
Il fronte della frana a Giampilieri tra le foto aeree scattate il 4 ottobre
Non si salva (quasi) nessuno. Tutta Italia è a rischio frane. Dopo il nubifragio della scorsa settimana che ha colpito il Messinese provocando numerose frane e crolli di abitazioni (qui le IMMAGINI)- per ora sono 24 i morti e 40 i dispersi - si torna a riflettere sul livello di sicurezza dei comuni italiani. E torna alla luce una recente indagine (del 2008) di Legambiente e Protezione civile su tutto il territorio nazionale. Il risultato? Ben 5.581comuni sono a rischio idrogeologico, ossia il 70% del totale dei comuni italiani, di cui 1.700 a rischio frana, 1.285 a rischio di alluvione e 2.596 a rischio sia di frana che di alluvione. Le cause? “Il nostro territorio è reso ancora più fragile dall’abusivismo, dal disboscamento dei versanti e dall’urbanizzazione irrazionale“, argomenta Legambiente e Protezione civile nello studio.
Maglia nera alla Calabria, seguita da Umbria e Valle d’Aosta, ossia le regioni italiane con la più alta percentuale di comuni classificati a rischio (il 100% del totale). Poi le Marche (99%) e la Toscana (98%). Sebbene in molte regioni la percentuale di comuni interessati dal fenomeno possa apparire ridotta, la dimensione del rischio è comunque preoccupante: in Sardegna e in Puglia nonostante la percentuale dei comuni a rischio sia tra le più basse d’Italia, le frane e le alluvioni degli ultimi anni hanno provocato vittime e notevoli danni, prosegue lo studio. Oltre a tanti piccoli comuni, anche molte delle grandi metropoli e città italiane sono considerate a rischio idrogeologico.
Una situazione che deriva soprattutto dalla pesante urbanizzazione che ha subito l’Italia, in particolare lungo i corsi d’acqua. “Se al Sud la costante aggressione al territorio si manifesta principalmente con l’abusivismo edilizio, al Centro Nord si continuano a portare avanti interventi di difesa idraulica che seguono filosofie tanto vecchie quanto evidentemente inefficaci.
In molti casi vengono realizzati argini senza un serio studio sull’impatto che possono portare a valle, vengono cementificati gli alvei e alterate le dinamiche naturali dei fiumi, si assiste a pratiche di escavazione selvaggia“, concludono Legambiente e Protezione civile.
E i risultati si vedono. La pioggia è ormai sinonimo di paura in molte zone della penisola dove il rischio idrogeologico è a livello alto oppure altissimo. E se c’è un filo comune a legare gran parte degli eventi atmosferici che hanno colpito diverse zone dell’Italia, gli effetti molto spesso sono amplificati dall’opera o dall’inerzia dell’uomo. A cadenza, spaventosamente, regolare la cronologia dei principali eventi catastrofici, dagli anni ‘80 a oggi, parla quasi da sola.
Il 29 maggio 2008, nel comune di Villar Pellice, in Piemonte, a causa delle forti piogge, nell’alveo del Rio Cassarot, si genera una colata di detriti che travolge una casa e ne danneggia altre tre in una borgata. Il bilancio è di quattro morti.
Il 23 settembre 2003, un violentissimo nubifragio colpisce la provincia di Massa Carrara (2 morti).
Nel 2000, a metà ottobre, il bilancio del maltempo i Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria che interessò anche il Po è particolarmente pesante con 23 morti, 11 dispersi e circa 40 mila sfollati.
Nell’esatte del 2000, un nubifragio si abbatte su Soverato. Dodici persone muoiono in un campeggio inondato dall’acqua.
Nella Valle del Sarno, in Campania, il 5 maggio 1998, una valanga di fango si stacca dalla montagna di Pizzo di Alvano e raggiunge alla velocità di 300 metri al minuti i comuni di Sarno, Siano, Bracigliano e Quindici, provocando la morte di 160 persone, di cui 137 solo a Sarno, distruggendo centinaia di case.
