Parla Lady Mastella: “Nulla sarà più come prima”

Sandra Lonardo Mastella, presidente del consiglio regionale della Campania

Sandra Lonardo Mastella, presidente del consiglio regionale della Campania

Bufera giudiziaria all’ombra del Vesuvio: a quanto si apprende, 25 ordinanze di custodia cautelare, 63 indagati, 18 divieti di dimora e 6 misure interdittive costituiscono i provvedimenti emessi dal gip del Tribunale di Napoli eseguiti oggi dai carabinieri di Caserta e dalla Guardia di Finanza di Napoli. Nell’inchiesta su appalti e assunzioni all’Arpac (l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania) - come riportano siti (qui, qui, qui e qui) e agenzie di stampa - figura indagata anche Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale della Campania e moglie dell’ex Guardasigili e leader dell’Udeur Clemente Mastella, destinataria di un provvedimento di divieto di dimora in Campania, dove svolge la sua attività istituzionale.
Con questa lettera Lady Mastella ha manifestato ai cittadini campani il proprio sconforto, prima di partire per Roma: “Sono quasi svenuta, mi è crollato il mondo addosso. E non sono riuscita a capire di cosa mi accusano“; di seguito l’intervista che la presidente Lonardo ha rilasciato a Panorama (nr. 43), la scorsa settimana.

