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La Corte Costituzionale durante una seduta
Cinquantotto pagine, redattore il giudice Franco Gallo, per dire che: “La sospensione processuale prevista dalla norma censurata è diretta essenzialmente alla protezione delle funzioni proprie dei componenti e dei titolari di alcuni organi costituzionali e, contemporaneamente, crea un’evidente disparità di trattamento di fronte alla giurisdizione“. Questo scrivono i giudici della Corte Costituzionale (qui la composizione), nella sentenza n.262, nella quale si spiegano le motivazioni della “bocciatura” del Lodo Alfano.
Nelle motivazioni, depositate nella tarda serata di ieri, la Consulta spiega inoltre che il Presidente del Consiglio non ha alcuna preminenza sui ministri, è un “primus inter pares”, smontando così la linea dei difensori del premier Silvio Berlusconi, secondo i quali invece il capo del governo deve essere considerato un “primus super pares”. E ricorda che per le alte cariche il legittimo impedimento a comparire in un processo è già previsto dal codice di procedura penale, deve essere valutato caso per caso e non può essere automatico e generale.
I giudici della Consulta individuano nelle violazioni dell’articolo 3 (principio di uguaglianza) e dell’ articolo 138 della Costituzione, relativo alle modifiche della Carta solo con legge costituzionale, le due crepe insormontabili della Legge che portava il nome del Guardasigilli.
“Il Lodo Alfano attribuisce ai titolari di quattro alte cariche istituzionali un eccezionale ed innovativo status protettivo che non è desumibile dalle norme costituzionali sulle prerogative e che, pertanto, è privo di copertura costituzionale” si legge nella sentenza.
Non solo. “Il legislatore ordinario” sottolineano gli Alti Giudici “in tema di prerogative (e cioè di immunità intese in senso ampio), può intervenire solo per attuare, sul piano procedimentale, il dettato costituzionale, essendogli preclusa ogni eventuale integrazione o estensione di tale dettato“. La questione del legittimo impedimento - uno dei cardini del Lodo per la presunta impossibilità delle alte cariche, e del premier Berlusconi in particolare, di conciliare l’esigenza di presenziare alle udienze con i “rilevanti incarici” legati alle funzioni istituzionali - è stata risolta dai giudici costituzionali con un richiamo, tra l’ altro, a un precedente illustre: la sentenza n. 451 del 2005 sul caso Previti. “Il legittimo impedimento a comparire ha già rilevanza nel processo penale” e, pertanto - si spiega nella sentenza - non appare necessario il ricorso al lodo Alfano per tutelare la difesa dell’imputato impedito a comparire nel processo per ragioni inerenti all’alta carica da lui ricoperta”.
La corte, nel richiamare quel suo pronunciamento, sottolinea che la sospensione del processo per legittimo impedimento disposta in base al codice di rito penale “contempera il diritto di difesa con le esigenze dell’ esercizio della giurisdizione, differenziando la posizione processuale del componente di un organo costituzionale solo per lo stretto necessario, senza alcun meccanismo automatico e generale”.
La Corte affronta poi il nodo della violazione del principio di uguaglianza davanti alla legge (articolo 3 della Costituzione). La prevista sospensione dei processi nei confronti delle quattro alte cariche dello Stato - evidenzia la Consulta - si risolve in una evidente disparità di trattamento “rispetto a tutti gli altri cittadini che, pure, svolgono attività che la Costituzione considera parimenti impegnative e doverose, come quelle connesse a cariche o funzioni pubbliche (art. 54 Cost.) o, ancora più generalmente, quelle che il cittadino ha il dovere di svolgere, al fine di concorrere al progresso materiale o spirituale della società (art. 4, secondo comma, della Costituzione)”.
La Consulta sottolinea poi anche la violazione del principio di uguaglianza con specifico riferimento alla alte cariche dello Stato prese in considerazione, in particolare sotto il profilo della disparità di trattamento fra i presidenti e i componenti degli organi costituzionali. Non è, dunque, configurabile - rileva la Corte Costituzionale - “una preminenza” del presidente del Consiglio rispetto ai ministri “perché egli non è il solo titolare della funzione di indirizzo del Governo, ma si limita a mantenerne l’ unità, promuovendo e coordinando l’ attività dei ministri, e ricopre perciò una posizione tradizionalmente definità di ‘primus inter pares’”. Anche la disciplina costituzionale dei reati ministeriali - aggiunge la Corte - conferma che il presidente del Consiglio e i ministri sono sullo stesso piano”. Allo stesso modo - osserva la Consulta - “non è configurabile una significativa preminenza dei presidenti delle Camere sugli altri componenti, perchè tutti i parlamentari partecipano all’ esercizio della funzione legislativa come rappresentanti della Nazione e, in quanto tali, sono soggetti alla disciplina uniforme dell’ art. 68 della Costituzione” sull’immunità.
