
Un momento della convenzione nazionale del Partito Democratico
Una valanga di schede, ma bianche. Questo è il timore dei dirigenti del Pd riguardo alle primarie del prossimo 25 ottobre.
Non un flop assoluto in termini di votanti, ma di voti validi a Marino, Bersani o Franceschini. Un’alternativa che finirebbe per togliere quella “legittimazione popolare”, quell’aura di cui ha bisogno disperatamente il prossimo leader di un partito in preda alle convulsioni interne sin da prima della sua nascita.
Il pericolo è reale: il partito della “scheda bianca” è in crescita e potrebbe essere la scelta definitiva di quella vasta area di votanti che andranno ai gazebo democrats piú per opposizione a Berlusconi che per convinzione verso le ricette di uno dei tre candidati.
Di quelli per cui la vera opposizione è quella di la Repubblica , visto che Antonio Di Pietro non li convince abbastanza. In questo senso è stato illuminante Ezio Mauro, direttore della Repubblica, ospite di Lucia AnnunziataIn 1/2 ora a : “Andrò a votare” ha detto “ma la mia scheda potrebbe anche essere bianca, a meno che qualcuno di questi candidati mi faccia capire che l’emergenza costituzionale sarà al centro”, ovvero se non spalleggeranno le campagne del suo quotidiano.
Linea dettata anche dal fondatore del giornale Eugenio Scalfari, che si augura un grande successo delle primarie, cui dovrebbero partecipare non solo i votanti del Pd ma tutti coloro “che non si rassegnano all’Italia così com’è, votino magari scheda bianca ma vadano”.
Lo stesso Scalfari ha lanciato giorni prima la proposta (un vero e proprio Lodo) per dare la poltrona a chi ottenga piú voti, anche senza superare il “quorum” previsto dallo statuto del partito, del 50%.
Insomma in assenza di un’opzione chiaramente vincente (come invece era nel caso di Prodi nel 2005 e Veltroni nel 2007), l’invito è alla manifestazione di esistenza piuttosto che alla scelta consapevole.
Ma non è solo dalle colonne di Repubblica che si spinge questa tesi. Alcuni settori del partito non si sentono rappresentati adeguatamente da nessuno dei tre e potrebbero optare per il voto “di protesta”: dai giovani, divisi tra il “nuovo” Marino (appoggiato da Giuseppe Civati) e il “simpatico” Franceschini (per cui si è schierata Debora Serracchiani), ai Teo-dem che si sentono un po’ emarginati da Franceschini.
Senza contare i molti amministratori locali (quelli che più di tutti hanno il polso del territorio) che non vogliono dire da che parte stanno (Massimo Cacciari, Sergio Chiamparino, Matteo Renzi), neanche turandosi il naso, e preferiscono un atteggiamento distaccato, anche per vedere che aria tira il 26 ottobre…
- Lunedì 19 Ottobre 2009
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Commenti
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Il 19 Ottobre 2009 alle 17:04 indigesto ha scritto:
Ma quali schede bianche! La contesa ha un solo programma: l’eliminazione di Berlusconi “manu militari”, e nè potrebbe essere diversamente per un partito senza politica. Saranno i voti che confluiranno a Bersani, nella speranza che resusciti ideologie ancora radicate nei più, quelli che prevarranno. A Franceshini, nonostante l’esibizione di un linguaggio sempre più ingiurioso, andranno i voti di sperdute pattuglie di illusi, speranzosi di poter poi contare qualcosa nell’ammucchiata. Di Marino no vale nemmeno la pena di aggiungere nulla, chè non dice nulla già da solo!
Il 19 Ottobre 2009 alle 18:15 pv21 ha scritto:
L’ultimo editto Bulgaro è stato quello di citare dei sondaggi che affermerebbero un dilagante “astensionismo” dal pagamento del canone RAI. Un modo “innocente” che suona tanto come un invito (interessato). Paventare la crescita del partito della “scheda bianca” è un modo altrettanto “innocente” per squalificare i candidati. Cambia il tema, ma non cambia la tecnica di comunicazione. (se cambi //forum.wineuropa.it)
Il 22 Ottobre 2009 alle 18:47 Un Pd da ridere: solo i comici fanno endorsement per i candidati alle Primarie - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] Capalbio non si schiera per le primarie. L’intellighenzia di sinistra, quella che aveva partecipato in massa alle primarie in cui venne eletto Walter Veltroni nel 2007, oggi preferisce non dire quale candidato alla segretaria nazionale del Pd appoggierà . Così come molti dei colonnelli locali del partito. Aspettano. E nel frattempo, nel segreto dell’urna, probabile che votino in bianco. [...]
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