
Il Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta in conferenza stampa
Il Consiglio dei ministri di venerdì 9 ottobre ha dato il via libera definitivo alla riforma Brunetta della pubblica amministrazione. La riforma vede al primo posto uno dei must del ministro con il gradimento più alto tra gli italiani: la lotta ai fannulloni.
Nel provvedimento, presentato in conferenza stampa dal premier Silvio Berlusconi e dallo stesso ministro Brunetta, sono previsti tagli allo stipendio e licenziamenti, ma anche premi al merito che non saranno più distribuiti a pioggia, ma andranno solo agli statali più produttivi. Questo perché, come ha detto il Cavaliere, “nella P.A. ci sono tanti lavoratori eccellenti e vogliamo ridare loro fiducia e merito”.
Fiducia che dovrebbe trovare riscontro anche nei cittadini visto che, come ribadito dallo stesso Berlusconi: “entro il 2011 non ci sarà più carta, perché tutto sarà digitalizzato”.
Per Brunetta e Berlusconi la riforma varata dal governo è una vera “rivoluzione nel funzionamento del comparto pubblico che spingerà verso la modernità tutto il Paese”. Tra i principi della riforma sono stati sottolineati quelli che porteranno “la P.A. a una maggiore trasparenza, a risposte più rapide, a meno assenteismo e più cortesia e qualità dei servizi”. La rivoluzione dei più, insomma: più dignità e più reputazione per i lavoratori, più scuola, più sicurezza, maggior produttività, fino al 40% neri prossimi anni, ha fatto eco il ministro.
Eppure Brunetta, titolare della rivoluzione digitale, dell’operazione trasparenza e della battaglia contro i fannulloni – lo stesso che la settimana scorsa ha presentato l’email universale per tutti i cittadini, che ha un profilo seguitissimo su Facebook, che dialoga con gli utenti su Twitter e YouTube - lavora in un palazzo che non è proprio hi tech.
Nella sala conferenze stampa di palazzo Vidoni, il dicastero del ministro veneziano, non c’è uno straccio di connessione wi fi, la chiavetta per collegarsi ad internet “corre” a rilento causa schermatura e addirittura le spine per la presa di corrente sono poche.
Una lentezza tecnologica che stona con la natura rock del ministro e la vivacità della sua azione. Forse la partita più dura da vincere è quella dell’antico detto: “Nemo propheta in patria”?
- Venerdì 9 Ottobre 2009

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Commenti
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Il 11 Ottobre 2009 alle 8:55 Zione ha scritto:
Illustre Signor MINISTRO, allorchè metterà mano alla purificazione dei Tribunali, non dimentichi di dare un Potente calcio in culo a tutti i Fetenti; a cominciare dalle Nefaste e Deleterie toghe politiche, dipinte di ROSSO.
Il 11 Ottobre 2009 alle 23:32 Zione ha scritto:
Messaggio urgente per il Signore(?) Enrico Fumagalli.
Fufù; torna, sta cas’aspett’a tè !!!
Il 22 Gennaio 2010 alle 20:20 Associazione Cittadini di Internet » E’ nata prima la PEC o la Gallina ? ha scritto:
[...] Dobbiamo ancora credere a promesse assistere ad uno sparare di cifre senza senso queste sono le interviste che vengono fuori dal Ministro. [...]
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