
Stati Uniti, Gran Bretagna… Sì, certo, gli atenei di Cambridge e Harvard non possono non eccellere. Canada, Giappone, Svizzera… Continuiamo a scorrere.
Hong Kong, Francia, Australia, Irlanda, Corea del Sud… Corea del Sud? Ma l’Italia nella speciale classifica delle migliori Università del mondo dove sta?
Prima di imbattersi in un ateneo italiano dobbiamo arrivare al 174esimo posto dove c’è, a rappresentarci, la storica Alma Mater di Bologna. Ecco dove si ritrova la più antica università del mondo occidentale…
Nella graduatoria internazionale stilata da QS Intelligence Unit e pubblicata dal Times Higher Education la più grande università italiana, La Sapienza, è solo al gradino 205, come era anche nel 2008 (qui la classifica dello socrso anno).
Siamo preceduti addirittura da Taiwan, al 95esimo posto. E anche da India con l’Indian Institute of Technology di Bombay, 163esima in classifica, Russia con il Saint-Petersburg State University, 168esima, e Spagna con l’Università di Barcellona che è 171esima. Tra le migliori cento scende il numero di università nordamericane (42 nel 2008, 36 nel 2009), ma cresce la presenza delle europee e asiatiche, in particolare di Giappone, Hong Kong, Corea del Sud e Malesia.
Il podio è diviso tra l’Harvard university, Stati Uniti, prima per il sesto anno consecutivo, e l’ateneo britannico di Cambridge, che scavalca l’americana Yale, terza.
Volendo continuare nell’impietoso elenco delle nostre università ecco che il terzo polo italiano lo troviamo al 286esimo posto, il Politecnico di Milano, e i successivi al 312esimo, Padova, e al 322esimo, Pisa.
Ma dov’è andato a finire il prestigio delle nostre Facoltà ? Eppure con l’autonomia degli atenei ci siamo europeizzati. Con i corsi di studio 3+2 ci siamo angloamericanizzati…
Di sicuro la ministra in carica Maria Stella Gelmini le colpe sa dove stanno e tuona: “La classifica del Times conferma clamorosamente quello che abbiamo sempre sostenuto, cioè che il sistema universitario italiano va riformato con urgenza“. La responsabile dell’Istruzione, Università e Ricerca ribadisce: “Siamo agli ultimi posti nelle classifiche mondiali per questo motivo presenteremo a novembre la riforma dell’Università , con l’obiettivo di promuovere la qualità , premiare il merito, abolire gli sprechi e le rendite di posizione. È risibile il tentativo di qualcuno di collegare la bassa qualità dell’Università italiana alla quantità delle risorse erogate”.
Studenti e contestatori della Gelmini sono avvisati.
- Venerdì 9 Ottobre 2009
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Commenti
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Il 9 Ottobre 2009 alle 20:07 indigesto ha scritto:
Ringraziamo tutti i governi della sinistra che si sono succeduti, che hanno fatto dei professori una Casta da loro perlopiù alimentata, delle facoltà aggiunte un campionario di ridicolate (a cominciare dalla “comunicazione”) e degli studenti una schiera di esagitati!
Il 12 Ottobre 2009 alle 10:42 Viva la revolucion! Forse! | Bruno Murgia ha scritto:
[...] Poi non lamentiamoci se l’università italiana rimedia figuracce [...]
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