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	<title>Italia &#187; Gli jihadisti della porta accanto: come e dove vivono i nuovi terroristi fai-da-te</title>
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	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 12:46:41 +0000</pubDate>
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		<title>Gli jihadisti della porta accanto: come e dove vivono i nuovi terroristi fai-da-te</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 10:32:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giacomo.amadori</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Nessuna rete e poche visite in moschea. L’attentatore di Milano appartiene a una nuova generazione di "martiri": isolati, insospettabili ma non meno pericolosi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6884" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-6884" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2009/10/libicogame-large.jpg" alt="Uno dei fermati dalla polizia dopo l'attentato alla caserma Santa Barbara" width="500" height="371" /><p class="wp-caption-text">Uno dei fermati dalla polizia dopo l&#39;attentato alla caserma Santa Barbara</p></div>
<p>Caserme e questure, ma <strong>anche treni, stazioni, metropolitane, stadi</strong>, centri commerciali e ogni altro luogo affollato: sono questi i <strong>possibili obiettivi dei nuovi terroristi fai-da-te</strong>. <span id="more-6880"></span></p>
<p><strong>Lunedì 12, a Milano, Mohammed Game</strong>, 34 anni, <strong>operaio libico</strong>, sposato con una donna italiana, <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200910articoli/48210girata.asp" target="_blank">si è fatto esplodere con 5 chilogrammi di nitrato d’ammonio</a> (un fertilizzante per l’agricoltura) davanti a una <strong>caserma dell’esercito</strong> (<a href="http://gallery.panorama.it/gallery/milano_attentato_a_caserma_dei_carabinieri/187203_milano_attentato_alla_caserma_dei_carabinieri.html" target="_blank"><strong>qui la GALLERY</strong></a>). Per fortuna è scoppiata solo una piccola parte dell’ordigno. <a href="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/2100_500_ministro/00992_2009_10_13_Comitato_nazionale.html" target="_blank">Secondo il ministro dell’Interno, Roberto Maroni</a>, l’attentatore aveva <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/10/milano-attentato-kamikaze.shtml?uuid=214310ec-b81a-11de-98a5-fed6d7e3db8b&amp;DocRulesView=Libero" target="_blank">il profilo del kamikaze.</a> Eppure, sino a lunedì era considerato un insospettabile. Come i due presunti complici, un connazionale e un egiziano.</p>
<p>In Europa <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jihad" target="_blank">la jihad</a>, la guerra santa, sta smettendo il caffetano e la barba cespugliosa per indossare abiti occidentali. <strong>A inizio ottobre, in Francia, è stato arrestato <a href="http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Terrorismo-incriminato-ingegnere-nucleare-Cern-arrestato-giovedi/12-10-2009/1-A_000053378.shtml" target="_blank">un ingegnere nucleare del Cern</a></strong> di origine algerina, con l’accusa di terrorismo.<br />
Il 19 settembre scorso la <strong>Germania, alla vigilia delle elezioni</strong>, è stata scossa dal<strong> <a href="http://www.ilgiornale.it/esteri/germania_sale_lallerta_altro_video__al_qaida/cronaca-politica-qaeda-elezioni-terrorismo-germania-video-attentati-minaccia/20-09-2009/articolo-id=384281-page=0-comments=1" target="_blank">video del trentunenne marocchino Bekkay Harrach, leader di Al Qaeda</a></strong> nel paese. Indossava giacca e cravatta. A volto scoperto ha prediannunciato ai tedeschi &#8220;un risveglio doloroso&#8221;.</p>
<p>La rabbia per <strong>la guerra in Afghanistan è la miccia ideologica che ha innescato Game</strong> e le minacce di Harrach. Altre due recenti inchieste delle <strong>Digos di Bari e Bologna confermano questa tendenza</strong>: i fermati (due si trovavano già in carcere), tutti maghrebini, arruolavano &#8220;martiri&#8221; per la causa talebana. M<strong>a ha spaventato i tedeschi, più che le parole del mujaheddin, il suo aspetto</strong>. In quel giovane sbarbato e con i capelli alla moda hanno riconosciuto il vicino di casa, il collega di lavoro, il compagno di viaggio. <strong>Il messaggio era chiaro: siamo in mezzo a voi, siamo uguali a voi, siamo pronti a colpirvi</strong>. Un’opera di mimetismo che è in atto anche in Italia, grazie alla polverizzazione dell’estremismo.</p>
<p>Un fenomeno che gli esperti della <a href="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/ministero/dipartimenti/dip_pubblica_sicurezza/direzione_centrale_della_polizia_di_prevenzione/" target="_blank">direzione centrale della polizia di prevenzione</a>, guidata dal prefetto <strong>Carlo De Stefano</strong>, stanno studiando con preoccupazione.<br />
La <strong>jihad di fine decennio è affidata alla base (in arabo al qaeda)</strong>, con una strategia quasi anarcoide. Il teorico di questa nuova fase è <a href="http://www.globalsecurity.org/security/profiles/abu_musab_al_suri.htm" target="_blank"><strong>Abu Musab al-Suri</strong></a>, cinquantenne siriano con cittadinanza spagnola. Prima di finire in carcere negli Stati Uniti, ha aggiornato l’idea di guerra santa in Europa. Nel suo trattato <a href="http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001035949" target="_blank"><strong>Appello alla resistenza globale islamica</strong></a> ha promosso l’utilizzo delle armi radiologiche, <strong>le cosiddette bombe sporche</strong> (in quest’ottica l’arresto dell’ingegnere nucleare ginevrino è inquietante) e ha introdotto il nuovo verbo: per passare all’azione i mujaheddin non devono avere frequentato campi d’addestramento, è <strong>sufficiente un lungo training personale tra le mura domestiche</strong>.</p>
