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	<title>Italia &#187; Il lodo (Alfano) &#8220;al pettine&#8221; della Consulta. Udienza chiusa, pronostici impossibili </title>
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	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 12:46:41 +0000</pubDate>
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		<title>Il lodo (Alfano) “al pettine” della Consulta. Udienza chiusa, pronostici impossibili</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 11:10:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lungi_mirante</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[I giudici Costituzionali chiamati a decidere sulla legge che sospende i processi per le 4 più alte cariche dello Stato. Ecco cosa succede a Palazzo  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6318" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-6318" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2009/10/consulta1.jpg" alt="La sala gialla di palazzo della Consulta, prima dell'udienza della Corte Costituzionale sul &quot;lodo Alfano&quot;" width="500" height="370" /><p class="wp-caption-text">La sala gialla di palazzo della Consulta</p></div>
<p>Dal &#8220;lodo Schifani&#8221; al &#8220;lodo Alfano&#8221;:<strong> è la seconda volta nel giro di cinque anni che la <a href="http://www.cortecostituzionale.it/" target="_blank">Corte Costituzionale</a> è chiamata a decidere sulla legittimità</strong> di una legge che sospende i processi penali nei confronti delle più alte cariche dello Stato.<br />
La discussione sul testo Alfano inizia martedì 6 ottobre, nel palazzo che fronteggia il Quirinale, dove i <strong>15 giudici della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_della_Consulta" target="_blank">Consulta (dal nome della sede, dal 1955, della Corte costituzionale)</a></strong> sono chiamati a dire se lo &#8220;scudo&#8221; in questione sia costituzionale oppure no. <span id="more-6314"></span><br />
Se optassero per <strong>l’incostituzionalità, Silvio Berlusconi tornerebbe a Milano sotto il tiro</strong> del <a href="http://blog.panorama.it/italia/tag/mills/">processo Mills</a>.</p>
<p><strong>&#8220;L&#8217;antenato&#8221; lodo Schifani</strong><br />
Il <strong>&#8220;lodo Schifani&#8221; riguardava le prime cinque cariche dello Stato</strong> (Capo dello Stato, presidenti di Senato e Camera, premier e presidente della Corte Costituzionali). Fu <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2004/01_Gennaio/13/lodo.shtml" target="_blank"><strong>bocciato nel 2004</strong></a> con una decisione (qui <a href="http://www.cortecostituzionale.it/giurisprudenza/pronunce/scheda_indice.asp?sez=indice&amp;Comando=LET&amp;NoDec=24&amp;AnnoDec=2004&amp;TrmD=&amp;TrmM=" target="_blank"><strong>il testo della sentenza n.24 del 2004</strong></a>) emessa dalla Consulta (per due terzi diversa da quella attuale) con motivazioni scritte da Francesco Amirante, ora presidente della Corte. Le motivazioni sono certamente una &#8220;bussola&#8221; per gli attuali giudici costituzionali, ma vengono<strong> interpretate in modo divergente anche da emeriti costituzionalisti</strong> per sostenere pareri pro e contro la legittimità dell&#8217;attuale lodo Alfano.<br />
Cinque anni fa la Corte ritenne che il precedente lodo prevedeva una sospensione del processo &#8220;generale, automatica e di durata non determinata&#8221;, creando così un <strong>&#8220;un regime differenziato riguardo all&#8217;esercizio della giurisdizione&#8221;</strong> con una conseguente violazione dei principi di uguaglianza (<a href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131276/131279/articolo.htm" target="_blank">art.3</a>) e di difesa (<a href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131289/131290/131302/articolo.htm" target="_blank">art.24</a>). Tuttavia la Consulta definì un <strong>&#8220;interesse apprezzabile&#8221; quello di &#8220;tutelare il sereno svolgimento delle funzioni&#8221; delle alte cariche dello Stato</strong>, sempre che tale intesse sia tutelato &#8221;in armonia con i principi fondamentali dello Stato di diritto, rispetto al cui migliore assetto la protezione è strumentale&#8221;.</p>
<p><strong>Lodo Alfano: uno scudo per quattro</strong><br />
