
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
L’ultima illusione di una legislatura normale è caduta alle 18.04 di mercoledì 7 ottobre, quando l’Ansa ha anticipato il verdetto che stava tenendo tutta l’Italia con il fiato sospeso. La Corte costituzionale ha bocciato il lodo Alfano, approvato nel 2008 per assicurare l’immunità temporanea al presidente del Consiglio, al capo dello Stato e ai presidenti delle Camere. Motivazione: serviva una legge costituzionale e non una semplice legge ordinaria.
Nel giro di pochi minuti la sinistra extraparlamentare e il partito di Antonio Di Pietro sono scesi in piazza a festeggiare. L’antipasto di quello che ci aspetta nelle prossime settimane: un capo di governo nuovamente risucchiato negli ingranaggi della giustizia e inevitabilmente meno attento alle questioni di governo.
Il rischio di una condanna che aprirebbe il vaso di Pandora di veleni tipicamente italiani: indebolimento politico del premier, richiesta di dimissioni, manovre occulte dei soliti noti in cerca di nuove maggioranze, rischio di elezioni anticipate benché sia trascorso soltanto un anno e mezzo da un voto dagli esiti chiarissimi. Anche se a caldo il premier sceglie di minimizzare: “Sono determinato ad andare avanti con grande forza” dice a Panorama. “Sereno come sempre, per nulla intimorito”.
Un copione già visto. A Palazzo Chigi non nascondono una constatazione amara: da quando il Cavaliere è diventato presidente del Consiglio per la prima volta, sembra che la parola d’ordine dei suoi avversari sia: “Kill Silvio”. Distruggerlo personalmente prima che politicamente. È un tentativo in atto dal 22 novembre 1994. Al Cavaliere venne allora recapitato un avviso di garanzia mentre coordinava a Napoli la conferenza Onu sulla criminalità organizzata.
Il governo cadde e a Berlusconi toccarono sei anni e mezzo di opposizione. Poi arrivarono l’esecutivo Dini, i vari governi di centrosinistra e una valanga di inchieste e processi contro il Cavaliere. Una parte si trascina ancora. Bocciato il lodo Alfano, sul tavolo dei pubblici ministeri si riaprono i seguenti dossier d’accusa: la compravendita di senatori per fare cadere il secondo governo Prodi; l’inchiesta Mediatrade per appropriazione indebita; la frode fiscale per i diritti tv; l’All Iberian per corruzione in atti giudiziari, per cui, secondo l’accusa, Berlusconi avrebbe comprato le testimonianze dell’avvocato inglese David Mills. Un processo che potrebbe arrivare a sentenza in meno di un anno.
Sotto il tavolo, poi, ci sono altri fascicoli. Anzitutto le indagini di Bari su escort e sanità, con voci insistenti su intecettazioni ancora inedite. E ancora, non meno velenose, le inchieste su presunti coinvolgimenti di Berlusconi nelle peggiori nefandezze, dalle stragi di Cosa nostra al concorso esterno in associazione mafiosa.
Inchieste solo temporaneamente dormienti nelle procure di Firenze, Palermo e Caltanissetta. Insomma, un assedio. A sentire lo staff del presidente del Consiglio, l’assedio si sarebbe conclamato già con la sentenza sul lodo Mondadori firmata da Raimondo Mesiano. Un giudice civile che non solo sanziona la Fininvest con il pagamento di 750 milioni di multa, ma annota a carico del premier un rilievo penale gratuito: “Corresponsabile di corruzione”.
Per di più diffondendo il dispositivo alla vigilia della sentenza sul lodo Alfano e contemporaneamente alla manifestazione sulla libertà di stampa, cavalcata dal gruppo Repubblica-Espresso. Cioè il destinatario dei suddetti milioni. Il sospetto è che tutto questo miri a liquidare un governo che con 94 voti di vantaggio alla Camera e 44 al Senato non può essere battuto con le armi tradizionali della politica.
Si intravede un governo di emergenza o “del presidente “, come lo ha battezzato Francesco Rutelli, figlio di una congiura di palazzo, che rimetta in gioco con la benedizione del Quirinale i centristi di Pier Ferdinando Casini, il Pd, i poteri forti e persino pezzi del Pdl. Per arrivare a elezioni anticipate prima della fine naturale della legislatura, con un Berlusconi indebolito e isolato.
