Burqa da vietare: la Carfagna segue la Lega. In Europa fanno così

(Credits: Roberto Ponti/Ag. Sestini)

(Credits: Roberto Ponti/Ag. Sestini)

Né nelle scuole né nelle strade. Il ministro per le pari opportunità Mara Carfagna segue la Lega nella lotta al Burqa. “Sono favorevole ad una legge che vieti in Italia il burqa e il niqab (velo integrale che scopre solo gli occhi usato in Arabia Saudita), simboli di sottomissione della donna. Non in quanto simboli religiosi,come il velo, bensì per le storie che nascondono” ha detto l’esponente del Pdl.

La diffusione del velo integrale è materia di scontro nello stesso mondo islamico: recentemente il rettore dell’Università islamica di Al Azhar al Cairo ha vietato l’ingresso alle donne velate completamente.
Ma qual è la situazione negli altri paesi europei? Esiste una legislazione sul velo islamico? Il tema è dei più discussi in questi ultimi anni, solo pochi Stati lo hanno affrontato a colpi di multe e codici penali, ma la proposta della Lega non è affatto un “unicum” in Europa.

Francia: è il caso più noto e forse anche il più controverso: è il Paese con la minoranza musulmana più numerosa e nel 2004 ha vietato nelle scuole elementari e secondarie il velo islamico, ma anche tutti gli altri simboli di appartenenza religiosa. Incluse anche la kippà ebraica o le croci troppo visibili. Il governo inoltre vieta assolutamente di indossare il velo per chi lavora in uffici pubblici, in ossequio alla laicità dello Stato. Recentemente il ministro dell’immigrazione Eric Besson ha respinto l’idea di una legge anti-burqa: “bisogna lottare contro la sua diffusione senza fomentare inutili tensioni”.

Gran Bretagna: Non c’è una legge specifica, ci sono però codici di abbigliamento e uniformi in moltissime scuole. A livello generale è lo stato più tollerante e in cui si possono vedere più persone indossare questo tipo di indumenti. Nel 2006 il governo ha stabilito che il velo si può portare anche nelle aule di tribunale a meno che non interferisca con la giustizia: la persona deve essere riconoscibile.

Olanda: Un progetto di legge (mai approvato) del centrodestra proibiva il burqa nei luoghi pubblici, nel 2008 il governo di centrosinistra ha deciso di non andare avanti con la normativa ma di chiedere a tutte le amministrazioni pubbliche (incluse scuole e ospedali) di inserire nei propri regolamenti interni il divieto di indossare tutti i copricapo che nascondano completamente il volto, compresi caschi e passamontagna.

Belgio: Un progetto di legge analogo a quello leghista è stato presentato in parlamento: prevede delle sanzioni contro chi indossa abiti che ostacolano il riconoscimento o l’individuazione dell’identità nei luoghi pubblici, indumenti che coprono totalmente o parzialmente il viso, come il burqa o il niqab. Tra le sanzioni proposte, vi è il pagamento di una multa tra i 15 e i 25mila euro e la prigione fino a una settimana. Il divieto è già stato adottato a livello locale in alcune città.

Germania: il tema è al centro della discussione nella folta comunità turca, anche se il velo integrale è estraneo alla loro tradizione. Nel 2006, due allieve dell’ultimo anno di un liceo di Bonn sono state escluse per essersi presentate con il burqa. Non potevano seguire nè i corsi di ginnastica nè le attività pratiche. Il dibattito è diventato molto vivace su questo tema quando il senatore Erhart Körting, incaricato dello sport, ha autorizzato il “burkini” in certe piscine berlinesi (dicembre 2008).

Spagna: recentemente un giudice ha imposto a una testimone coperta da velo integrale di toglierselo in tribunale per l’obbligo di pubblicità della testimonianza. Non esiste però una legge che ne regoli l’utilizzo nei luoghi pubblici.

Niente burqa nelle scuole: ci sta pensando il ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna: “Sono favorevole a una legge che vieti in Italia il burqa e il niqab, simboli di sottomissione della donna e ostacolo a una vera politica di integrazione”. Voi siete d’accordo?

LEGGI ANCHE: L’inchiesta di Panorama, “Due giorni con il burqa a Milano”

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