
Una classe elementare della scuola italo-araba di Milano
Un’ora a scuola dedicata alla conoscenza del Corano. Un’altra provocazione da parte degli ex An, dopo la proposta di cittadinanza agli stranieri in 5 anni, che manda in subbuglio il centrodestra.
Lancia il sasso, da vice ministro allo Sviluppo economico e finiano di ferro, Adolfo Urso: “PoÂtrebbe essere utile, per attirare nei nostri istituti i ragazzi musulmani, prevedere un’ora di storia della religione islamica“. E la proposta viene da un palco molto speciale, quanto bipartisan: quello della seconda edizione dei Dialoghi asolani ad Asolo, appunto, animato dalle Fondazioni FareFuturo, molto vicina a Gianfranco Fini, e ItalianiEuropei, la fondazione voluta da Massimo D’Alema.
In Italia: favorevoli e contrari
Le reazioni alla proposta di Urso non si sono fatte mancare. Il primo sì arriva dal fronte “bipartisan” Fini - D’Alema. “L’ora di religione islamica a scuola mi sembra un’idea giusta“, spiega il lìder Maximo ad Asolo. “Nella proposta di Urso per l’ora di religione islamica a scuola non c’è nulla di scandaloso. Mi sembra elementare buon senso. C’è l’interesse nazionale alla coesione sociale”, aggiunge il presidente della Camera, Gianfranco Fini.
Sul fronte del “no”, invece,  il presidente della Cei Bagnasco, che intervistato dal Corriere, ricorda come una ipotesi del genere non faccia parte della nostra cultura e in cui tutto è regolato da un concordato: “Non si tratta di un’ora di religione in cui si insegna una religione, ma di un’ora di insegnamento di valori, di confronto”. Insomma, un no secco il suo: “La conoscenza del fatto religioso cattolico è condizione indispensabile per la comprensione della nostra cultura e per una convivenza più consapevole”.
Dura la reazione del ministro dell’Interno, il leghista Roberto Maroni, durante un’intervista telefonica a Mattino 5. “La Lega è nettamente contraria. Se la proposta servisse a migliorare l’integrazione saremmo tutti d’accordo, ma questo è certamente il modo più sbagliato per farlo“. “Anche perché” ha spiegato Maroni “mentre l’ora di religione cattolica rappresenta un’entità , la Chiesa, che ha una sua gerarchia, dei valori ben chiari, ben definiti, che si possono trasmettere, quello dell’Islam è un mondo tutto diverso. L’imam intepreta il Corano liberamente, non c’è una serie di dogmi, non c’è un messaggio chiaro da trasmettere”.
Ma forte anche della presa di posizione della Cei, tutto Carroccio, con Roberto Calderoli, liquida la faccenda come “una mattana di cui non abbiamo bisogno”. “Non è possibile” afferma il ministro leghista “venire incontro a chi non adotta criteri di reciprocità e all’estero non riconosce i nostri diritti”.
Di idea da “respingere al mittente” parla il capogruppo alla Camera Roberto Cota mentre un no ragionato viene da Italo Bocchino. “L’ipotesi dell’ora di insegnamento di islam nelle scuole va letta” sostiene il vicecapogruppo del Pdl alla Camera “come la riflessione culturale di una fondazione che studia gli scenari dell’Italia nei prossimi decenni ed è quindi un errore farne oggetto di dibattito politico o addirittura di scontro interno nel Popolo della Libertà e nella maggioranza”.
Più netto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi che enuncia “quattro fermissimi no” che sono: “non ghettizzare gli islamici”; chi viene nel nostro Paese deve conoscere la nostra cultura “intrisa di cristianesimo”; non si sa quale islam insegnare viste le divisioni tra sciiti, sunniti, ecc; si devono arruolare insegnanti extracomunitari.
Ma nel Pdl, anche se la proposta non ha fortuna, trova consensi però in Benedetto Della Vedova che invita “la politica a guardare avanti”; mentre il senatore valdese Lucio Malan chiede di superare la logica concordataria e di adottare una legge sulla libertà religiosa “adeguata ai tempi”, mentre Isabella Bertolini ritiene che questa iniziativa “apra anche un serio problema all’interno del Pdl”. “Non passa giorno senza che qualcuno lanci idee fuori dal programma di governo che raccolgono sempre il plauso dell’opposizione e l’incredulità di chi non è di sinistra. Continuare su questa strada”aggiunge “porterà il Pdl ad allontanarsi dai propri valori e quindi anche dai propri elettori”.