Tre fattori nella visione dei berlusconiani non sono mai cambiati: i poteri forti, altrimenti detti élite; l’avversione viscerale di parte della stampa; la magistratura, anzi la parte di essa che intende fare politica dai tribunali. “Berlusconi è un self-made-man, un uomo fattosi da solo, ragiona da imprenditore” spiega l’editorialista del Corriere della sera Ernesto Galli della Loggia. “E poi è populista. Quindi non produce élite, ed è di per sé nemico delle élite”.
Non c’è da stupirsi, quindi, se i salotti buoni lo hanno o respinto o accolto con malanimo. E se molta parte di quegli stessi salotti, nonostante le smentite interessate (a qualche incentivo statale?), pensa alla sua sostituzione. Non è più nemmeno un mistero che il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, il consigliere delegato della Intesa Sanpaolo Corrado Passera e il presidente della Fiat Luca di Montezemolo puntino al governo.
Ora hanno anche Italia Futura, un embrione di partito a disposizione. E godono della simpatia delle gerarchie vaticane solidali con l’ex presidente Cei Camillo Ruini e dell’ex direttore dell‘Avvenire Dino Boffo.
Sempre nella visione di Palazzo Chigi, il gruppo Repubblica-Espresso di De Benedetti (pronto a dotarsi di una tv generalista), l’impero mediatico di Rupert Murdoch (Sky, Times e Wall Street Journal, tra gli altri) formano ormai un unico, micidiale cocktail, cinicamente pronto a cavalcare anche la dolorosa separazione dalla moglie Veronica.
E capace di spalleggiarsi a vicenda e con la magistratura più di sinistra. “Ma quali manifestazioni sulla libertà di stampa” chiosa il vicecapogruppo Pdl Osvaldo Napoli “questo è il golpe mediatico-giudiziario al quale si lavora dal 1994“. Ma è un piano di difficile attuazione. Berlusconi non ha alcuna intenzione di farsi da parte, anzi è pronto al contrattacco in Parlamento, e senza escludere la piazza.
Una nuova coalizione contro il Cavaliere, vincitore del premio di maggioranza nel 2008, sarebbe fuori dalla logica e dalla legge elettorale. Quello che doveva essere il referente politico del complotto, Gianfranco Fini, si è sfilato senza ambiguità. I sindacati, come spiega a Panorama il leader della Cisl Raffaele Bonanni, sono contrari perché “il grave momento economico non consente distrazioni”. Chiesa e imprenditori sono divisi al loro interno, i filoberlusconiani contano. Poi ci sarebbe pure l’opinione degli italiani. Spiega uno tra i principali sondaggisti, Renato Mannheimer: “Sicuramente a ogni vicenda giudiziaria non c’è una perdita di consenso di Berlusconi tra gli elettori di centrodestra “.
Ma gli italiani in generale vorrebbero tornare alle urne? “Macché, vogliono stabilità. Altro che escort e lodo Alfano, loro desidererebbero che governo e Parlamento pensassero esclusivamente all’economia, allo stato sociale, a tutto quanto serve alla vita di ogni giorno. Insomma, gli italiani odiano la politica fru fru”.
Dunque la bomba atomica non scoppierà. Ma tante piccole bombe a grappolo potrebbero nuovamente colpire Berlusconi. Al Quirinale non si nutre alcuna illusione sulla possibilità che il clima si rassereni nel prossimo futuro.
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E la preoccupazione più grave resta il partito di Di Pietro. La previsione è che forzerà sempre più i toni contro il premier per almeno due motivi. Il primo è l’ormai evidente concorrenza interna tra l’ex pm di Mani pulite e l’ancor più duro Luigi De Magistris, non a caso presente, e acclamato, domenica 4 ottobre, al lancio milanese del nuovo movimento di Beppe Grillo.
Il secondo è la necessità di conquistare consensi in vista delle regionali, una competizione non favorevole ai dipietristi. Anche per questo nel libro dei sogni di Tonino ci sarebbe l’abbinamento nella primavera 2010 delle regionali con le politiche.
La preoccupazione di Giorgio Napolitano è tale che, ancora prima della decisione della Consulta, ha voluto sondare riservatamente i vertici del Pd per capire i loro reali proponimenti nei confronti dello scomodo alleato. Non è sfuggito al Colle che finora le prese di distanza dal leader Idv siano state più nette da parte dello sfidante Pier Luigi Bersani che da parte del segretario in carica Dario Franceschini. Quest’ultimo, ormai, quasi più dipietrista di Di Pietro.
