. L’eutanasia? È giusto morire con dignità. “Basterebbe solo una di queste affermazioni a meritare il richiamo della Congregazione per la dottrina della fede, se a pronunciarle non fosse Martini” osserva più d’un prelato nella curia vaticana.
Autore di best-seller tradotti in tutte le lingue (l’ultimo, Conversazioni notturne a Gerusalemme, Mondadori, ha avuto 10 edizioni e ha venduto 130 mila copie), l’ex arcivescovo di Milano è divenuto l’icona di una Chiesa che contrappone le ragioni del dialogo a quelle dell’identità, l’impegno pastorale all’enunciazione dei dogmi.
Ma è il Concilio Vaticano II la vera pietra dello scandalo: un concilio incompiuto per Martini, un concilio tradito per Ratzinger.
Entrambi possono contare su folte schiere di sostenitori e altrettanti detrattori. I cardinali Scola, Caffarra, Ruini e Biffi per Ratzinger, i cardinali Tettamanzi, Lehmann, Marchisano e Hummes per Martini. Ognuno poi ha il suo gruppo di giornalisti di riferimento: Ferrara, Socci, Messori per Ratzinger; Lerner, Mauro, Riotta per Martini.
Anche i politici si schierano: Pera, Quagliariello, Bondi per Ratzinger; Marino, Bindi, Scalfaro per Martini. Ratzinger e Martini sono divenuti il simbolo di due Chiese contrapposte ma si conoscono da 30 anni e in fondo si stimano molto.
L’ex arcivescovo di Milano è stato l’unico a criticare il primo volume su Gesù di Nazareth di Ratzinger, lamentando, per esempio, la mancanza della bibliografia. E il Papa lo ha preso alla lettera: il secondo volume, in uscita la prossima primavera, sarà corredato da bibliografia. Martini, a sua volta, conserva gelosamente l’affettuoso telegramma che Ratzinger gli ha inviato per i suoi 80 anni.
Avversari sì, ma entrambi numeri uno al servizio della Chiesa.
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Commenti
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Il 2 Ottobre 2009 alle 17:55 indigesto ha scritto:
Papa e antipapa? Fantasie dell’articolista. La chiesa è un’Istituzione che,nei secoli,s’è dovuta liberare di tante ombre. Accreditarne di queste è puro giornalismo. Il Cardinale Martini è una grandissima Figura nel seno della Chiesa e se ne addolorerebbe. E’ una voce autorevole ed illuminata, e non saranno i suoi sostenitori a limitarne l’imponenza. Ha grande spirito critico di cui la Chiesa si avvarrà, per prima il Papa, quando i tempi saranno maturi. Precorrere i tempi è dote degli illuminati. Contestualizzarne i suggerimenti è dote dei prudenti!
Il 3 Ottobre 2009 alle 11:38 indigesto ha scritto:
S.E. il Cardinale Martini è a riposo, cioè non è più a capo di una Diocesi per limiti di età, ma nelle sua qualità di Cardinale resta membro autorevolissimo della Chiesa, e che Dio ce lo conservi attivo e lucido, così come dimostra di essere, a lungo il più possibile. Il Papa, quale Vicario di Cristo e successore di Pietro guida la tutta la Chiesa a vita! Chi ha qualcosa di fragile può farselo curare, senza per questo attentare alla fragilità altrui!
Il 4 Ottobre 2009 alle 12:17 nhico ha scritto:
L’Arcidiocesi di Milano ha avuto sempre atteggiamenti apparentemente di grande apertura mentale e spirituale. Tanto avanzata da sembrare a volte di rottura. E certamente il cardinale Carlo Maria Martini ed i suoi successori/discepoli più di una volta hanno voluto sconcertarci con il loro parlare a ruota libera di geopolitica. Complicando, a volte, non solo le relazioni diplomatiche del Vaticano, ma attizzando anche discussioni che a fatica la diplomazia internazionale aveva incanalato nell’alveo istituzionale. Dimenticandosi che l’arzigogolare non si addice alle tonache dei principi della Chiesa e, ancora molto peggio, disinteressandosi in ogni stagione delle proprie pecorelle smarrite. E non è un caso che l’islamismo ha scelto Milano come base operativa per ramificarsi nel resto dello Stivale. A furia di scrutare l’ orizzonte dell’ avvenire hanno smarrito il senso dell’ orientamento e forse anche la strada della fede. Fino a spingere i musulmani a provocatoriamente pregare davanti al Duomo di Milano. Ma le teste d’uovo della Arcidiocesi Ambrosiana hanno fatto finta di non capire che con quel gesto, sul nostro sagrato, per un momento è stato ammainato proditoriamente il vessillo della cristianità. Lascando ad altri ministri di Dio il compito di difendere, a volte a costo della vita, i nostri luoghi di culto e di fede. Ad ognuno la sua esegesi. A me sembra che il pensiero martiniano, lontanissimo anni luce da quello di Benedetto XVI, è racchiuso nella seguente dichiarazione: “Da giovane ed anche da Vescovo il lavoro con i giovani è stato quello che mi ha più aiutato ad essere cristiano”. Aiutato? Non è la fede in Cristo che aiuta e sorregge e dà la forza per essere di aiuto a se stesso e agli altri. Evidentemente no, per il Cardinal Martini.