Il <a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Multimedia/dettaglio.asp?d=39480" target="_blank">lodo Alfano</a> (dal nome del <strong>suo ideatore Angelino Alfano, ministro di Grazia e giustizia</strong>) è <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/31986.htm" target="_blank">una legge approvata nel 2008</a> che prevede la <strong>sospensione dei processi penali nei confronti del capo dello Stato, del presidente del Consiglio e dei presidenti di Camera e Senato</strong> (<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/07/abc-lodo-alfano.shtml?uuid=f041c83a-5811-11dd-93cb-a54c5cfcd900" target="_blank"><strong>qui la sitesi, comma per comma</strong>, del <em>Sole 24 Ore</em></a>). Il lodo Alfano inoltre è circoscritto nel tempo (<strong>vale solo per la durata della carica</strong> e della funzione e non è reiterabile salvo in caso di nuova nomina nel corso della legislatura); è rinunciabile da parte dell&#8217;interessato (<a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=75260&amp;sez=HOME_INITALIA" target="_blank">come ha fatto ad esempio il presidente della Camera <strong>Gianfranco Fini pochi giorni fa</strong></a>); salvaguarda le parti civili costituitesi che potranno proseguire la loro azione in sede penale. L’argomento principale a favore del lodo è <strong>l’esigenza di evitare che iniziative giudiziarie possano creare turbolenze istituzionali</strong><br />
Ma i ricorsi alla Consulta dei magistrati di Milano e Roma denunciano altre violazioni della Costituzione: il <strong>principio di uguaglianza</strong> previsto dall&#8217;art.3, la <strong>ragionevole durata del processo</strong> (<a href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131336/131391/131403/131404/articolo.htm" target="_blank"><strong>art.111</strong></a>), l&#8217;<strong>obbligatorietà dell&#8217;azione penale</strong> (<a href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131336/131391/131403/131405/articolo.htm" target="_blank"><strong>art.112</strong></a>), il <strong>giudicato costituzionale</strong> (<a href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131336/131428/131429/131432/articolo.htm" target="_blank"><strong>art.136</strong></a>), e le guarentigie dei parlamentari, del Capo dello Stato e dei ministri (art. <a href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131336/131337/131338/131352/articolo.htm" target="_blank">68</a>, <a href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131336/131368/131376/articolo.htm" target="_blank">90</a> e <a href="http://www.senato.it/istituzione/29375/131336/131378/131379/131384/articolo.htm" target="_blank">96</a>).<br />
Tutti punti su cui sarà<strong> sfida aperta alla Consulta</strong>, con i legali di Berlusconi pronti ad assicurare che non c&#8217;è alcun bisogno di una legge costituzionale, che <strong>la sospensione del processo non è un&#8217;immunità</strong> e che il premier non può essere considerato un &#8220;primus inter pares&#8221; rispetto agli altri ministri: &#8220;<strong>Con la legislazione di oggi sulle elezioni delle cariche politiche</strong>, la posizione del presidente del Consiglio si è venuta staccando da quella che era stata disegnata dalle tradizioni liberali&#8221;, secondoGaetano Pecorella.</p>
<p><strong>Cosa succede nel Palazzo</strong><br />
Le notizie che filtrano <strong>non fanno ritenere scontata una bocciatura</strong> del lodo Alfano. Toccherà al <strong>relatore del provvedimento Franco Gallo</strong> riassumere i motivi dei tre <strong>ricorsi presentati contro il testo (due dai giudici di Milano e uno dal gip di Roma)</strong>, quindi sarà la volta degli avvocati.<br />
<strong><a href="http://www.camera.it/cartellecomuni/leg16/include/contenitore_dati.asp?tipopagina=&amp;deputato=d300289&amp;source=%2Fdeputatism%2F240%2Fdocumentoxml.asp&amp;position=DeputatiLa%20Scheda%20Personale&amp;Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fdeputato=d300289&amp;Nominativo=GHEDINI%20Niccolo%27" target="_blank">Niccolò Ghedini</a>, <a href="http://www.camera.it/cartellecomuni/leg16/include/contenitore_dati.asp?tipopagina=&amp;deputato=d50465&amp;source=%2Fdeputatism%2F240%2Fdocumentoxml.asp&amp;position=Deputati\La%20Scheda%20Personale&amp;Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fdeputato=dd50465" target="_blank">Gaetano Pecorella</a> e Pietro Longo rappresentano Silvio Berlusconi </strong>(i primi due, cinque anni fa, difesero il &#8220;lodo Schifani&#8221;), l&#8217;<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/09/Lodo-Alfano-Berlusconi.shtml?uuid=876864c6-a2e4-11de-9f1c-d4e5f7fd1808" target="_blank">avvocato dello Stato Glauco Nori</a> (che rappresenta la presidenza del Consiglio). Non ha invece preso parola il presidente dei costituzionalisti <a href="http://www.studiolegalepace-associato.it/it/partners/ap.htm" target="_blank">Alessandro Pace</a> (in rappresentanza della Procura di Milano).<br />
