
Checco Zalone durante un concerto
Niente libertà di stampa, si lamentavano. Al punto da scendere in piazza per protestare contro questo Governo e questo Berlusconi che controlla le tv, non risponde alle domande, tarpa le ali ai giornali e ai media tutti.
Poi, all’improvviso, la dimostrazione che questa libertà esiste. Addirittura in casa, su quella stessa Canale 5 la tv “ammiraglia tra quelle possedute dak premier Silvio Berlusconi“, come dicono i consueti detrattori.
La sorpresa è opera firmata da Luca Medici, in arte Checco Zalone (qui il suo sito), che ieri - dopo aver esordito con un “Sono il miglior cantante degli ultimi 150 anni” - ha dedicato la chiusura del suo one-man show proprio al Presidente del Consiglio con una parodia de “La canzone di Marinella” di Fabrizio De André, piena di riferimenti alla D’Addario, a Tarantini e a tutti quei gossip pugliesi con protagonista Berlusconi.
Già , la Puglia: terra “di burrate, taralli e ragazze che viaggiano anche loro in aereo così arrivano fresche”.
E via alle battute sulle coriste e sulla valletta allo xilofono: “La soubrette prende di più delle altre, 500 euro o mille se si ferma”. E via con la riscrittura del Va’ pensiero - con l’aiuto del “paroliere” Marco Materazzi (”con due parole alla sorella di Zidane ci ha fatto vincere un Mondiale”) e con la Tarantella del centrodestra.
La cosa non è passata sotto silenzio, ovviamente (anche perché lo spettacolo ha raccolto un buon successo di pubblico: 17.26% di share e 3.357.000 spettatori). Oggi la Rete è infatti stata inondata dal video che su Youtube riprende l’intervento satirico di Checco Zalone, in un tam-tam soddisfatto (e stupito) che coinvolge anche i consueti polemici del Web.
Lo stesso Alessandro Gilioli, leader indiscusso dell’avamposto antiberlusconiano sulla Rete (tanto da vincere il “prestigioso” Macchianera Blog Awards come miglior blog giornalistico), dal suo Piovono Rane non ha potuto non dirsi sorpreso:
Di sicuro, non mi era mai capitato di vedere uno show in prima serata sull’ammiraglia Mediaset alludere pesantemente e inequivocabilmente alle escort pagate dal Premier – o da Tarantini in sua vece – per una notte di sesso a Palazzo Grazioli.
E allora dov’è questa censura, questa mancata libertà di stampa, se nella rete ammiraglia Mediaset può andare in onda uno spettacolo con questi contenuti, trasmesso in prima serata (non senza qualche eccesso di volgarità )? Se lo chiede, ironicamente, anche DAW sul suo blog:
Potessi tornare indietro andrei pure io alla manifestazione per la libertà dell’informazione. Non c’è niente da fare, siamo proprio in un regime! Lo sappiamo tutti: Silvio Berlusconi, il fascista, controlla tutta l’informazione. Controlla la tv pubblica, la grande Rai che in passato è sempre stata così equilibrata, e ovviamente controlla le sue televisioni private. In televisione passano soltanto le notizie di suo gradimento. Le altre no.
Una provocazione, insomma. A partire dal titolo del suo post: “Sì sì, è proprio un regime…”.
Il VIDEO dello show di Checco Zalone da YouTube:
- Lunedì 12 Ottobre 2009
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Commenti
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Il 13 Ottobre 2009 alle 12:58 Analisi sul Checco Zalone Show? Presidio democratico o strumento di regime? | Video Folli ha scritto:
[...] Panorama: “Dov’è questa censura, questa mancata libertà di stampa, se nella rete ammiraglia [...]
Il 13 Ottobre 2009 alle 14:07 Le inevitabili anomalie in Matrix | L'Olandese volante ha scritto:
[...] una tv Mediaset? È solo un espediente per poter dire che in Italia c’è libertà di stampa, come ha fatto Panorama (rivista di Berlusconi) il giorno dopo (l’avevo detto già qui ieri sera). La simpatica [...]
Il 13 Ottobre 2009 alle 19:09 Giornali scatenati, a colpi di firme. In Italia scoppia la battaglia di carta - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] che libertà di stampa. In Italia i quotidiani esercitano da un po’ la “libertà ” di petizione [...]
Il 9 Novembre 2009 alle 17:25 Le rivelazioni di Vespa: Come nasce la trappola D’Addario - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] italiana è ovviamente dirompente, per le vicende che hanno coinvolto le frequentazioni femminili del presidente del Consiglio e per la discussione che si è aperta sulle troppe violazioni della privacy degli uomini pubblici, [...]
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