<p>Per esempio sul sito <a href="http://as-sahab.blog.com/" target="_blank"><strong>As-Sahab è possibile guardare video di decapitazioni</strong></a>, attentati e torture. Per farlo occorre muoversi in un labirinto di server e password. Ma ci sono migliaia di <strong>altri indirizzi bollenti, come <a href="http://www.alemarah.info/" target="_blank">quello dell’Emirato islamico dell’Afghanistan</a></strong> che pubblica il bollettino dei soldati occidentali &#8220;saltati&#8221; nella regione.<br />
A marzo il <a href="http://www.sistemadiinformazioneperlasicurezza.gov.it/" target="_blank"><strong>Dis, la struttura di coordinamento dei servizi di sicurezza</strong></a>, nella sua relazione annuale aveva tracciato l’identikit degli <strong>&#8220;alone terrorist&#8221;, i terroristi solitari</strong>: &#8220;Soggetti che al di fuori di qualsiasi vincolo associativo <strong>si autopromuovono alla jihad seguendo dettami ideologici</strong> e indicazioni tecnico-operative di cui internet resta una fonte di prima grandezza&#8221;.<br />
Gli aspiranti kamikaze condividono i loro propositi terroristici solo con il proprio nucleo familiare o in ristrettissimi gruppi radicali. <strong>Scovano sulla rete le informazioni per costruire le armi necessarie agli attacchi, a partire dai circuiti per innescare gli ordigni</strong> e dagli ingredienti insospettabili per preparare le miscele esplosive: si va dall’acetone ai fertilizzanti.<br />
<a title="Milano: attentato alla caserma dei Carabinieri " href="http://gallery.panorama.it/gallery/milano_attentato_a_caserma_dei_carabinieri/187207_milano_attentato_alla_caserma_dei_carabinieri.html"> <!--m--> <img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/10/12/4ad307a6dbded_zoom.jpg" border="0" alt="Milano: attentato alla caserma dei Carabinieri " width="500" /> </a></p>
<p>Per esempio la Digos di Perugia nella cantina del presunto terrorista marocchino Mostapha el-Korchi (il suo processo e quello di altri due compagni dovrebbero arrivare a sentenza il 20 ottobre) ha trovato decine di sostanze, compreso il nitrato di ammonio utilizzato a Milano. <strong>Nei computer della presunta cellula gli investigatori hanno recuperato pure l’enciclopedia della jihad</strong>, disponibile su internet: il primo volume si intitola <em>Il manuale degli esplosivi del mujaheddin</em>. Dunque <strong>le organizzazioni terroristiche sono sempre più fluide e senza strutture verticali</strong>. I capi indicano le campagne (il compito da fare a casa) o rivendicano gli attentati che considerano in linea con la ragione sociale. <strong>Fra gli addetti ai lavori si parla di &#8220;franchising del terrore&#8221;</strong>. Un esercito quasi invisibile che impensierisce le nostre forze del’ordine. Tanto che Maroni ha chiosato: &#8220;Le situazioni come quella di Game potrebbero essere tante e difficilmente controllabili &#8220;.</p>
<p>Uno degli investigatori interpellato da <em>Panorama</em> semplifica: &#8220;È come cercare un ago nel pagliaio&#8221;. Per la nostra intelligence <strong>le &#8220;realtà più sensibili&#8221; sono nel Centro-Nord e nel Napoletano</strong>. Ma chi sono questi anarchici della guerra santa? Gli esperti dell’antiterrorismo registrano che si tratta di gente spesso inserita, con regolare permesso di soggiorno e lavoro. Uomini sui trent’anni che alle prediche nelle moschee preferiscono, per eludere i controlli, l’indottrinamento a domicilio, via satellite o attraverso la rete, degli imam stranieri. <strong>In Italia gli estremisti si radicano non solo nelle grandi città ma anche in realtà di provincia</strong>, come hanno dimostrato le operazioni di Macherio (Monza) e della frazione perugina di Ponte Felcino. Questi uomini, rilevano le statistiche, <strong>sono originari soprattutto del Maghreb, dal Marocco alla Tunisia, all’Algeria</strong>. Là i gruppi combattenti di ispirazione salafita nel 2007 si sono fusi dando vita alla nuova <a href="http://www.nctc.gov/site/groups/aqim.html" target="_blank">formazione terroristica: Al Qaeda nel Maghreb</a> islamico, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Al-Qaeda_Organization_in_the_Islamic_Maghreb" target="_blank"><strong>Aqim</strong></a>.</p>
<p>Il ricercatore del Cern arrestato in Francia sarebbe un loro militante. <strong>Le microcellule europee probabilmente non sono in grado di organizzare stragi come quella di Madrid del 2004</strong>, ma possono ugualmente causare danni irreparabili. Per esempio i due marocchini di Macherio, arrestati dalla Digos di Milano nel dicembre 2008, <strong>nelle intercettazioni preconizzano l’attentato a una caserma di Milano</strong>, si chiedono se sia lecito <strong>avvelenare un acquedotto</strong> e quindi uno di loro incita l’altro: &#8220;Se tu andassi in un grande magazzino e fossi sicuro di fare qualcosa per provocare la morte di tutti quanti, allora fallo&#8221;.</p>
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