<strong>Finito il giro la Corte si chiuderà in camera di consiglio</strong> e, da quel momento in poi, potrebbe <strong>succedere di tutto</strong>.</p>
<p><strong>Pronostici impossibili</strong><br />
L&#8217;ipotesi più accreditata è che <strong>la sentenza possa arrivare nelle prossime 24/48 ore</strong>, ma c&#8217;è anche ci parla di <strong>un rinvio tra 15 giorni</strong> (cinque giudici della Corte, tra cui il presidente Amirante e il relatore Gallo partiranno infatti giovedì prossimo per un precedente impegno preso a Lisbona con i colleghi delle Corti portoghese e spagnola).<br />
<strong>Impossibile dunque fare pronostici</strong>. Le indiscrezioni, ai confini del pettegolezzo, parlano di una <strong>Corte in perfetto equilibrio tra favorevoli e contrari</strong>. Quindi la decisione potrebbe essere presa da una maggioranza risicata e solo dopo una lunga discussione.<br />
Anche perché qualcuno dei 15 giudici viene dato per incerto (soprattutto tra quelli di nomina quirinalizia). E su costoro potrebbe pesare <strong>il timore assai vivo sul Colle che il &#8220;no&#8221; finisca col creare forti turbolenze politiche</strong>.<br />
A seguire con una certa apprensione ciò che succederà nel Palazzo della Consulta, c&#8217;è infatti <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/07/mancino-lodo-alfano-legge-costituzionale.shtml?uuid=11e59490-589d-11dd-9534-b5e47a9a4888" target="_blank"><strong>anche il Capo dello Stato</strong>, che lo scorso anno diede il via libera alla legge</a>. Giorgio Napolitano infatti sa che una bocciatura del lodo potrebbe portare gravi conseguenze per la tenuta del governo e quindi è pronto al peggio.</p>
<p><strong>Ecco chi deciderà</strong><br />
I <strong>giudici della <a href="http://www.cortecostituzionale.it/" target="_blank">Corte costituzionale</a> sono <a href="http://www.cortecostituzionale.it/composizione/collegio/collegio.asp" target="_blank">15 (qui la composizione)</a></strong>: cinque sono nominati dal presidente della Repubblica, cinque dal Parlamento in seduta comune e cinque dalle supreme magistrature ordinaria e amministrativa.<br />
<a href="http://www.cortecostituzionale.it/composizione/collegio/presidente.asp" target="_blank"><strong>FRANCESCO AMIRANTE</strong> (PRESIDENTE, 76 ANNI)</a>, eletto dalla Corte di cassazione.<br />
<strong>UGO DE SIERVO</strong> (VICEPRESIDENTE, 67 ANNI), ordinario di diritto costituzionale, eletto dal Parlamento (governo Berlusconi II).<br />
<strong>PAOLO MADDALENA </strong>(73 ANNI), eletto dalla Corte dei conti.<br />
<strong>ALFIO FINOCCHIARO</strong> (74 ANNI), eletto dalla Corte di cassazione.<br />
<strong>ALFONSO QUARANTA</strong> (73 ANNI), eletto dal Consiglio di Stato.<br />
<strong>FRANCO GALLO</strong> (72 ANNI), ordinario di diritto tributario, nominato dal presidente Carlo Azeglio Ciampi.<br />
<strong>LUIGI MAZZELLA</strong> (77 ANNI), avvocato generale dello Stato, eletto dal Parlamento (governo Berlusconi III).<br />
<strong>GAETANO SILVESTRI</strong> (65 ANNI), ordinario di diritto costituzionale, eletto dal Parlamento (governo Berlusconi III).<br />
<strong>SABINO CASSESE</strong> (74 ANNI), ordinario di diritto amministrativo, nominato dal presidente Carlo Azeglio Ciampi.<br />
<strong>MARIA RITA SAULLE</strong> (73 ANNI), ordinario di diritto internazionale, nominata dal presidente Carlo Azeglio Ciampi.<br />
<strong>GIUSEPPE TESAURO</strong> (66 ANNI), ordinario di diritto internazionale, nominato dal presidente Carlo Azeglio Ciampi.<br />
<strong>PAOLO MARIA NAPOLITAN</strong>O (64 ANNI), consigliere di Stato, eletto dal Parlamento (governo Prodi II).<br />
<strong>GIUSEPPE FRIGO</strong> (74 ANNI), avvocato, eletto dal Parlamento (governo Berlusconi IV).<br />
<strong>ALESSANDRO CRISCUOLO</strong> (72 ANNI), eletto dalla Corte di cassazione.<br />
<strong>PAOLO GROSSI</strong> (76 ANNI), ordinario di storia del diritto italiano, nominato dal presidente Giorgio Napolitano.</p>
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