- Martedì 20 Ottobre 2009
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Commenti
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Il 20 Ottobre 2009 alle 13:59 indigesto ha scritto:
Basta saperlo. Non li chiameremo più Capo del Governo, Prsidenta del Senato e Presidente della Camera, ma “Compagno chiamato a presiedere”. Purtroppo da noi la Costituzione viene usata, come viene usata la Legge. Ci conforta il fatto che siamo tutti uguali(?) di fronte ad Esse. Avanti popolo!
Il 20 Ottobre 2009 alle 15:10 Zione ha scritto:
P. M. — CAVALLI 10, ASINI 90 !!!
Sui carri bestiame delle lunghe tradotte militari sui quali venivano inviati al Macello i nostri Soldati, nelle due guerre (Maledette, come tutte) mondiali era ben in evidenza il carico da fare sul vagone; che era appunto di Cavalli 8 e Uomini 40.
Siccome la percezione che avverto, di riscontrare su questo (pregiato, per altro) Forum qualche comportamento di schifosa condotta Etica, diciamo pure, da Cattiva caserma e Pessimo tribunale, ciò mi ha distolto dalla consueta lettura del Giornale.
Ordunque, avendo per caso intravisto, nel Tram della Torretta, una Signora che aveva un giornaletto con un titolo di articolo come quello che ho riportato, chiedo a chi può illuminare, sempre che io abbia letto bene, che cosa può significare quel P.M. del titolo ?
PI EMME; saranno forse per caso le riverite iniziali dell’Articolista ?
Una volta era Cavalli 8, Uomini 40; Gesù, ma come cambia il Monte; ma chest, sò cos’e pazz !
Il 20 Ottobre 2009 alle 15:31 nhico ha scritto:
La Consulta affossa il Lodo Alfano perché comporterebbe una “disparità di trattamento di fronte alla giurisdizione”. Da Wikipedia: “ In diritto il termine giurisdizione (dal latino iurisdictio, a sua volta derivato da ius dicere) ha un duplice significato: in senso oggettivo è una funzione pubblica (funzione giurisdizionale), consistente nell’applicazione del diritto oggettivo, interpretandone le norme e rendendole operanti nel caso concreto, per risolvere le controversie in posizione di terzietà, ossia di indipendenza rispetto alle parti e di indifferenza riguardo all’esito della controversia; in senso soggettivo è l’insieme degli organi che esercitano tale funzione, i giudici.” Dato ciò, il Lodo, o, meglio, la legge che conosciamo come il Lodo Alfano, è stata dichiarata anticostituzionale (a maggioranza e non all’unanimità, lasciando ampie ombre sul tortuoso percorso interpretativo che hanno fatto i giudici nel prendere quella loro decisione), non per una disparità di trattamento di fronte alla legge, ma a chi applica la legge. Hanno fatto bene. Hanno fatto male. Non so. Però, questo passaggio della Consulta ancora una volta ci dice che il trattamento che i giudici riservano a se stessi è anticostituzionale, perché usufruiscono di un’amplissima disparità di trattamento di fronte alla giurisdizione. Eppure, appena qualcuno avanza la possibilità di eliminare questa evidente disparità, la casta si ribella e grida all’ attentato alla Costituzione.
Il 20 Ottobre 2009 alle 17:28 indigesto ha scritto:
nhico, ma loro non saranno mai parte in causa. Non c’è, in pratica, un organismo che ne giudichi l’operato. Non c’è nemmeno attenzione per quelle sentenze il cui verdetto viene ribaltato in Appello e in Cassazione. Con l’automatismo delle carriere un giudice di primo grado non ha nulla da temere per una sua sentenza stravagante. Anzi, si può concedere il privilegio di innalzarne i “toni” acchè, nella peggiore delle ipotesi la “prudenza” del verdetto successivo comunque ne tenga conto. Deve solo preoccuparsi, quando non ne è diretto portatore, del “vento che spira” negli organi cosiddetti superiori, quanto al protezionismo operante verso i poteri forti o alle direttive politiche imperanti. E questo in nome del popolo italiano e della sua “indipendeza”. Di questi problemi, inoltre, le “Corti supreme” non ne hanno: tant’è che non esitano a contraddirsi continuamente nelle loro sentenze. Sempre in nome del popolo italiano. E non è questa una grande soddisfazione per noi popolo?