Eppure, anche il centrosinistra dovrebbe ricordare che il tiro della magistratura non colpisce solo a destra. Il secondo governo Prodi cadde sotto i colpi delle indagini di Catanzaro e Santa Maria Capua Vetere. Ecco perché all’Italia sarebbe utile un lodo Alfano. O come lo vorranno chiamare.
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Commenti
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Il 9 Ottobre 2009 alle 14:30 indigesto ha scritto:
Credo che il progetto da parte della sinistra di pervenire al potere mediante azioni giudiziarie sia di ben più vecchia data. Era quasi fatta, se non ci si fosse messo di mezzo Berlusconi a “toglierle la polpetta dal piatto”. Apriti cielo! Se lo colgono a fare un bisognino urgente fuori da qualche periferia lo incriminano per “atto osceno in luogo pubblico”,”inquinamento ambientale”,”danneggiamento del patrimonio artistico e culturale”,”abuso di potere”,..e chi più ne ha più ne metta..tutti reati finalizzati, ovviamente, a scopi di mafia. Si, si, proprio sulla scia di Santoro e soci!
Il 9 Ottobre 2009 alle 23:39 Zione ha scritto:
Diaboliche persecuzioni contro il Presidente del Consiglio, da parte del Giudiciume Rosso e del Canagliume dei mass-media !
Su 109 processi intentati al Cavaliere (del Lavoro e non del Giudiciume), per più di 2.500 udienze, solo due si sono conclusi per prescrizione; in aggiunta a ciò ha anche subito oltre 530 perquisizioni ed ha speso per difendersi dalla criminale Canea Rosso Togata molti miliardi (di Lire).
Se per i Gaglioffi, le Sentenze di Assoluzione non contano niente, per il Popolo invece sono la prova principe dell’Accanimento Persecutorio di cui è fatto fellonescamente oggetto da parte di noti Delinquenti, usurpatori di altrui funzioni, che manovrano dalle quinte, stupide teste di legno.
Speriamo che questo lurido Sciacallume, la smetta e non tiri oltre la cinghia, già tesa al massimo; altrimenti il Popolo prende i noti provvedimenti; che ha sempre preso quando si sente oltraggiato.
Il 10 Ottobre 2009 alle 11:00 lapolide ha scritto:
Padova, 9 ottobre 009.
♫ ♫
Ma che cantamm’affà…d’Italia esser Fratelli ?
In quest’Italia piena di Santi, Poeti e Navigatori, tenimmo almeno nu’ Saggio piccirillo, piccirillo… accussì, ma chiù grande e tutti, per seguirlo, per difenderci dai barbari attuali comunisti ?
Ma che cantamm’affà Fratelli d’Italia, ch’a nun simmo neppure parenti-fetenti ? Jamme guagliò. Giratevi attorno. Nuie simmo sulamente fratelli-cultelli. Nun paziamme chiù, puppiacere.
Fatece caso, paisà; sarà un caso ma nuie avimmo tenuto, e tenimmo politicanti solamente con cognomi d’ommeni e d’ommenininni che finiscono in “ini: mi ricordo, tra i mille, nu milione e passa e’ capocchioni, Mussolini, Mazzini, Ercoli-ni, Terracini, Spadolini, Bertini, e fra gli ultimi: Franceschini, Fini ( ma che c’azzecca Lui ?)……per finire a Signorini. Mai che ce fusse stato nat’e ..Pisicchio ‘nammurat’e…anche si non finisce in “ini”.
Pochi nomi finiscono, in tempi di si alta siccità di tutt’e ccose che stammo traversanno, che si chiamasse che sò…con un roboante “Oni”. L’unico Grande del tempo nostro che finisce accusì ,è solo Berlusconi ( no, Weltroni no, era un’Ombra, ricordatevill’e’ !).
E per sta ffelicità ffelice avuta, nuie che facimm’o ? Mazziate ‘n capa, calci in to “màzzo” gli tiriamo…. e tira a campà….
Al posto soio, sta classe sinistra di “merdusi” vuol mettere nata vota, un Lanzichenecco comunista . Nun pazziamme’, nun fatece alluccà, guagliò.