Il 4 Ottobre 2009 alle 15:51 Zione ha scritto:
Fumacavoli, guarda che a scherzare troppo colla Santa Chiesa, rischi di beccarti una bella Scomunica; speriamo in bene, perchè così poi la finirai di dissacrare e di dire Empietà.
Il 4 Ottobre 2009 alle 20:54 indigesto ha scritto:
Nhico,non basta la fede, occorrono anche le opere per dirsi cristiano. Forse a questo si riferiva il Vescovo Martini. Sul tuo discorso nulla da eccepire, ma il popolo degli immigrati mussulamani è sparso, da noi, un pò dappertutto, con la stessa arroganza. Non vedo perciò legame tra causa ed effetto sui fatti milanesi. Certo, Milano, grande città, ne attira di più e l’unione fa la forza! La Chiesa ha solo capito che questa “benevolenza” nell’accogliere, comprendere, giustificare, sottomettersi origina da molti interessi, noti e non, confessabili e non, ed ha occupato spazi; ma, stanne certo, la sua “benevolenza” non è tra quelle “benremunerate”!
Il 4 Ottobre 2009 alle 21:19 indigesto ha scritto:
Fumagalli, lo sappiamo che hai fatto il biglietto per l’inferno, che è l’unico posto dove puoi incontrare il tuo Stalin. Ma non pensare che sia cosa facile! anche lì ti faranno fare la fila! Se, per caso, diventassi di animo pio lo potresti cedere a qualcuno più interessato di te. Magari ci fai anche qualche euro. Sai quanti grulli ci sono ancora in giro? Quanti ne vuoi!
Il 4 Ottobre 2009 alle 23:18 Zione ha scritto:
Frullagalli, guarda che seppure leggi solo “La Bugiarda” (famigerato giornale di Torino), ti accorgi che i disastri nel mondo avvengono tutti i giorni e da tempo immemorabile, per cui, volendo ragionare colla tua testa bislacca si potrebbe anche dire che quando sei nato hai portato grandi sventure alla Nazione, perchè proprio allora, Garibaldi sbarcava a Marsala; ahi, ahi Pirlone di un Pirla, mio povero Pinot; ma che bon’Umass che sei !
Per la crisi rivolgiti pure al tuo caro Frodi, che è stato capace di far dire a quella Anima benedetta del Nonno del Cavaliere, che in vita sua mai profferì la benchè minima contumelia : “Minchia; questo fitusissimo Governo ora ora mi rovinò; facendomi scendere la Borsa fin giù sulle babbucce e adesso non so proprio come fare per farla risalire, Governo ladro!”.
Meno male che ci ha pensato il Grande Silvio a sistemare subito alcune magagne “ereditate” dal Frodi; per il resto ha dato ordine finchè il LEGITTIMO GOVERNO del POPOLO ITALIANO, pur fra pretestuosi ostacoli di vario tipo, appositamente creati dai nemici dello Stato di Diritto, a cominciare dalle svergognate e infide toghe rosse, si prodighi immantinente e indefessamente in modo da porre fine a tante squallide nefandezze; per cui c’è da ben sperare nel prossimo futuro.
Il 5 Ottobre 2009 alle 0:27 indigesto ha scritto:
Enrico,bisogna pur allegerire il discorso,ogni tanto! Basta diluire qualche espressione un pò forte con altre più facete, se vuoi. Per questo non occorre nè mostrare coraggio nè tradire fiduce; occorre solo buon senso e percezione della giusta misura. Non credo di aver smarrito nè l’una nè l’altra!
Il 5 Ottobre 2009 alle 1:13 Zione ha scritto:
Bravo Indi, hai ragione, parli bene; solo che al perfido Fugagalli non piace affatto la carota e preferisce sempre e soltanto il bastone, a cui tanto si è affezionato che quando non glielo fanno assaggiare per un po’ si sente male e quindi ricomincia a provocare col recondito fine di rigustarselo.
