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Pierferdinando Casini, quando era presidente della Camera
Dando un’occhiata alle ore mediamente lavorate dai parlamentari italiani (che stanno seduti in Aula circa la metà del tempo che un liceale passa sui banchi di scuola: 13 ore alla settimana, dieci al Senato e diciassette alla Camera), davvero difficile non dare ragione al leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini.
Che, da ex presidente di Montecitorio, è intervenuto (anche su Twitter) per tirare le orecchie al Parlamento “la cui credibilità viene meno anche perchè si lavora di un giorno a settimana. E inconcepibile, stiamo attenti a non doverci vergognare rispetto ai cittadini”.
Una reprimenda messa in scena anche dall’Idv di Antonio Di Pietro che, coi soliti toni “duri e puri”, annuncia: “Non vogliamo essere pagati per non lavorare, per fare i fannulloni. I deputati di Italia dei Valori, per ogni giorno in cui è prevista Aula e non si voterà , restituiranno la diaria di quel giorno alla Presidenza della Camera”.
Il j’accuse di Casini (che tra i leader di partito vanta il maggior numero di votazioni in Aula) nasce dal fatto che, dopo la bocciatura dei due provvedimenti proposti dalle opposizioni (la legge sull’omofobia del Pd e quella per l’abolizione delle Province dell’Idv), non c’erano altri provvedimenti da esaminare nell’ordine del giorno predisposto dalla Conferenza dei capigruppo. Il fatto, ha detto Casini, è che la Camera lavora solo o quasi unicamente sui provvedimenti del governo che, allo stato, non ha nulla da proporre all’assemblea.
Apriti cielo: il dibattito si fa serrato; la Lega replica con il capogruppo Cota; la presidenza della Camera è costretta ad ammettere che il “problema è reale e fondato” e che però rinvia ad una causa rispetto alla quale la presidenza della Camera “può fare poco”, ma porterà la questione davanti alla conferenza dei capigruppo.
E sì che proprio Gianfranco Fini varò l’anno scorso la rivoluzione degli orari: si sarebbe dovuto votare (con il nuovo sistema antipianisti) da lunedì a venerdì. Mai condizionale fu più obbligatorio, appunto. Perché Fini non è proprio riuscito a tenere in Aula “gli onorevoli colleghi”.
Guardando ai dati statistici delle ore e dei minuti passati dai deputati e dai senatori in Assemblea risulta, infatti, che a Montecitorio dall’inizio della legislatura si sono svolte 231 sedute (alla Camera la seduta viene calcolata comprensiva di mattina e pomeriggio mentre al Senato il dato viene diviso in due se ci sono sedute prima e dopo il pranzo) per un totale di 1.252 ore e 34 minuti, in media cioè 17,1 ore la settimana. Un dato che, per altro, comprende anche i giorni di discussione generale e di atti di sindacato ispettivo nei quali non si vota.
Va peggio a Palazzo Madama: nelle 140 sedute svoltesi tra il primo di gennaio del 2009 e il 30 settembre di quest’anno le ore complessive di lavoro sono state 386,41 minuti, in media cioè (contando i giorni di riposo) 10,2 ore la settimana.
Tradotto in giornate di voto, il dato è ancora piu’ indicativo. Nell’ultimo mese, ad esempio, a Montecitorio, i giorni di votazione in cui c’è il pienone in Aula sono stati 10, più un giorno dedicato al voto di fiducia per un totale di circa 43 ore. Il che vuol dire 10 ore circa in media di lavoro con votazioni alla settimana.
Situazione poco onorevole, ma non nuova. Anzi, perfettamente in linea con le scorse legislature. Durante il governo Prodi, infatti, durato dal 28 aprile 2006 al 12 aprile 2007, le sedute alla Camera sono state 222 per un totale di 1.274 ore e 5 minuti e una media (sempre contando anche i giorni di riposo) di 16,5 ore di lavoro settimanali.
Idem per lo scorso governo Berlusconi. Prendendo come dato medio quello del periodo tra giugno 2001 e il novembre 2002, infatti, nelle 223 sedute d’Aula il tempo di lavoro è stato di 1.237 ore e 51 minuti, per una media, quindi, di 16 ore di lavoro settimanali.
Significativi infine anche i dati, sempre relativi a Montecitorio, riguardanti i provvedimenti approvati. Su un totale di 101 leggi che hanno avuto il sì della Camera finora, 93 sono di iniziativa governativa (di cui 37 decreti) e solo 5 parlamentare (tra cui le Disposizioni per la valorizzazione dell’Abbazia della Santissima Trinità di Cava dei Tirreni e la candidatura dell’Italia ai campionati di rugby del 2015) mentre 3 sono di iniziativa mista. Non che manchino, all’ordine del giorno di Montecitorio, provvedimenti parlamentari importanti come la cittadinanza o il biotestamento (il primo in programma a novembre e il secondo a dicembre).
Curiosità : nella replica di Roberto Cota alle dichiarazioni di Casini, il capogruppo del Carroccio, numeri alla mano, elenca puntigliosamente in merito alle presenze in aula: “Gruppo dell’Italia dei Valori: 75 per cento; gruppo del Partito Democratico: 81 per cento; gruppo del Popolo della Libertà : 86 per cento; gruppo della Lega Nord Padania: 92 per cento; gruppo dell’Unione di Centro (UdC): 73 per cento”.
Morale: Casini predica bene ma il suo gruppo razzola male.
- Giovedì 15 Ottobre 2009
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Commenti
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Il 15 Ottobre 2009 alle 17:32 indigesto ha scritto:
Le Camere,che si sappia, son chiamate a legiferare su proposte di Legge della maggioranza, dell’opposizione, dei singoli parlamentari o del Governo. Se è vero che si lavora quasi esclusivamente sui provvedimenti del Governo, che interpreta il volere della maggioranza, è anche vero che abbiamo un’opposizione sterile di proposte,impegnata com’è a fare politica nei congrassi, nelle piazze, alle TV e ad imbastire trame ingiuriose contro il Capo del Governo, fregandosene di quelle che,a chiacchiere, ritiene essere le priorità del Paese, a suo dire. Ciò non è certo una garanzia per i suoi elettori. Magari qualche idea ce l’avrà , come il gravare di ulteriori tasse i lavoratori e i pensionati, ma se la tiene per sè, per quando, così spera, avrà ripreso il potere, l’unica cosa che veramente le interessa!
Il 15 Ottobre 2009 alle 23:25 Zione ha scritto:
Urge un intervento del Prode Brunetta, per sistemare anche i Fannulloni Camerali e che si metta finalmente il cartellino da marcare anche a loro, così come stà facendo per il Giudiciume e come fanno da sempre tutti gli onesti Lavoratori che dipendono da qualcuno che li paga; in base a quel che fanno; non esclusa la pedata a dietro, quando viene beccato il Lavativo cronico o il Lestofante inveterato.
Il 16 Ottobre 2009 alle 16:50 paolo.manzo ha scritto:
In tutta sincerità … chi non vorrebbe essere al loro posto?
Il 30 Ottobre 2009 alle 12:35 Camera chiusa, onorevoli a spasso per 10 giorni. Perché? “Manca copertura finanziaria” - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] non è solo l’Udc - che già con il leader Casini da ex presidente di Montecitorio aveva denunciato “il poco lavoro in Aula - a protestare. Tutta l’opposizione è sul piede di guerra contro la decisione della [...]
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