Mi domando ancora: ma lo tenimm’o stu “Saggio”…che dico uno, nu miezz’o Santo , in goppa ‘o Vommero, ( trd. al disopra delle parti), a cui portare sti lacrime amare de cchist’o popolo martoriato e illuso ? E nuie in miezzo a sta Fuorigrotta impazzuta, sempre lì stiamo …comme o protusillo sopra a menestra ! Nuie, sempre a pagà stiamo, al servizio di due o più padroni.
Mò faccimmo i seri però.
Ogni Paese, ma che dico Paese, ogni paesiello do stivale nostro, tene nu Santo, nu Saggio da pregà al quale portamm’e rrose perché ce facisse à grazia de campà. E lo rispettamm’o pure, paisà. E gli altri invece che fanno, chi tengono ?
Sta cchiàtta ‘e Bindy, di Bersani che tutto dice e niente fà , O’ Franceschiello vestuto da puparo, O’ D’Alema incartapecorito col timone, la Costituzione, la Consulta, la Costituente ( ma che ccosa sono ? ); e l’anemaccia ‘e Bertinotti, di Ferrero, di Epifani, della Fiòm, della Rai, dei giacobini del video a sfruguglià e a vomitar veleni a Berlusconi, assieme a patete, mammete. sorete, ziete e tu; che stracciano sempre e ppàlle e tutt’e cose.
Mò pure Obama, il primo Hussein do munn’o, il ‘mericano niro niro cumm’acchè , s’è beccato o Nobèl per la pace. Perché ? E chi ossape ? Avessero aspettato almeno che facesse chello che ha fatto quel fetuso di Arafat. Che vulimm’e cchiù ? “Dicitencello vuie”, gente ‘e mala vita …che vomitate odio a stufo nella nostra società.
Ma si può vivere accussì ?
Jatevenne amebe togate …faciteme st’u piacere. Che diceva la canzone ? “I’ nun ci’a faccio chiù, lassame perdere…”
lapolide.
Il 10 Ottobre 2009 alle 13:25 indigesto ha scritto:
Lapolide, col tuo napoletano (accussì, accussì, dicimm’a’ verità) hai detto cose sacrosante! Prodi, dopo essere ritornato in sella, nonstante il suoi noooo! nooooo! ebbe da dire “Questo è un Paese impazzito”. Chill’e’ pazze ‘e teneneve vicine! In questo Paese non si fa più politica, si tende al linciaggio! Sarà perchè “gli esami non finiscono mai”(come pure diceva il compagno Eduardo) con una chiamata alle elezioni sempre dietro l’angolo,o, perchè, ridottasi la tenzone ormai a due soli schieramenti, si prosegue in quella eterna guerra civile a cui lo spirito italico sembra vocato(con insulti ed agguati, giudiziari e mediatici, per ora), proprio non saprei! Ma “Spes, ultima Dea”!
Il 10 Ottobre 2009 alle 17:26 nhico ha scritto:
Tutto nasce dalla polpetta avvelenata che la signora Veronica, con l’eccentricità di un’attrice svampita e, forse, anche sotto l’effetto dell’ otto volante causato dalla depressione per la sfiorita bellezza, offrì su un piatto d’argento, col solo scopo di azzoppare il suo già caro Silvio, agli insurrezionalisti in servizio permanente effettivo. Che, lasciando ai terapeuti dell’animo il compito di spiegare quest’ atto certamente intriso di odio e di viltà, iniziarono la caccia al premier e al suo consistente portafoglio. Niente è lasciato al caso. E’ un domino con l’obbiettivo dichiarato di scorticarlo vivo e di dissanguarlo in tutti i sensi. Ma basta questo per mettere insieme magistratura , Di Pietro compreso, Consulta, poteri forti, quel che resta del Pd e il beneplacito del Quirinale? Evidentemente non è solo questo. E’ qualcosa di più complicato e insieme di più semplice. A costo di scatenare una guerra civile, che ad ogni modo considerano molto remota, ritenendo l’elettorato che sostiene questa maggioranza incapace di un atto di orgoglio di questa portata, è un volere condurre a compimento il progetto, mai abbandonato, di conquista del potere che Berlusconi mandò a gambe all’aria, con la sua entrata in politica. La grande slavina sognata da Eugenio Scalfari è già in moto. La posta è l’Italia. Questa gente sa che a lungo termine le prebende che hanno sostenuto i loro imperi finanziari, industriali e commerciali sono destinate a cessare, e che da quel momento in poi non potranno più scaricare sul debito pubblico le perdite delle loro imprese. Consapevoli di ciò e, soprattutto, del fatto che il movimento/partito per il quale tutti loro( banchieri, finanziari, petrolieri e via elencando) si sono messi in fila per andare a votare in quella farsa che, in perfetto stile comunista, sono state le primarie prodiane e Weltroniane è in agonia e non può più garantirli, sono passati al piano B. Vogliono schiacciare Berlusconi perché rappresenta il sogno italiano della libera imprenditoria e della modernizzazione dello Stato. Due cose incompatibili con i loro interessi di predatori del Tesoro.
