Benvenuti a Babele, provincia di Udine

Una classe multietnica: situazione sempre più comune in tutta Italia

Una classe multietnica: situazione sempre più comune in tutta Italia

Sulla parete dell’atrio un grande murale a tempera ricorda agli alunni che il loro è “un mondo di colori”. Il concetto è esteso al colore della pelle ed è sottolineato in ogni spazio fisico dell’edificio. Sulla porta della segreteria, per esempio, un disegno naïf raffigura un impiegato alla scrivania; sopra la scritta grande è in italiano, “Ufficio”, a fianco la traduzione in altre 10 lingue: albanese, arabo, cinese, croato, francese, friulano, tedesco, inglese, spagnolo e romeno.
Benvenuti alla scuola primaria di Manzano, un comune a 15 chilometri da Udine e a 10, tutti curve, dal confine con la Slovenia.

Qui la segnaletica multilingue è una necessità: nel circolo didattico di Manzano, infatti, si contano 26 diverse etnie, un melting pot composto per la maggior parte da famiglie albanesi (28 per cento), cinesi (17) e romene (13), ma anche da cittadini togolesi, indiani e turchi. Su 1.007 iscritti, 215 sono stranieri.

“Sui banchi la loro presenza supera il 20 per cento e già il numero è una fondata richiesta di prima accoglienza del territorio ” sostiene Daniele Castellani, il dirigente scolastico che ha inventato i cartelloni multilingue. “Noi abbiamo risposto con la comunicazione. In fondo, accogliere è comunicare, dobbiamo mettere il bambino a suo agio e fargli capire dove si trovano gli spazi di cui ha bisogno”.
La condizione multietnica a scuola è un riflesso del mondo del lavoro. Manzano è la capitale della sedia, qui si realizzava oltre l’80 per cento della produzione manifatturiera italiana del settore e meta di quella europea.
Oggi, pero, queste aziende boccheggiano: molte delle 1.200 imprese che dieci anni fa animavano l’economia locale hanno chiuso e la crisi del settore ha stabilizzato anche l’immigrazione.

Tuttavia, quasi il 7 per cento della popolazione in provincia di Udine e composta da stranieri e i loro figli vanno a scuola. Cosi, sull’esempio di altre aree, anche nel distretto didattico e stata predisposta una modulistica bilingue, per agevolare la comunicazione con la famiglia. Sul sito i genitori possono trovare prestampati in italiano e arabo come in italiano e inglese o in italiano e croato per la richiesta di uscita anticipata o per le giustificazioni.

Lo stesso vale per la convocazione ai colloqui con gli insegnanti. “Lavoriamo in modo integrato con le famiglie, le istituzioni e i mediatori. Tutte queste traduzioni sono curate da volontari. La scuola ha sostenuto solo le spese per la stampa” tiene a precisare Franca Costaperaria, coordinatrice del gruppo di docenti che si occupa di accoglienza e integrazione e che sta seguendo l’ultima attivita del circolo. “I bambini stanno costruendo dei pannelli attivi” continua l’insegnante. “Tanti fili di lana partono da un mappamondo centrale e vanno verso le bandierine di provenienza. Li sopra tutti attaccheranno i loro racconti, i disegni e porteranno le loro esperienze”.

Ma è sufficiente tappezzare le scuole del circolo per favorire l’integrazione nella comunita? “Non abbiamo mai avuto episodi di xenofobia o razzismo, tuttavia non nascondo che esistano sensibilità diverse al problema” avverte Castellani. “Quando i genitori chiedono di parlare con me per episodi marginali, che possono verificarsi in tutte le scuole, cerco di far capire la giusta angolazione della questione: è una questione razziale o educativa? Non nego che si possa scivolare, in un attimo. Il territorio ha anche un problema di tensioni sociali, legate al lavoro che prima c’era e adesso viene a mancare. Ma tutto questo lo teniamo fuori dalle pareti scolastiche. Non vogliamo che entri in classe”.

A confermare le parole del dirigente scolastico un episodio avvenuto poco distante. Proprio davanti al cancello della scuola primaria Lea D’Orlandi di Udine, mercoledi 23 settembre, una discussione per un parcheggio maldestro e degenerata in rissa e una congolese e stata aggredita, davanti agli occhi dei bambini che uscivano dall’istituto. Le hanno anche morso una mano.
È solo un episodio, nella città che ha fatto da apripista in Italia con i progetti di integrazione: nei bandi di finanziamento per l’anno scolastico in corso, la Regione Friuli-Venezia Giulia ha stanziato quasi 1,5 milioni di euro per tre aree di intervento, fra le quali la diffusione della lingua italiana e l’educazione civica per gli adulti stranieri. Si lavora molto per favorire l’integrazione, in una terra, quella friulana, che storicamente è sempre stata di confine e di passaggio.

Il Quarto circolo di Udine è un istituto pilota nella provincia per la formazione dei docenti che insegnano l’italiano agli stranieri e uno fra i primi a inserire nelle proprie scuole alunni immigrati con un proprio protocollo di accoglienza. Ora il documento è unico per tutti gli istituti della citta, fino alle medie. “Organizziamo corsi di alfabetizzazione, gia dalle scuole dell’infanzia, e laboratori intensivi di prima e di seconda accoglienza, oltre che per l’approfondimento delle discipline e i metodi di studio ” precisa Anna Polo, insegnante. “Fondamentale è costruire una rete che coinvolga enti locali e genitori” aggiunge la dirigente, Santa Pighin.

Un esempio? La madre di Erzen, alunno albanese, e diventata “mediatore per un giorno”: seduta in cerchio in mezzo ai bambini della scuola primaria Gianni Rodari, ha raccontato loro fiabe e tradizioni dell’Albania.

Un cartello appeso all'interno della scuola elementare di Manzano (Udine): 10 lingue, oltre all'italiano

Un cartello appeso all’interno della scuola elementare di Manzano (Udine): 10 lingue, oltre all’italiano

Sopra il cartello appeso all’interno della scuola elementare di Manzano (Udine): 10 lingue, oltre all’italiano; 215 gli alunni stranieri su 1.007. 95 mila è il numero di cittadini stranieri residenti in Friuli-Venezia Giulia alla fine del 2008, il 7,7 per cento della popolazione. Sono 22.611 quelli compresi fra 1 e 19 anni. 35.600sono quelli residenti in provincia di Udine (6,6 per cento della popolazione totale). Sono 8.600 gli under 19.

Commenti

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Il 19 Ottobre 2009 alle 12:02 Le mire di Tosi: Caro Galan, adesso fatti da parte - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] poi vogliono anche quello alla casa, al lavoro… Ma è dalla scuola che comincia l’integrazione. O no? I clandestini non vanno integrati. Vanno espulsi e basta. Nei palazzi della politica si dice [...]

Il 15 Gennaio 2010 alle 13:53 Vulcano immigrati: le cifre di una situazione “in bianco e nero” - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] sono 862.453, di cui 519 mila nati in Italia. Oltre 12 neonati su 100 sono figli di stranieri. Sui banchi di scuola Sono 628.876 gli alunni stranieri in Italia, il 7% del totale. Ogni anno su 293.087 laureati 6 mila [...]

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