Ha pregato a Pietrelcina, nel luogo dove comparvero per la prima volta le stimmate a Padre Pio, ha ripreso il suo posto in consiglio regionale (”accolta da applausi e mazzi di fiori”), ha raccontato le sue sensazioni di donna politico privata della libertà (”un trauma che ho superato grazie alla fede, anche se oggi mi sento 10 anni di più”). La vita per Alessandrina Lonardo Mastella, detta Sandra, a due anni dal ciclone giudiziario che l’ha coinvolta insieme al marito, l’ex guardasigilli Clemente Mastella, è tornata quasi alla normalità. Tanto che non esclude un giorno, chissà, di accettare nuove sfide.
L’incontro con Panorama è nella villa con grande parco nella frazione di San Giovanni a Ceppaloni, divenuto famoso per le cene che lady Sandra organizza con piglio e mano sicura. Anche adesso che è presidente del consiglio regionale della Campania, un ruolo a cui ha dato subito la sua impronta (”gestisco la regione come casa mia, al risparmio, come mi hanno insegnato le nonne”), non rinuncia a vedere gli amici, in convivi meno affollati di quelli di un tempo. Il camino è acceso, il marito e la figlia le sono accanto. Fuori piove.
Dopo le vicissitudini giudiziarie ha cancellato qualche numero dalla rubrica?
Il tavolo in casa ora è da 25, non uno di più. Mille persone, come un tempo, non le invito, ma solo perché mi stanca. Gli anni cominciano a farsi sentire, sono 55. Quanto agli amici, i codardi si sono fatti fuori da soli. I topolini saltano quando la barca affonda. Io personalmente mi ritengo una donna forte, ma in questi due anni sono invecchiata dentro, mi fido meno, sto attenta a tutto.
Attenta a cosa?
Mi sento spiata. Le faccio un esempio: se chiamo la tintoria e mi dicono: “Signora Sandra, la roba è pronta”, io rispondo: “Quale roba? Specifichi”. E lei: “Due camicie, un pantalone…”. Lo stesso avviene con gli altri negozianti. Essere accusate ingiustamente lascia segni profondi.
Come hanno vissuto i suoi figli la vicenda giudiziaria della madre?
Come un evento traumatico.
A marzo si vota in Campania, essere rieletta presidente è difficile. Cosa vede nel suo futuro politico? Il marito suggerisce scherzando: “La ministra!”.
La ministra?
Non credo. Ma dopo aver fatto il presidente qui in Campania, tutto è possibile. So ascoltare, mediare, sopportare, portare la mia croce.
La cosa che più l’ha ferita in questi due anni?
In un clima di caccia alle streghe, persino giornalisti attenti come Mario Cervi e Nicola Porro, nel libro Sprecopoli, edito dalla Mondadori, sono caduti in errore. Hanno riportato la storiella di centinaia di ospiti in America a spese della Regione Campania, mentre la delegazione era composta da me, da
qualche consigliere e un paio di addetti. Fu una manifestazione importantissima, incontrammo tanti italoamericani, organizzammo incontri per gli imprenditori campani dai quali poi sono nate aziende e commesse per le imprese della regione. Al contrario di altri, però, Cervi e Porro almeno sono stati corretti e hanno riconosciuto che si erano sbagliati.
Essere donne in politica è un vantaggio o uno svantaggio?
Il giorno in cui sarà indifferente le donne avranno vinto la propria battaglia. Molti si aspettavano che non ce la facessi. C’è molta prevenzione, non solo nei miei confronti. Per tutte le donne c’è sempre il pregiudizio. Pensi che in consiglio regionale i primi giorni mi chiamavano “la signora”. Ora sono molto orgogliosa di essere diventata “la presidente”, per qualcuno “la signora presidente”.
Ci sono donne in politica che stima?
Il ministro Mara Carfagna (”È anche una bella donna, interviene la figlia Sasha, ndr). Ma anche Rosy Bindi, Alessandra Mussolini, Livia Turco e Stefania Prestigiacomo. Alle donne non è concesso essere sceme, però il mondo della politica è pieno di maschietti poco intelligenti. A una donna, se poi è
carina, non si perdona niente.
Una stima trasversale la sua. Chi è più in carriera tra lei e suo marito?
C’è da dire che mio marito parla di politica da quando aveva 10 anni. Ciriaco De Mita lo vide che era bambino e disse: “Questo ragazzo farà strada”. Ma io alla politica mi sono appassionata proprio. Altrimenti avrei mollato da un pezzo. Se rinasco sarò meno onesta. L’onestà quasi maniacale, la precisione oggi non pagano. Sto amministrando la mia regione come faccio a casa mia, con attenzione e senso del dovere.
Se oggi dovesse andare a cena con un nemico?
Non sento di avere nemici, ma avversari politici. E probabilmente qualcuno che non mi ha capita veramente, altrimenti non sarebbe mio nemico. Comunque lo inviterei qui.
Insomma, la passione per la cucina è sopravvissuta a tutto…
Sono una donna piena di interessi, amo la cucina, adoro collezionare angeli, corni e tante altre belle
cose, dedicarmi al giardino, ai decori, alla famiglia.
Il suo menù preferito?
La pasta della castellana: crêpe ripiene di ricotta, prosciutto cotto e basilico, tutto tagliato a tondini. Di secondo quasi sempre pesce. E infine dolcetti fatti in casa. Ho insegnato a farli anche ai miei figli maschi. Poi adoro i prodotti locali, che vanno rilanciati: il prosciutto di Pietraroja, il caciocavallo di Castelfranco, la carne del Sannio.
Si ritiene una donna fortunata?
Se per fortunata si intende essere nata sana, avere figli sani e bravi, nuore deliziose, un matrimonio che funziona bene dopo 34 anni, e una famiglia d’origine che ti appoggia sempre, allora sì, sono fortunata.
La fede l’ha aiutata nei momenti di difficoltà?
Sono cattolica praticante: la fede fa parte di me. Non potrei vivere senza.
In questi anni ha ricevuto lettere di minaccia molto pesanti. Ha mai avuto paura?
Una volta sì. Quando un camioncino mandò fuori strada la mia macchina. Gli sportelli erano bloccati e tutto
andava a fuoco. Sono viva per miracolo. Non scherzo, un miracolo.
A pranzo con Gianfranco Fini o con Silvio Berlusconi?
Con entrambi, con precedenza al presidente Berlusconi. È un gran simpatico.
E tra Giovanni Floris e Michele Santoro?
Non ho tempo di vederli.

di Romana Liuzzo

Commenti

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Il 21 Ottobre 2009 alle 15:43 enrico fumagalli ha scritto:

Già le stigmate di per se sono una bufala, coloro che venivano crocefissi con i chiodi, questo veniva infisso tra l’ulna e il radio, la mano non regge il peso del corpo, si spappola. Alla signora saranno mancate le ginocchia ma questo avviene anche se scoperti credendo ad una forte copertura. Se la “imprigionano” a Roma è niente, il grave se finisse in un vero carcere.