Il 10 Ottobre 2009 alle 18:18 lapolide ha scritto:
Indigesto…non simm’o a Napule, paisà.
Poi, O’gne lignàmmo tène ‘o fummo sùio….
Tieni presente poi che è necessario un pò di “maccheronismo” per il Lumbard (oltre averne la capacità)perchè comprenda la lingua dò Sud…ti pare ?
Comunque grazie per avermi letto.
lapolide.
Il 10 Ottobre 2009 alle 19:58 astro ha scritto:
Un radioascoltatore su radio padania ha detto: La Corte Costituzionale si è comportata come un riparatore di lavatrice, prima ti fa cambiare la cinghia, poi la pompa, poi il timer e alla fine ti dice che la vasca è bucata e quindi bisogna cambiare la lavatrice. Bella vero??? Condivido e mi chiedo come mai ci sono 9 giudici che la pensano in un modo e 6 in un altro? La Costituzione non è unica e uguale per tutti? Questi “signori”, dovrebbero fare come i Cardinali in Conclave e non spaccare l’Italia senza sapere chi di loro ha ragione. Astro
Il 11 Ottobre 2009 alle 10:38 indigesto ha scritto:
Che la Costituzione andasse interpretata proprio non lo sapevo! Sapevo che va applicata. E quando c’è qualche dubbio sull’applicazione la Corte stessa lo scioglie (inducendo pertanto a decisioni lo Stesso Presidente della Repubblica), non si può ricorrere ad interpretazioni opposte, ponendo così in evidenza che la Stessa risulti, in fondo, poco chiara. E’ una sconfitta, per la Costituzione e per la stessa Corte! Ma quando ci sono risultati di parte da raggiungere i sorvola anche sulla dignità da riconoscere, in ogni caso, alla Carta ed alla Corte stessa.
Il 11 Ottobre 2009 alle 13:54 indigesto ha scritto:
Ma la Serracchiani è l’erede naturale della Bindi. non per nulla le somiglia anche fisicamante! Naturale che se la sia presa. O’ ciuccio tene ‘e pariente!
Il 15 Ottobre 2009 alle 13:02 Kill Silvio: da Facebook alle piazze reali, tanti rischi per il premier - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] Silvio“: è il titolo di copertina del nr 42 di Panorama: uccidere Silvio. Politicamente s’intende. Il nostro settimanale dà cioè conto dei piani (politici-mediatici-giudiziari) per eliminare il [...]
Il 28 Dicembre 2009 alle 1:26 Zione ha scritto:
Ennesima vergogna dell’Italica Ingiustizia; dove si dimostra che Costituzione, Corte Costituzionale e Presidente della Repubblica sono da cambiare.
Napoli: festa con bisca: blitz a Posillipo. Sequestrati 13 mila euro in via Petrarca. La festa era in pieno svolgimento quando sono arrivate le volanti della …
http://www.ilmattino.it/artico.....sez=NAPOLI
Si può sapere perchè per la medesima azione (quì immorale e illegale), questi giovani che hanno organizzato una festa con dei tornei di gioco, fra l’altro in un contesto di particolare bellezza e Signorilità come villa Mazzarella, devono essere considerati peccatori, puniti e trattati come delinquenti, mentre altrove e sempre in Italia, altri giocatori, facendo la stessa azione (ivi morale e legale), vengono considerati a posto.
Ordunque, in Italia esiste una Costituzione ed anche una Corte Costituzionale e un Presidente della Repubblica che dovrebbe vigilare su entrambe; evidentemente le trè Istituzioni non funzionano come dovrebbero, in quanto non pongono rimedio a questa grave discriminazione; per cui è ora di fare le Riforme, a cominciare da questa della Giustizia; di cui questo caso rappresenta solo la punta del gigantesco iceberg sommerso.
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