
Dario Franceschini mostra il calzino turchese a una troupe di Canale 5
La politica del gambaletto. O del calzino, come dir si voglia. L’importante che sia azzurro. No, non porpora cardinalizio. E nemmeno rosso, troppo “nostalicomunista” (e a sette giorni dalle primarie del Pd, sarebbe un messaggio spiazzante per gli elettori democrats).
E allora, ecco: il segretario Dario Franceschini, a Chieti per un appuntamento di partito, sfoggiare proprio il calzino azzurro (qui la GALLERY). E con un certo orgoglio, proprio davanti alla telecamera di una rete Mediaset: “Oggi non rispondo alle vostre domande. Piuttosto, inquadratemi i calzini: oggi questi sono la cosa più importante“. A questo punto, zoomato dalle telecamere, Franceschini si è sollevato i pantaloni ed ha mostrato al mondo i suoi calzini turchesi.
Lo aveva annunciato prima “Dariofrance”, su Twitter: “Sono a Chieti con un paio di calze azzurro turchese. Mettetevele tutti. Come il giudice Mesiano, colpevole solo di fare il giudice”. Un modo per esprimere solidarietà a Raimondo Mesiano, il giudice che ha condannato la Mondadori ad un risarcimento di 750 milioni a favore della Cir, seguito nei giorni scorsi da una troupe Mediaset durante il suo tempo libero (qui il VIDEO) e “criticato” dalla giornalista di Mattino 5 proprio per i suoi calzini.
“È normale il servizio sul giudice Mesiano? È normale mettere un giudice alla gogna? Il Pd deve mantenere la capacità di indignarsi”, chiede il segretario dei democratici invitando “tutti” a esternare la loro solidarietà indossando, come ha fatto lui, dei calzini turchesi.
“Fare del giudice Mesiano e delle sue calze turchesi l’eroe della resistenza antiberlusconiana è il capolavoro finale di Franceschini” commenta il ministro per l’Attuazione del Programma di governo, Gianfranco Rotondi. “A quando il lancio del look-Boccassini?“. Più duro il portavoce del Popolo della Libertà, Daniele Capezzone, che parla di una “misera rappresentazione” prevedendo per Franceschini una sconfitta alle primarie: “Così avrà più tempo libero e potrà dedicarsi tranquillamente ai calzini e alla biancheria”, aggiunge.
Il ministro della Difesa Ignazio La Russa la mette, più saggiamente, sul ridere: “Ognuno si mette i calzini che vuole” dice. Ma: “I calzini turchese non me li metto. Se proprio insistete, indosso le scarpe da calcio, come quelle di Stankovic“. Il ministro leghista Roberto Calderoli definisce “una sonora fesseria” l’aver messo in onda quel video, ma avverte: “questo vale anche per tutti quegli scatti fotografici e per le riprese che riguardano la vita privata di chiunque”.
E già: su quel servizio, nelle ultime 72 ore, si è scatenata una vera e propria bufera: l’Anm (associazione nazionale magistrati) ha protestato vivamente. Dopo l’”aggressione odiosa e barbara” a Mesiano che è stato “spiato e inseguito” dalla televisione del gruppo, Canale 5, con l’intento di “denigrarlo”, i magistrati sono sul piede di guerra. Per ora sono in stato di agitazione contro quella che ritengono una vera “emergenza democratica”.
Lo stesso direttore di Videonews, Claudio Brachino, torna sulla vicenda al centro delle polemiche, intervenendo a Mattino 5 nella rubrica “Controcanto”. Ha preferito leggere un testo, rinunciando alla sua consuetudine di parlare a braccio: “Faccio alcune doverose precisazioni” ha esordito. “siccome nel weekend abbiamo ricevuto una valanga di critiche che si accettano a differenza degli insulti. Chi mangia fa molliche, dicevano i vecchi giornalisti. Questo significa che tra i tanti servizi trasmessi da una testata, ci si concentra su quelli un po’ più sfortunati. E il servizio andato in onda giovedì scorso non appartiene certo alla categoria dei capolavori. E me ne assumo come direttore tutte le responsabilità. Sul merito di un singolo servizio” ha aggiunto Brachino “si può discutere all’infinito. Questo fa parte della libertà di critica come fa parte della libertà di stampa criticare un magistrato. Alcuni termini usati nel testo hanno offeso Mesiano. Io mi scuso con lui. A me le scuse non fanno paura. Per me, la sensibilità di una persona viene prima del ruolo sociale e delle discussioni sul diritto di cronaca e del diritto alla privacy. Mi impegno quindi a non trasmettere più quelle immagini”.