Il 20 Ottobre 2009 alle 17:36 indigesto ha scritto:
Zione, più che Porca Miseria non mi viene in mente. M in maiuscolo, per indicare l’ignoranza, che è la peggiore delle miserie, come sentenziava una mattonella decorata che avevo a casa. Puoi aggiungerci miseria di spirito, nei costumi, morale..fa tu!
Il 20 Ottobre 2009 alle 23:08 Zione ha scritto:
Caro Indi, forse sono perseguitato in incognito da quel cattivone di Fufù, perchè ho postato anche su L’Unione Sarda il mio commento precedente :
“P. M. — CAVALLI 10, ASINI 90 !!!”
e immantinente mi sono sentito giungere in risposta che è : “Meglio Asino che Pecorone”; che tempacci, Boja fauss; comunque ho ribadito quanto segue; poi mi dici se ho sbagliato.
Le pecore sono sempre utili e producono grossi benefici alla gente; mentre gli Asini, quando credono per Albagia o Stupidità, di essere Cavalli di razza, arrecano grandi danni al Popolo.
Specialmente quando litigano fra di loro per chi deve Papparsi la maggior razione di avena, biada e carrube; ed allora, come ben si sa : “E ciucci s’appiccechen; e, e varril se scassan”.
Il 21 Ottobre 2009 alle 0:54 Zione ha scritto:
Fuffi, guarda che ho premesso il “forse”; figuriamoci diversamente, cosa mi avresti consegnato.
Però dovresti essere d’accordo anche tu sul fatto che quando i “grandi” litigano, i piccoli del Popolo ci rimettono le penne, prima degli altri.
Pensa che sono risalito a sciogliere l’enigma e visto che non ti comporti più da Carognone come prima; per quanto sempre Carognetta resti, ti regalo la notizia in anteprima, che puoi leggere su :
http://corrieredelmezzogiorno......6046.shtml
Il Procuratore Generale Vincenzo Galgano: “P. M. fanatici danneggiano le persone e provocano sofferenze … … Gli altri hanno cento cavallucci. Noi dieci stalloni di razza, ma 90 asini”.
Il 21 Ottobre 2009 alle 14:46 indigesto ha scritto:
Se per “grandi” intendete i rappresentanti della nostra classe politica vi sbagliate: non litigano, fanno finta! Fanno finta nelle TV e fanno finta nelle loro moschee, dove ognuno di essi si sente sceicco. Ben pagati, messisi ben al riparo dall’euro, fortemente voluto anche per sopperire a tutti i misfatti perpetrati a danno del paese, profumati, qualcuno(?)drogato, sono tutti portatori d’interessi locali e clientelari. E se ad uno di essi frulla per la testa di fare qualcosa per il bene comune, subito gli danno addosso. Mi ricordo la storiella di un comico: continuando a sentire, da anni ormai, che ci sono famiglie che “non arrivano alla fine del mese” osservò che lui (fingendosi operaio o impiegato) percepiva lo stipendio (che da tempo la sinistra chiama salario) il ventisette, e che, tra bollette e pagamenti vari, i soldi gli finivano già il trenta, e se il mese era di trentuno il digiuno che si prospettava era più lungo. Faceva festa solo a febbraio! Ecco, forse è così che va inteso il non arrivare alla fine del mese; e parliamo dei più fortunati, di quelli cioè che un reddito da lavoro ce l’hanno! Tuttoquesto mentre i nostri sceicchi dissertano sui versetti del nostro corano fino all’ora di pranzo! Poi, tutti insieme, appassionatamente, a tavola! Altro che “i ciucci si appiccicano e i’ varrili si scassano”!
Il 21 Ottobre 2009 alle 16:32 Zione ha scritto:
Miracolo! Miracolo, anzitempo!
San Silvio già opera bene e pone sulla retta via della saggezza anche chi finora è stato sempre ostico.
Mi rallegro con te, mio caro Enrico e se passo bellelì, sarei contento di offrirti, unitamente ai compagni del Forum, una cenetta da Fumarola a Tavernette o anche all’Osteria del bric a Oropa; così approfittiamo anche per andare a Messa e ringraziare.
Rifletti bene però, che quì non si tratta dell’opinione di uno qualsiasi, ma è l’opinione di chi, come in un’Officina o Fabbrica è preposto a Dirigere alcune centinaia di persone e ad un certo punto, non ce la fa più e sbotta con un umano (e coraggioso) sfogo.
Sarà forse stato anche un pò bondoso (largo in percentuale), ma del tutto comprensibile; specie per chi come me ha avuto la sventura di toccare con mano alcuni Grandissimi Criminali, travestiti da Magistrati, razzolanti in illo tempore (?) nella Ludibriosa Stalla di Torino.
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