Da un punto di vista meramente costituzonale, va ricordato che l’insegnamento della religione islamica nelle scuole pubbliche italiane, è giuridicamente possibile, a condizione che non sia un’alternativa obbligatoria alla decisione di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica. Inoltre, lo Stato italiano è obbligato, in forza degli accordi con la Santa Sede (ossia i Patti Lateranensi del 1929), ad assicurare l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, mentre non ha alcun obbligo di assicurare l’insegnamento della religione islamica. A stabilirlo ci sono poi almeno due sentenze della Corte Costituzionale: la n.203 del 1989, considerata la “madre di tutte le sentenze” in materia di laicità dello Stato, e la n. 13 del 1991, sempre a proposito dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubblica.
Al contrario, lo Stato non ha alcun obbligo di assicurare l’insegnamento di altre religioni, tra cui quella islamica.
Così va in Europa
Questo è quanto succede in Italia. E nel resto dell’Europa, come ci si regola?
Austria: l’insegnamento coranico è dispensato negli istituti scolastici pubblici come materia riconosciuta dai programmi, al pari di altre religioni. Lo statuto d’imam è riconosciuto come ministro di culto.
Germania :una legge del 1949 obbliga ai Lander di assicurare l’insegnamento religioso nelle scuole. La gran parte dei Lander hanno sottoscritto accordi con il Ministero turco degli Affari religiosi che provvede ad inviare insegnanti formati in Turchia.
Belgio: l’insegnamento religioso di due ore è obbligatorio nelle primarie e nelle secondarie, ma i genitori possono rifiutarlo. La gran parte dei ragazzi musulmani segue corsi di religione islamica, tenuti da insegnanti proposti dalla Turchia, dal Marocco o dall’Arabia Saudita e stipendiati dallo Stato
Spagna: l’insegnamento della religione musulmana si può fare negli istituti pubblici, come quello delle altre religioni riconosciute, ma non è obbligatorio. Gli insegnanti di religione sono forniti dall’Arabia Saudita e dal Marocco.
Gran Bretagna: dal 1994 è stato introdotto lo studio obbligatorio di 6 religioni: Cristianesimo, Islam, Judaismo, Buddismo, Induismo e Sikkismo. Esistono, inoltre, degli istituti privati sul modello di quelli di altre religioni
Francia: nelle scuole statali francesi non si insegna religione. La comunità islamica cerca la possibilità di creare una scuola privata musulmana che potrebbe funzionare nelle stese condizioni delle scuole cattoliche, protestanti e israelite sovvenzionate con fondi pubblici.
- Lunedì 19 Ottobre 2009
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Commenti
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Il 19 Ottobre 2009 alle 18:24 pv21 ha scritto:
Le religioni monoteiste hanno in comune principi e valori di grande umanità . Questo e solo questo potrebbe essere l’obiettivo di un insegnamento “alternativo” all’ora di religione per musulmani, ebrei e cristiani (non cattolici). Il tutto visto in un’ottica di INTEGRAZIONE verso la società di accoglienza e di orientamento a MATRIMONI MISTI più consapevoli. Molto dipende dal modo in cui viene di fatto concretizzato. (questo e altro => //forum.wineuropa.it)
Il 19 Ottobre 2009 alle 19:06 indigesto ha scritto:
Non ho capito ancora il significato della parole “integrazione” usata dai nostri politici nei riguardi della migrazione che dai paesi prevalentemente arabi giunge sul nostro territorio e, più generalmente in Europa. Siamo noi, che li accogliamo, che dobbiamo integrarci nei loro costumi, per dirla in breve, o loro che approdano sui nostri lidi, per dirla in poesia? A me pare che si stendano tappeti e si erigano archi per offrire a queste persone tuttociò che manca a noi indigeni(vi piace?): alloggi, posti di lavoro, istruzione e quant’altro! In prevalenza si tratta di persone che non hanno alcuna voglia di integrarsi, mantenendo intatti i loro costumi, la loro lingua e le loro leggi. Tuttoquesto per alimentare la mafia della mano d’opera a basso costo delle imprese del nord e della mafia delinquenziale del Sud che li sfrutta a nero e, di regola, li avvia ad attività delinquenziali quali lo spaccio ed il commercio clandestino di manufatti falsi o di provenienza furtiva. In Europa non tutte le realtà sono confrontabili, tenuto conto della nostra vocazione alla bassa speculazione e dell’altrui vocazione a normalizzare tutto il possibile, tranne poi a trovarsi in casa dissidenti, fino al terrorismo, di seconda e di terza generazione. Si, l’immigrazione può essere considerata una realtà , ma altrettanto realisticamente dovrebbe essere disciplinata da Leggi ferree. Basterebbe prendere esempio dagli Stati Uniti, paese da sempre di grandi risorse, paese storicamente di immigrati e pertanto abbisognevole d’immigrazione. Basterebbe prendere esempio da come l’ha regolata e gestita nel tempo, e non ricorrere a quel buonismo d’accatto, dietro il quale chissà quali interessi girano, confessabili e non!