Il 5 Ottobre 2009 alle 11:32 indigesto ha scritto:
Zione,ci consentono commenti e magari confronti di idee, non insulti. Anche qualche arguzia è giusto che resti nei limiti del “bon ton”. Non trovo nè codardi,nè perfidi,e nè tantomeno andicappati tra noi; trovo solo qualche momento infelice, dovuto forse alla scarsa attenzione posta nel recepire i punti di vista altrui e nell’esporre i propri. Si può anche essere provocatorii, ma nei modi e nei limiti che ogni esercizio intellettuale richiede! Nullità, poi, lo si diventa quando si ha la pretesa di possedere la verità e di poterla imporre con la violenza delle parole, come sovente fanno, e studiatamente, i nostri politici! Almeno in questo, per chiudere in argomento, la Chiesa, quella che conta, si astiene e qualche lezione di stile la da!
Il 5 Ottobre 2009 alle 14:40 indigesto ha scritto:
So quello che l’apprendimento dell’italiano mi ha lasciato. Come so che la Chiesa non ha mai preteso di far proselitismo con la forza. Non mi risulta che attualmenta vi siano vasti territori occupati da stati cattolico-istituzionali che in nome di Dio si accingano ad occuparne altri. C’è stato, si, un periodo in cui la Chiesa ha esercitato potere temporale, interno tra l’altro, ma solo per poter sopravvivere in epoche pregne d’ignoranza in cui contava solo chi aveva più soldataglia, ma anche per questo si è avvalsa sempre del soccorso di altri Stati. E gli esiti sono sotto gli occhi di tutti: ancor oggi è più che mai perseguitata nel suo Credo, che inermi Evangelizzatori sentono la Missione di diffondere. Se anche questa è una frittata girata..!
Il 5 Ottobre 2009 alle 16:12 indigesto ha scritto:
la Bibbia è un’opera che ripercorre la storia, gli usi e i costumi del popolo ebraico, eletto da Dio a contrarre un’Alleanza tra Dio e lo stesso popolo. Vi sono anche contenuti profetici che annunziano la venuta di un Messia. Se si accetta l’esistenza di Dio non gli si possono limitare nè potere nè volontà. Una parte esigua del popolo ebraico ha ricosciuto in Cristo il Messia e, da qui, quella che è chiamata la nuova Alleanza tra Dio e l’intera Umanità, di cui è testimone la Chiesa Cattolica, cioè universale, non senza sminuire, per questo, i contenuti del Vecchio Testamento, anzi rilevando in Questo segni della venuta del Cristo.
Avrà pur sostenuto le sue battaglie, il popolo d’Israele, per sopravvivere, e avrà avuto, come ha, pure il diritto di conservarne memoria, no?
Quanto alla SS.Trinità il discorso è semplice: ammettere la venuta di Dio tra noi può mai escludere l’esistenza di Dio stesso? E per quale “meccanismo” se non per la immanenza di uno Spirito altissimo paraclito(vicino), la cui venuta è annunziata dal Cristo stesso, e procede(deriva) in egual misura dal Padre e dal Figlio? E’ come per noi che distinguiamo corpo ed anima, ma nei quali ci ritroviamo persone. Nessun cattolico si sente solo corpo o solo anima. Le cretinate appartengono alla sfera delle cose umane. Nel divino, l’enunciazione che fa la Chiesa cattolica della SS. Trinità in nulla contrasta con l’esistenza di un unico Dio, anche se appare ed opera con tre diversi aspetti, distinti ma non per questo non riconducibili ad una sola Entità.
Potrà non piacere,..ognuno è libero di fare le ipotesi che crede, su Dio! La più semplice è negarne l’esistenza e rifugiarsi nelle cretinate che sono più alla portata!
