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Marco Pannella presidente dell'associazione Nessuno Tocchi Caino
Una delle sostanziali differenze tra i due sfidanti principali alla segreteria del Pd, Pier Luigi Bersani e Dario Franceschini, è quella sulle alleanze.
Se il primo vuole tornare alla stagione dell’Ulivo, mettere fine dunque a quella vocazione maggioritaria che era stata uno punti fermi della “Nuova stagione” di Walter Veltroni, l’attuale segretario vuole invece continuare a fare del Pd l’unico partito su cui costruire l’alternativa al centrodestra, perché “di coalizioni da Diliberto a Mastella” ha detto Franceschini domenica dal palco della Convenzione Pd “abbiamo già dato…”.
Ma proprio nel momento in cui tra i democrats si discute di alleanze, chi chiede un “chiarimento politico al Pd” sono i Radicali di Marco Pannella ed Emma Bonino. Che dalla settimana scorsa hanno avviato una verifica con i loro deputati e senatori eletti nelle liste del Pd “per valutare in piena autonomia se sia ancora compatibile la nostra presenza nell’ambito dei gruppi parlamentari della Camera e del Senato”.
Tradotto: in vista delle prossime regionali i pannelliani vogliono le mani libere. Lo strumento? Rispolvereranno la classica lista Bonino-Pannella (già rispolverata in occasione delle scorse Europee), spiegano da Torre Argentina: “che consenta di rafforzare il ruolo dell’opposizione e di conquistare il governo di quante più regioni sarà possibile”.
E non è un caso se tra i due litiganti (Franceschini-Bersani) per la segreteria la vicepresidente del Senato, Bonino, si schiera per l’outsider, Ignazio Marino, che non vincerà la corsa: “Dei tre interventi nella convention Pd il più fresco, quello che ha detto cose al di là del politichese spinto, mi è sembrato quello di Marino. Da Bersani e Franceschini” ha chiosato la Bonino a Radio Radicale “sono venuti invece due interventi molto antichi e poco innovatori, poco adeguati a scaldare l’anima di elettori o cittadini”.
Linea radicale che ormai è sempre più nelle mani della Bonino, visto che il vecchio Marco sembra osservare tutto con un certo distacco.
Lui, che ha speso buona parte della sua vita politica in battaglie per rivendicare i diritti civili, scandendo le sue lotte spesso con scioperi della fame, oggi gira tra i palazzi della politica sfoggiando una lunga e canuta chioma.
In Parlamento si dice che Marco Pannella ormai abbia abbandonato gli scioperi della fame per aderire allo sciopero del barbiere.
- Martedì 13 Ottobre 2009
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Commenti
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Il 14 Ottobre 2009 alle 14:35 vincenzoaliascontadino ha scritto:
Premesso che Pannella non mi piace, ancor di più chi regala spinelli, inoltre credo che sia pure tirchio, voi avete visto quanti soldi non spesi per il cibo e spinelli li abbia spediti a chi fa il digiuno non per canne?
Vincenzo Alias Il Contadino Matera
Il 14 Ottobre 2009 alle 17:25 indigesto ha scritto:
Poichè Marino, poverino, no ha detto niente, tranne i soliti slogans di sinistra e le solite filastrocche antiberlusconiane ecco che piace ai radicali, che pur qualcosa hanno detto nella storia della politica in questo Paese. Nei radicali, si sa, c’è stato di tutto (accettavano la doppia isrizione) ma ora non c’è più nessuno, tranne Pannella e la Bonino. E..che s’adda fà pe’ campà, cercano quel poco di visibilà per tirare avanti, Pannella e la Bonino, la Bonino e Pannella. Avrebbero fatto così anche con la destra. Meglio che stiano lì..non si sa dove!
Il 6 Giugno 2010 alle 16:15 Notizie dai blog su Come contrastare i radicali liberi parte 1^ ha scritto:
[...] Radicali liberi, dal Pd: è il nuovo corso di Emma. E Pannella fa sciopero (del barbiere) Marco Pannella presidente dell’associazione Nessuno Tocchi Caino Una delle s ostanziali differenze tra i due sfidanti principali alla segreteria del Pd , Pier Luigi Bersani e Dario Franceschini, è quella sulle alleanze . blog: canale italia | leggi l’articolo [...]
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