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Il telecronista sportivo Bruno Pizzul
Per dirla con Elio e le storie tese: “Mi ha detto mio cuggino che una volta Bruno Pizzul è morto…”.
Alla notizia della propria morte “virtuale”, invece, il (non) fu Bruno Pizzul (71 anni, nato a Udine l’8 marzo 1938) ha ripreso a giocare a scopone e a berci su. E probabilmente avrà fatto anche qualche scongiuro.
Della scomparsa (anche se non si sa bene se a Milano, dove vive da anni; a Udine o a Cormons, dove trascorre gran parte del suo tempo libero) in Rete non sono mancati i particolari (è stato colpito da un infarto) e finanche i testimoni: una ragazza afferma addirittura di aver visto un’ambulanza fermarsi sotto la sua abitazione. Peccato (per i cultori del web, ma solo per loro) che il Pizzul nazionale, proprio mentre doveva morire, stava “banalmente” giocando a scopa, come ogni mattina, e quelle telefonate di amici, conoscenti e fans che gli chiedevano informazioni sul suo stato di salute, un po’ gli hanno dato fastidio. Non per la notizia (falsa) della sua morte, ma perché, giunte a decine, hanno rischiato di distrarlo dalla partita a carte.
Una falsa notizia partita dal commento su un sito internet e rimbalzata presto nella rete, dalla sua pagina su facebook a wikipedia (che ha poi rettificato).
E invece, meno male, la voce che ha accompagnato le partite della nazionale per due decenni in mezzo ai due mondiali vinti dall’Italia è ancora tra noi. Ed è in buona compagnia anche in quanto a personaggi famosi dati per morti prima del tempo. Che sono poi l’altra faccia dei morti “viventi” come Elvis Presley o Jim Morrison.
Il 16 ottobre del 2008 ad esempio per poche ore nel mondo le fan di Tom Cruise piansero lacrime amare: secondo il Sun era caduto da una rupe in Nuova Zelanda durante le riprese del suo ultimo film. L’attore statunitense può vantare un predecessore illustre: Sean Connery andò direttamente al David Letterman Show per dimostrare di non essere deceduto a causa di un cancro alla gola, come avevano scritto alcune agenzie giapponesi e sudafricane.
Diego Armando Maradona fu invece svegliato in casa sua dalla notizia della propria morte in un incidente stradale, al che aveva chiamato in diretta la radio che aveva diffuso la bufala. La reazione più elegante rimane quella di Mark Twain, che, letto il proprio coccodrillo sul New York Times chiamò in redazione per reclamare: “La notizia è alquanto esagerata”.
In Italia qualche tempo fa era il cantante Max Pezzali a essere considerato “ormai spacciato” e vittima di un male incurabile. Lo scrittore Antonio Debenedetti, premio Strega nel ‘91, ha dovuto lo scorso 19 maggio smentire pubblicamente la notizia data dalle agenzie di stampa,”è successo anche a Moravia ed Hemingway, ma non mi lusinga troppo”, commentò.
Annunciare che il funerale andava rimandato toccò anche a Giorgio Armani nel 1995 e a Monica Vitti nell’88 (era scritto in un articolo su Le Monde).
È toccato a tante celebrità finire nel mirino di scherzi macabri o sviste colossali che si propagano alla velocità della luce visti gli scarsi controlli delle fonti in rete (di cui sono colpevoli non solo Wikipedia e i blog, ma anche, spesso, le redazioni di agenzie e giornali).
In genere la notizia della morte non supera il livello di guardia della leggenda urbana e on-line si ferma ai blog o agli scherzi di pessimo gusto: è accaduto per Fidel Castro, Vasco Rossi, Paul Gascoigne, Britney Spears…
Su internet c’è persino un macabro sito che si dedica al toto-morto annuale. Ma il caso senza dubbio più emblematico è quello del trapasso di personaggi immaginari: la povera Marge Simpson fu compianta da Libero e da Dagospia.
Ora, è vero che nei Simpson ogni tanto qualche personaggio ci lascia le penne, ma per una che da 20 anni sopporta Homer, ci vuole ben altro che l’immaginazione di qualche buontempone.
- Mercoledì 14 Ottobre 2009
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Commenti
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Il 16 Ottobre 2009 alle 16:54 paolo.manzo ha scritto:
lunga vita al grande bruno pizzul
Il 19 Gennaio 2010 alle 17:34 “Sono vivo e mi gratto”: Lino Banfi e la sua finta morte sul Web - Cultura e societa - Panorama.it ha scritto:
[...] burla, probabilmente, come quelle raccontate da Panorama.it qualche mese fa. Che però è stata presa sul serio, tanto da spingere qualche utente della Rete a modificare la [...]
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