Il 20 Ottobre 2009 alle 0:38 dellelmodiscipio ha scritto:
Questo civile e dotto dibattito nell’intellighentia culturale di Panorama merita attenzione e riflessione. L’ora di religione non è l’ora di DOTRINA come credono gli arretrati nordestici, è uno strumento di istruzione per rendere i ragazzi capaci di capire che nel mondo e nella storia la religione ESISTE ed è sempre esistita, e che ha ed ha avuto un’importanza essenziale sullo sviluppo della civiltà . Serve a rendere consapevoli che in ogni modo ci si deve confrontare con le VARIE e diverse religioni, tra cui indubbiamente l’ateismo. Serve anche a far capire che non è una questione che si risolve a MAGGIORANZA o ai voti. Ciò premesso, è evidente che l’ora di religione, nel nostro MONDO del popolo della libertà non deve essere MONOPOLIO della religione cattolica o altra, deve per forza essere condivisa, tipo: la prossima settimana viene a parlarvi l’imam, poi il rabbino, poi la buddista, poi un animista, poi un laicista, poi un francescano e così via. Piaccia o no, questa sarà la soluzione.
Il 20 Ottobre 2009 alle 11:43 indigesto ha scritto:
Se le capacità profetiche di dellelmodiscipio sono autentiche è imdubbio che la soluzione migliore è quella che indica; ha solo tralasciato di dirci chi vedrebbe lui ad illustrare l’ateismo. Scherzi a parte è fuor di dubbio che l’ora di religione cattolica NON è un’ora di catechesi! E’ fuor di dubbio che, solitamente, la religione è un patrimonio delle famiglie. In alcune è anche praticato l’ateismo, che, quando non becero, affonda la sua tradizione nella conoscenza della filosofia e, pertanto nel bagaglio culturale proprio nella famiglia stessa. E’ impensabile che nelle famiglie mussulmane, in funzione delle quali si è alzato tutto questo polverone, non vi sia un profondo radicamento del credo islamico, come è nella loro tradizione. Tuttociò premesso, è di tutte le civiltà , anche tribali, che l’istinto religioso produca la pratica dell’indottrinamento da parte di sacerdoti, stregoni o di chi si si vuole, della religione prevalente in quelle forme di civiltà . E’ ciò che è accaduto, in modo macroscopico anche da noi, per cui la religione prevalente è entrata, come esposizione (non parliamo di studio) della storia e dei principi basilari di essa, comuni, in pratica, a tutte le confessioni. il catechismo poi si fa nelle parrocchie e studi più approfonditi nei luoghi deputati.
Tutta la diatriba nasce dal timore, infondato e strumentale, di sopraffazione, quanto all’insegnamento, delle famiglie mussulmane, che la religione cattolica potrebbe operare nei confronti della loro religione. Cosa che ha generato a sua volta atteggiamenti di sopraffazione, fiancheggiata dai nostri irriducibili “intellettuali” di sinistra, arrivata a chiedere perfino la rimozione dei crocifissi nelle aule!
Questo da anche la misura della vocazione di questa gente ad integrarsi!
Altro è l’auspicio che vengano istituiti corsi, privati possibilmente, in cui si acceda all’insegnmento di ogni singola religione; anche dell’ateismo, se si vuole. Ma un ateismo che non sia becero non può prescinedere dalla conoscenza del credo religioso, quale che sia. Su questo, almeno, penso che anche l’intellighenzia di sinistra sia d’accordo!