Il 5 Ottobre 2009 alle 17:06 indigesto ha scritto:
Ognuno nella sua vita pensa di aver fatto qualcosa in modo non perfetto, ma non per questo la considera una frittata, nel senso che si dà a quelle azioni che abbiano interferito col pubblico interesse e pertanto siano censurabili! Magari avrò addentato un frutto senza tener conto del nocciolo e mi sarò spezzato un dente e poi me la son presa col frutto. Ma non ci vedo nè “frittata”, nè tantomeno “codardia”! Ma lasciamo da parte queste speculazioni dialettiche e diciamo che la Chiesa benedice ciò che è chiamata a benedire. Benedice i soldati che vanno in guerra,ma non certamente le intenzioni per le quali vi si mandano. Avrà benedetto le Crociate che oggi storici da strapazzo non contestualizzano correttamente, ma non credo in una Chiesa schierata con le dittature che hanno scatenato la seconda guerra mondiale o che, improvvidamente, vi hanno aderito. Nè sò quale continente abbia rovinato visto che, vuoi per una ragione e vuoi per un’altra, hanno sempre mostrato di che rovinarsi da soli. Ora, notizie di parte, a sostegno di tesi precostituite se ne possono trovare dappertutto, ma anche quelle talvolta contengono il germe del dubbio. Basta saperlo trovare e riflettere. Non rinuncerò mai ad invitare alla riflessione chiunque sia ancora in grado di farlo. Non è una presunzione poichè non mi pasco di tesi di schieramento; è solo una, per me valida, ragione per formulare le mie risposte!
Il 5 Ottobre 2009 alle 20:25 indigesto ha scritto:
Si ,il concetto del Paradiso non è facile da comprendere. meno che mai quello dell’inferno. Entrambi fanno riferimento all’eternità, che, come l’infinito, possono essere solo oggetto di notazioni e teoremi matematici. Non ne sappiamo granchè, ma più che realtà fisiche potrebbero essere metafisiche. E qui le teorie si sprecano e danno lustro a tanti sapientoni, che trovano modo di scribacchiare e vendere, a destra e a manca. La verità sta nelle coscienze, così al tempo della ruota e così oggi nel tempo dei telefonini. Tutte le religioni cercano di darne un’immagine col cambiar dei tempi. Ma tutto dovrebbe rispondere ad una domanda: perchè tuttoquesto? da prima del big bang ad oggi? non ci saranno mai scienziati in grado di darci una risposta. Lì dove finisce la scienza galileiana conosciuta comincia la loro ignoranza, galileiana e non! Ci stanno provando i filosofi fin dall’antichità. Ma non vedo, dopotutto,in cosa differisca la risposta filosofica dalla risposta religiosa se non nella speranza, che la religione dà e la filosofia, in prevalenza, toglie. Trovo più umano sperare che disperare!
Il 5 Ottobre 2009 alle 22:59 Zione ha scritto:
Bravo cuccagalli; ti meriti un bel tubo di neru (della piola); vedi che a frequentare gente Elevata (noi; modestamente …) si cresce d’Intelletto ?
Mi compiaccio che le lezioni di vita del nostro caro (sociu) Indi ti stanno inducendo a percorrere con fervore, i primi sentieri di conoscenza, sulla serena strada della Filosofia.
Mi raccomando, Piccolo Mio Cit; continua così e vedrai che fra qualche secolo, se tutto va bene, forse diventerai un Uomo.
Il 6 Ottobre 2009 alle 12:14 indigesto ha scritto:
Fondamentalista è una parola abusata dall’informazione, sulla quale si fa un pò di confusione, vedo. Definirei piuttosto “fanatico” chi, coinvolto da qualsivoglia ideologia, tenda ad imporre con violenza le proprie convinzioni, supportate da una approssimativa infomazione. Non si può dare contemporaneamente del fondamentalista, che è colui che applica “ad litteram” una dottrina, avendone appunto dotta padronanza, e del somaro a chi tenta di prodigarsi in qualche sommaria spiegazione. Non vedo dotti tra noi, ma “omnia munda mundis”!..e per il fanatico sono tutti fanatici! Si è parlato di religione in senso lato e di Cattolicesimo quando è stato richiesto. Il bisogno di Dio ha prodotto religioni in tutti i tempi e in tutti i popoli. E’ naturale che ci si trovi ad abbracciare la religione più prossima, ciò risponde al bisogno di Dio. Poi la si può anche cambiare (non in tutti i Credo c’è questa libertà) o disinteressarsene. Nel Cattolicesimo c’è la Confirmazione(Cresima), Sacramento con cui ci si conferma cattolico, se lo si ritiene, quando si è in uso di ragione. Infine, non si è cattolici per paura (Dio se ne accorgerebbe,no?) ma per amore verso Dio e verso il prossimo, principalmente col perdono e la giustizia sociale, concetti rivoluzionari introdotti da Cristo (ma poi Marx ha detto di meglio,nevvero?), nonchè per la speranza in una vita eterna. Tant’è che i defunti, com’è detto nella Messa, si addormentano nella speranza della resurrezione! Dimenticavo.. quelli che mi vogliono imporre le loro idee confuse, scalmanandosi, non mi stanno da nessuna parte. Mi divertono e mi fanno tenerezza!
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