Nel novembre del 1994, le acque del Tanaro allagano Asti, Alba, Ceva e Alessandria: il Po esonda a Palozzolo Vercellese, allaga Trino, Casale Monferrato e altri paesi fino a Valenza. I morti saranno 70 e oltre 2.200 i senzatetto.
Nell’estate del 1987, l’esondazione del fiume Adda e di alcuni torrenti, insieme alla frane provoca 53 vittime.
Due anni prima, nel luglio 1985, la catastrofe di Val di Stava (bilancio 268 vittime). Il disastro è causato dalla rottura degli argini nei bacini di decantazione della miniera di Prestavel. Sull’abitato di Stava si scaricano 160 mila metri cubi di fango.
Visualizza L'Italia a rischio frane e alluvioni in una mappa di dimensioni maggiori
- Lunedì 5 Ottobre 2009

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Commenti
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Il 6 Ottobre 2009 alle 9:59 Il Blog di Deamaltea Formazione e Energie Sostenibili ha scritto:
Messina e le demolizioni Eseguite zero su mille…
Image by Roby Ferrari via Flickr
Edifici abusivi e a rischio, ignorati i decreti emanati dai vigili a partire dal 2007. A Giampilieri si è costruito persino nell’alveo della fiumara
Messina, 5 ottobre 2009 – La legge parla chiaro. Detta …
Il 6 Ottobre 2009 alle 10:05 vfr05 ha scritto:
… ad essere sincero, e non è per cattiveria, mi chiedo quante delle case che sono rimaste danneggiate fossero in regola con i permessi edilizi.
Inoltre chiedere un aiuto in caso di calamità e cosa lecita … rivendicare un ‘diritto’ ad un rimborso è cosa ben diversa.
Sommiamo i due concetti … il risultato è palese del sentiment che si capta tra la gente (stufa di pagare).
Il 6 Ottobre 2009 alle 17:10 jane55 ha scritto:
Invece di perdere tempo con le trasmissioni su escort e varie, si farebbe bene a usare il mezzo televisivo per spiegare alla gente la mappa delle zone geologicamente a rischio, cosa questo vuol dire e come puo’ essere evitato il pericolo di disastri come quello siciliano..E ancora perche’ non si rendono piu’ dure le leggi sull’abusivismo edilizio, sul disboscamento facile, sui permessi per fabbricare concessi facilmente.E perche’ chi appicca il fuoco alle aree verdi non viene punito duramente,ma rimesso in liberta’ dopo poco.E ancora perche’ si aspettano i disastri per intervenire, ma non si interviene prima che questi succedano.Perche’ non si ascoltano gli appelli di lega ambiente,ma si chiudono gli occhi pensando tanto non succede.Per quale motivo non si rispetta la vita umana proteggendola da calamita’ naturali che in alcuni casi potrebbero essere facilmente evitate…..Il dramma e’ che non possiamo dare una risposta a questi interrogativi, se non pensando a ignoranza stupidita’e disinteresse.
Il 14 Ottobre 2009 alle 10:06 RISCHIO FRANE PER TUTTO IL TERRITORIO ITALIANO « Mirabilissimo100’s Weblog ha scritto:
[...] http://blog.panorama.it/italia.....ane-e-al... Lascia un Commento [...]
Il 14 Ottobre 2009 alle 10:09 LEGAMBIENTE E PROTEZIONE CIVILE-INDAGINE 2008 SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE « Mirabilissimo100’s Weblog ha scritto:
[...] http://blog.panorama.it/italia.....ane-e-al... Lascia un Commento [...]
Il 15 Ottobre 2009 alle 9:49 Commossi per i fratellini di Giampilieri, increduli dinanzi l’abusivismo | Video Folli ha scritto:
[...] frane nel messinese era ben conosciuto: Frane annunciate, le dodici Giampilieri di Sicilia Il problema del pericolo frane ed alluvioni non riguarda solo il messinese, ma quasi tutto il territorio italiano Indagine 2008 su tutto il territorio nazionale Che il territorio italiano [...]
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