Il 20 Ottobre 2009 alle 17:16 jane55 ha scritto:
Non riesco a capire 2 cose.La prima e’ la seguente…In Italia fino a pochissimo tempo fa si sono verificate spinte fortissime per l’abolizione del Crocefisso a scuola, anzi in alcuni casi e’ accaduto.Altre spinte fortissime per abolire il peso del prof di religione all’interno dei consigli di classe, e la cosa era quasi riuscita..QUINDI SEMBREREBBE CHIARA UNA TENDENZA AD ABOLIRE IL PESO RELIGIOSO NELLE SCUOLE, MA ALLORA PERCHE’ SI INSISTE TANTO CON QUESTA STORIA DELL’ISLAM NELLE SCUOLE ECC. ECC..e QUI VIENE FUORI LA SECONDA COSA CHE PROPRIO NON RIESCO A CAPIRE..mA NELLE SCUOLE PUBBLICHE DEL MONDO ISLAMICO,NON ARABO,E MI RIFERISCO A TUTTI QUEI PAESI IN CUI L’ISLAM E’ RELIGIONE DI STATO, EBBENE NELLE SCUOLE DI QUESTI PAESI,LE RELIGIONI CRISTIANE, O ANCORA MEGLIO QUELLA CATTOLICA E’POSSIBILE INSEGNARLE?aPRESCINDERE DALLA PRESENZA O NO DI CRISTIANI NELLE LORO SCUOLE, CREDO PROPRIO DI NO.E qui mi viene un dubbio, ma non e’ che a qualcuno potrebbero interessare i voti degli immigrati di religione islamica?E cosi’ magari con la speranza che in un futuro prossimo si possa estendere il diritto di voto anche a quegli immigrati ancora non in possesso della cittadinanza, magari si cerca di attirarne la favorevole attenzione anche con l’insegnamento della loro religione nelle nostre scuole..Oddio magari ora fo la figura dell’oscurantista politica, ma io aspetterei che anche in molti paesi mussulmani conservatori in fatto di religione,si avesse una maggiore disponibilita’ verso l’apertura di chiese cristiane, e poi magari chissa’…..Intanto mi stanno bene le parole del cardinale Bagnasco
Il 20 Ottobre 2009 alle 18:38 indigesto ha scritto:
jane55, i nostri commenti si incrociano spesso. Anche sull’articolo di Ferrara sull’omofobia, dove, dopo il tuo commento ce n’è stato uno imteressante che ti pregherei di leggere. Ti spiegherai molte cose. Ci sono interessi che girano, e non vi escludo finanziamenti occulti a chi, da noi, tiene alta la bandiera dell’Islamismo. Quel che dici potrebbe solo essere la punta dell’iceberg, non vorrei giurarci. Certo è che girano molti soldi, i nostri, sull’affare dell’accoglienza. Varrebbe anche la pena di conoscere il costo pro capite che, per ogni immigrato, grava sull’erario. Nessuno ce lo dirà mai. C’è anche da mettere in conto lo sfruttamento che ne fanno le piccole e medie industrie del nord, pronte a storcere il naso quando si tratta degli immigrati del sud, discendenti degli stessi che hanno contribuito ad affrancarli del dominio austriaco; nonchè lo sfruttamento che ne fanno le mafie del sud per il proprio delinquere. Insomma la più pulita è la conta che ne fanno i partiti della sinistra per ingrossare le loro file con questi poveracci, che poveracci rimarranno per chissà quanto. Anche la Chiesa con il suo spirito caritatevole conta su qualche conversione, ma credo che su questo proprio s’illuda. L’Islam vuole che dal ventre delle loro donne nascano generazioni di islamici per conquistare paesi ormai sterili come l’Italia. Anche questo è un modo per appropriarsi, nel tempo, di territori. E così che, a conti fatti, interpretano l’integrazione!
Il 23 Ottobre 2009 alle 12:52 Islam e cattolicesimo a nozze. La storia della volontaria Sara e dell’imam Abdellah - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] tema della scuola e dell’educazione, cosa ne pensa dell’ora di religione islamica? Sono favorevole, e lo sono anche per tutte le altre religioni. Dobbiamo stare attenti però a chi [...]
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