
Lavori lungo la Salerno-Reggio Calabria
“Abbiamo deciso di non lavorare più in Calabria, di non partecipare più ad alcuna gara. Termineremo le tratte assegnate sulla Salerno-Reggio Calabria, faremo la nostra parte nel consorzio per il ponte sullo Stretto (con il 15 per cento, ndr), poi basta. Per un’impresa come la nostra quella terra purtroppo non dà alcuna garanzia. No, non è solo la mafia, sono le istituzioni che non ci tutelano. E se vuole la mia opinione, per completare la Salerno-Reggio Calabria ci vuole il Genio militare”. Duccio Astaldi non la manda a dire.
È presidente del gruppo Condotte, un’azienda più antica della Banca d’Italia e della Fiat, la terza impresa per fatturato nelle grandi opere. Prima di loro ci sono Impregilo e Astaldi. E proprio in quest’ultima azienda di famiglia Duccio ha lavorato fino al 2000. “Poi gli altri soci hanno deciso di andare in borsa e io e mio padre non eravamo d’accordo”.
Duccio è anche marito di Isabella Bruno Tolomei, figlia di Paolo Bruno, l’ingegnere che comprò la Condotte dall’Iri nel 1997. Ora che Bruno ha lasciato il timone dell’azienda, la figlia Isabella (discendente di Pia de’ Tolomei, la nobildonna senese incontrata da Dante nel V canto del Purgatorio: “Siena mi fe’, disfecemi Maremma”) è a capo della Ferfina, la holding del gruppo, e Duccio Astaldi è diventato presidente della Condotte.
È un po’ come se il signor McLaren diventasse direttore sportivo della Ferrari ma Duccio dice che con gli Astaldi c’è un normale rapporto regolato dalle leggi di mercato: “A volte si lavora insieme, a volte si è in concorrenza, a volte si vince, a volte si perde”.
Oltre al ponte sullo Stretto (di cui, proprio in queste ore, il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, ha dato il timing: primi cantieri aperti il 23 dicembre di quest’anno e verranno avviati i lavori propedeutici, in Calabria e in Sicilia. I lavori per l’opera vera e propria inizieranno entro il 2010 per chiudere nel 2016) hanno nel portafoglio lavori come la linea D della metropolitana di Roma, la Tav Novara-Milano e Roma- Napoli, il progetto Mose a Venezia, il nuovo centro congressi di Roma, il nuovo quartier generale della Nato vicino a Caserta.
E poi le commesse all’estero: la galleria di quasi 12 chilometri sotto il Gottardo in Svizzera, svincoli autostradali in Florida, un porto in Giordania, una linea ferroviaria in Algeria. “Ci piace lavorare all’estero. Nel giro di pochi anni siamo passati dal 10 al 45 per cento dei nostri investimenti fuori Italia. Si cerca di andare dove il peso della crisi è minore, dove c’è il petrolio. Nella ripartizione del rischio, andare all’estero oggi significa anche correre un rischio minore. E poi lavorare fuori è gratificante perché certe leggi sono più agili e il costruttore fa il costruttore, non come da noi che ti vengono attribuiti ruoli propri delle amministrazioni, vedi la legge 231, ovvero la responsabilità amministrativa delle società“.
Nel 2008 alla Condotte venne contestata da alcune procure calabresi la collusione con gruppi mafiosi. Sospesi i contratti in via cautelare. Il tar prima e il tribunale del riesame poi hanno prosciolto l’azienda e hanno restituito le commesse, ma ormai il danno economico e di immagine era fatto. I problemi con l’Italia per Astaldi sono tre. “Primo: le grandi opere pubbliche sono la bandiera di questo o quel governo. Pensi al ponte sullo Stretto: fu Romano Prodi a costituire la società Stretto di Messina, salvo poi sconfessare l’opera quando il governo Berlusconi ne fece un punto del programma. La verità è che in campagna elettorale la politica lavora su cose che portano voti nell’immediato ma non si punta sulle grandi opere. Secondo: i tempi delle autorizzazioni. La Tav Torino-Novara ha aspettato 12 anni per le autorizzazioni e poi i lavori sono stati finiti in 2 anni e mezzo. Terzo: il non rapporto fra imprese e istituzioni. Secondo me, in zone come la Calabria lo Stato e le istituzioni locali sono assenti.
Siccome non siamo masochisti, abbiamo deciso di non andare dove il tessuto sociale e lo Stato non vogliono che noi andiamo”.
I NUMERI DI CONDOTTE
La Condotte è la 3ª azienda italiana per la costruzione di grandi opere pubbliche.
744 milioni di euro il fatturato tra Italia ed estero nel 2008.
3,4 milioni di euro il risultato netto registrato nel 2008.
3,8 miliardi di euro il valore del portafoglio ordini.
- Giovedì 15 Ottobre 2009
Tutto sulla tragedia della Costa Concordia
La pirateria online è un furto?
Avetrana: video, articoli e foto esclusive
IL MEGLIO DEL 2011







LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie
Mostri della porta accanto
Il Governo Monti
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama








Lettere dal fronte dei nostri soldati














Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 16 Ottobre 2009 alle 11:22 indigesto ha scritto:
“Tot capita,tot sententiae”, dicevano i latini. Abbiamo creato un sistema perfetto, il cui unico risultato è l’immobilismo! Stato, regioni, province, comuni e istituzioni diverse, che con i loro regolamenti si contraddicono e si ostacolano a vicenda. Inoltre gli interessi di bottega, che, come giustamente osserva l’articolista, badano solo all’immediato per raccogliere consensi e ritagliarsi quegli spazi di potere in cui gli stipendi, altissimi, corrono, e con essi prebende a clientele e proventi del malcostume e della corruzione, certamente non “consigliano” comportamenti decisionali per il disbrigo di pratiche autorizzative e quant’altro: è la filosofia del “non fare”, tanto finchè l’erba cresce il cavallo campa! In tutto questo sguazzano le mafie dell’appalto, del sub-appalto e del “pizzo”. Ed è davvero strano che nel sud, dove la sinistra trova maggior consenso, tuttoquesto accada più che altrove! Ed è altrettanto logico che chi sul proprio rischiare ha impostato la sua filosofia del fare, a questo punto, getti la spugna! Avanti mafie! Avanti popolo!
Il 16 Ottobre 2009 alle 12:02 indigesto ha scritto:
Penso che nel 2016 il ponte sarà avanti, si e no, d’un quarto, ma per altre ragioni, più o meno quelle che ho già esposto! Quanto al sud ho detto solo che trovo strana l’accoppiata mafia imperante e sinistra al potere, nel senso che non mi pare che quest’ultima abbia fatto abbastanza per ostacolarla o almeno, abbia alzato la voce affinchè le autorità centrali intervenissero con maggior decisione: anzi, spesso na hanno anche criticato l’intervento.
Il 17 Ottobre 2009 alle 13:31 indigesto ha scritto:
Non ho esposto niente? Vedrai tu se arriva qulche governo di sinistra se non si preoccuperà di fermarne i lavori, quale che ne sia l’avanzamento!Senza contare i sequestri della Magistratura al primo sospetto di infiltrazioni mafiose, o i sabotaggi operati direttamente dalla mafia se non è chiamata a partecipare, anche surrettiziamente, al banchetto. Tuttoquesto lo trovi nelle mie precedenti considerazioni, e non troppo tra le righe!
Il 17 Ottobre 2009 alle 16:47 Zione ha scritto:
$$$ $$$ $$$ PONTE SILVIO $$$ $$$ $$$
Sarà una delle prossime sette Meraviglie di questa Terra !
Finalmente, era ora che si procedesse a realizzare questa Grandiosa opera di Progresso, foriera di importanti lavori, di grandi benefici e di imperitura ammirazione per il Popolo Italiano.
Fuffy, come al solito non capisci niente; perchè quando dico Mafioso Canagliume Rossotogato, parlo del Giudiciume che ho avuto la disgrazia di conoscere, in quel di Torino.
Anche come tifoso stai inguaiato, perchè non c’è paragone fra la Grandezza del vecchio cuore Granata e le scarse e scalcagnate Zebre; per le quali tifano solo quelli che non capiscono niente : i Gobbi maledetti.
Il 17 Ottobre 2009 alle 19:34 indigesto ha scritto:
Quando si dà il via alle opere si fanno bilanci di previsione, non è necessario avere i soldi nel cassetto! Questo vale soprattutto per le opere che richiedono tempo. La mafia ha capacità di penetrazione straordinarie, e non solo nei partiti; a volte le bastano figure impiegatizie in seno alla pubblica amministrazione o trovano modo di subentrare nelle Imprese, con capitali, anche in corso d’opera. Ti alimenti troppo di demagogia, a volte, Fumagalli! Spero che l’età non c’entri niente, se no parliamo a vuoto!
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.