Per la Lega il burqa come il passamontagna delle Br

(Credits: Roberto Ponti/Ag. Sestini)

(Credits: Roberto Ponti/Ag. Sestini)

Il burqa pericoloso come il passamontagna usato dai brigatisti rossi. Simboli delle varie forme di terrorismo, secondo la Lega. Dell’integralismo islamico, il primo, e degli anni di piombo il secondo.

Chi indossa pubblicamente un passamontagna oggi rischia di pagare una ammenda, fino a 2.000 euro, e di finire in carcere per uno o due anni. Lo dice la legge.
E le intenzioni dellaLega? Stessa punizione per chi mette il burqa. Questo, in estrema sintesi, il progetto di legge firmato da Roberto Cota, capogruppo alla Camera del Carroccio, assieme a tutti i deputati del Carroccio, che va a modificare in alcuni punti la norma vigente (la legge Reale del 1975) introdotta negli anni di piombo: includere nel divieto, insomma, anche il burqa (e veli affini) assieme ai caschi protettivi e ad altri indumenti che impediscano in pubblico di riconoscere una persona. Il testo è stato depositato il 2 ottobre e le camice verdi sperano in tempi strettissimi per la discussione.
Ma già monta la protesta, non solo dai banchi dell’opposizione. E c’è pure chi accusa il Carroccio di razzismo.

La legge Reale (attualmente in vigore), infatti, non annoverava gli indumenti religiosi. Si limitava a vietare ”l’uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo”.
E la precisazione leghista? Riguarda l’aggettivo “difficoltoso” nella vecchia legge, che viene spiegato come “ogni mezzo che non renda visibile l’intero volto in luogo pubblico o aperto al pubblico” con l’aggiunta (fondamentale inchiave anti - burqa) “inclusi gli indumenti indossati in ragione della propria affiliazione religiosa”.

Razzismo? “Macché, si tratta di una legge che nasce per fare chiarezza sui diritti  e i doveri dei cittadini, che devono essere uguali per tutti, sia per i nostri cittadini sia per chi viene da fuori. Non è affatto una questione confessionale”, precisa a Panorama.it Roberto Cota che oggi, assieme al ministro Roberto Calderoli, ha partecipato al pranzo riconciliazione tra Bossi e Fini, in cui si è parlato di regionali e politiche.

Per il resto, appunto, la legge rimane identica a quella del 1975, con un ritocco anti - no global: punisce infatti chi (e con ogni mezzo) non renda visibile l’intero volto. “Come, ad esempio, coloro che durante una manifestazione coprono in parte il volto per non farsi riconoscere: è il caso dei soggetti che con una bandana coprono la parte inferiore del volto“, spiega la Lega in un comunicato. Uno  strumento, inoltre, anche per i sindaci sceriffi. “Con questa modifica si superano anche i problemi fatti emergere da alcuni sindaci in materia di sicurezza, come l’ordinanza del sindaco di Drezzo, a Como”, proseguono le camice verdi in una nota.

Le reazioni non si sono fatte attendere. “È una norma incostituzionale che lede la libertà religiosa e sono del tutto strumentali i richiami all’ordine pubblico. La verità è che si vuole colpire gli immigrati islamici nel loro intimo“. Tuona la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti.
Condanna anche nel centrodestra da parte dei finiani. “L’uso del burqa si supera con politiche, e leggi di integrazione e Cittadinanza, non con il carcere o strappandolo“, ha detto Fabio Granata (Pdl), autore di una proposta di legge sulla cittadinanza agli stranieri in cinque anni.

Critiche pretestuose, risponde il Carroccio, ricordando la vicenda di alcuni giorni fa dell’imam dell’università di Al Azhar del Cairo che vuole vietare il velo alle sue alunne. “Sempre la solita storia, ma ormai non ci preoccupiamo più: quando una cosa la diciamo noi, siamo accusati di razzismo. Se la dice l’imam del Cairo, allora va bene. Quando i respingimenti in mare li facciamo noi, siamo quasi degli assassini. Se li fa la Spagna di Zapatero, allora vanno bene”, spiega a Panorama.it Manuela Dal Lago, vice capo gruppo alla Camera della Lega.
“La verità è che la nostra proposta vuole migliorare la sicurezza e l’ordine pubblico: quando si gira in mezzo alla gente bisogna avere il volto riconoscibile. Questo vale per il casco, il burqa o la bandana sul viso. Non è una questione religiosa: sotto il burqa, infatti, potrebbe nascondersi un malvivente o un terrorista islamico o chissà chi”.

Commenti

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Il 8 Ottobre 2009 alle 11:32 nhico ha scritto:

I piddini sono diventati la barzelletta di se stessi. Dopo aver cambiato una serie di nomi e simboli, senza trovare l’abito giusto, tanto che sembrano essere un’altra volta alla ricerca di un nuovo sarto a cui affidare la confezione di una nuova casacca, pensano di mascherare la loro inefficienza e mancanza di idee tacciando di incostituzionalità ogni proposta politica fatta dalla maggioranza. Poveretti, fanno davvero pena. Anche perché stavolta avrebbero potuto avere ragione, se si fossero riferiti all’altra faccia della medaglia. In effetti, consentire agli islamici quello è vietano agli italiani, e cioè andare in giro con il volto celato, è discriminante e, quindi, anticostituzionale.

Il 13 Ottobre 2009 alle 12:16 Burqa da vietare: la Carfagna segue la Lega. In Europa fanno così - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] nelle scuole né nelle strade. Il ministro per le pari opportunità Mara Carfagna segue la Lega nella lotta al Burqa. “Sono favorevole ad una legge che vieti in Italia il burqa e il niqab (velo integrale che [...]

Il 27 Aprile 2010 alle 13:19 uniromatv ha scritto:

Al seguente link potete vedere il servizio realizzato da UniromaTV dal titolo “Via il burqa dagli spazi pubblici in Francia” http://www.uniroma.tv/?id_vide.....o=15771

Ufficio Stampa di Uniroma.TV
info@uniroma.tv
http://www.uniroma.tv

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