In più, il direttore di Videonews ha sottolineato la rilevanza del magistrato come personaggio pubblico e per questo ha trasmesso le immagini che lo riprendono in alcuni momenti della sua vita quotidiana. “Non c’è però” ha precisato Brachino “alcuna valutazione politica nè giuridica, così come non sono stati usati epiteti infamanti”. Resta quella che il direttore ha definito una semplice battuta, quando vengono definiti stravaganti gli ormai famosi calzini azzurri. È qui Brachino ha rinviato al dizionario di lingua italiana Zanichelli, dove stravagante vuol dire raro anche nel senso di originale, fuori dagli schemi.
Brachino, al termine del suo intervento, ha invitato il giudice Mesiano in studio per potergli presentare le proprie scuse e contestualmente rivolgergli tre domande: “La promozione è meritata o è un premio politico per una sentenza che di fatto va contro il premier? Le idee politiche di un giudice, per quanto legittime, come agiscono sulla sua serenità e indipendenza? È vero che nel processo civile non serve un collegio di tre magistrati, ma non è ’stravagante’ decidere su una somma di 750 milioni di euro senza avvalersi di tecnici e consulenti?“.
Fin qui la cronaca. Quello che resta è però il tentativo da parte di Franceschini, come scrive il Giornale: “di trasformare il calzino turchese nella nuova frontiera della sinistra, nel nuovo baluardo invalicabile della democrazia, nell’ultimo avamposto della difesa dal regime… Il passaggio da Bandiera Rossa al Calzino Turchese di un partito che fu di Togliatti ed è di Franceschini sembra la perfetta dimostrazione di una storia che la prima volta è tragedia. E la seconda è farsa”.
Anche perché l’azzurro-turchese è il colore (oltre che uno spazio web) distintivo dei sostenitori del Pdl. Stravagante, no?
- Lunedì 19 Ottobre 2009
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Commenti
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Il 19 Ottobre 2009 alle 13:35 indigesto ha scritto:
La sentenza Monadori ha fatto senza dubbio del giudice Mesiano un personaggio, e come tale se ne interessano i media. Credo, dopotutto, che non vi sia nulla di offensivo sbirciare le abitudini di una Star, anche se si tratta di un giudice, che se è libero di esprimere le sue opinioni nel privato dovrebbe essere altrettanto libero nell’accettare quelle altrui. Non mi pare, difatti, che lo stesso non abbia accettato con spirito l’intrusione dei media nelle sue innocenti quanto legittime preferenze. Andrebbe piuttosto detto qualcosa su Franceschini, ma non ne vale la pena!
Il 19 Ottobre 2009 alle 16:30 nhico ha scritto:
L’ ANM si è arroccata attorno al giudice Mesiano per uno scandalo che non c’è. Parlano di massacro mediatico perché una giornalista, parlando di lui, si è soffermata a descrivere quelle che riteneva delle piccole stranezze ed ha giudicato il suo abbigliamento un po’ estroso. Voleva fare una nota di colore su una persona che è diventata famosa dall’oggi al domani , per una sentenza che ha lasciato più di mezza Italia basita. Eppure il sindacato dei magistrati, come suo solito, parte in quinta e spara ad alzo zero su una trasmissione e su un’intera rete. Sarebbe bastata una battuta ironica. Ma loro, no. Loro sono persone tutte d’un pezzo. Serie. Che strana gente. Si sentono in blocco offesi per un non nulla, ma non dicono una parola su Mesiano che brinda pubblicamente sulle sconfitte di Berlusconi. Sembrano appartenere ad una categoria di umani che non ha eguali sulla terra. Possono massacrare ogni minuto del giorno e della notte un avversario politico. Lo possono deridere. Odiare. Augurargli, insieme, le peggiori cose e la galera. E poi, quando se lo trovano tra le mani, con animo sereno e pensieri verginali, giudicarlo. I nutrizionisti ci insegnano che il nostro corpo è il prodotto del nostro modo di stare a tavola, gli insegnati ci stimolano alle buone letture perché da esse dipende la nostra fluida parlata e il nostro modo di scrivere, i saggi non si stancano di dirci che noi agiamo secondo il nostro sentire, ma l’ANM la pensa diversamente. Ed è legge da imporre a tutti.
Il 19 Ottobre 2009 alle 17:15 indigesto ha scritto:
nhico, è l’impunità, solo l’impunità che consente tuttoquesto! Si sono preoccupati di toglierla ai parlamnetari, ma a questi chi le toglie?
Il 20 Ottobre 2009 alle 5:54 bruno1946 ha scritto:
Se uno e’ candidato di un partito con le speranze di diventare un giorno capo del governo e l’unica cosa che sa proporre e’ di usare calzini turchesi, allora dovrebbe comperarsi una bancherella al mercato rionale, sicuramente avrebbe piu’ successo.
Il 20 Ottobre 2009 alle 18:37 La Rivoluzione sulla Rete? Da popolo della Sinistra a Popolo della Libertà. Di calzino… - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] sul “caso Mesiano” e alle provocazioni di Franceschini che sul suo Twitter - come raccontato qui- invitava tutti a mettersi delle calze turchesi “come il giudice Mesiano, colpevole solo [...]
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