Il 21 Ottobre 2009 alle 16:24 indigesto ha scritto:

La mano non ha mai retto il corpo nella crocifissione. La chiodatura era un ulteriore supplizio, a sfregio, e serviva per tener spalancate le braccia affinchè sopraggiungesse la morte per soffocamento (e se dopo la morte la mano si spappolava nulla questio). Comunque spesso si ricorreva anche alla legatura del polso alla traversa. Altre volte si predisponeva anche un appoggio per i piedi anche per operarvi la chiodatura. Capitava anche che col chiodo si fermasse il polso, come dici. Ma non c’era una procedura unica. Solo il “titulum” era procedurato. Ma perchè parli sempre ex cathedra!?

Il 21 Ottobre 2009 alle 17:39 Zione ha scritto:

Anni fa in Sicilia, un mio conoscente, Ufficiale di forza pubblica, arrivando in un posto dove doveva operare, affittò una casa (villa ?) da un notabile del luogo.

Approssimandosi il freddo ebbe una telefonata dal proprietario, che si offriva di mandargli la legna per il camino e gli chiedeva se preferiva dei pezzi corti o lunghi; al che, non essendo pratico rispose : “Non lo so; penso che un pò corti e un pò lunghi, dovrebbero andare bene”.

Solo per questo, passò un mare di guai; perché qualche Orecchione in ascolto, registrò (allora erano ancora più illegalmente di oggi in agguato, perché non c’era San Silvio), e quindi un solerte P. M. accusò ambedue di traffico di armi, perché sostenne che si doveva intendere pistole e fucili, al posto di pezzi corti e pezzi lunghi.

Riuscì a venirne fuori, dopo molte vicissitudini; figuriamoci cosa gli sarebbe successo, ancora di peggio, se non fosse stato uno del mestiere; per cui si comprende la prudenza della Signora Mastella; per quanto in casi di particolare efferatezza, potrebbe anche non servire.

Il 21 Ottobre 2009 alle 18:12 enrico fumagalli ha scritto:

Il padrone di casa non sapeva che camino aveva il suo inquilino, se alto fino al soffitto oppure un caminetto. Certo che sapere la lunghezza della legna per il camino non basta essere un funzionario di polizia. Certe storie fanno pena come l’altro sopra esperto in impiccagione dove i chiodierano usati pochissmo, li legavano e basta poi quella crocifissione in particolare, non è neppure accertata, si presume come il resto se ne fa un fascio unico di diversi racconti e a questo vanno aggiunte reliquie, di sole schegge della croce sparse per il mondo ne esce una foresta.Con la croce per simbolo nasce la strategia del terrore.

Il 21 Ottobre 2009 alle 18:29 enrico fumagalli ha scritto:

Credevo gli inchiodassero i polsi per lasciare libera la mano, dato che l’agonia era lunga, se passava qualcuno che conoscevano, potevano fargli ciao con la mano libera.

Il 21 Ottobre 2009 alle 21:25 indigesto ha scritto:

Fumagalli, ma perchè fai tanto il discolo? Vengo dal post sul Papa e gli artisti, dove, chissà perchè, non riesco ad entrare. Ma com’è che ti fai censurare? L’hai sparata più grossa del solito? E su, fa il bravo (Griso o Nibbio è lo stesso) se no rischi di diventare un personaggio. E se, per caso, ne dovessi dire una giusta, nessuno la crederà! Metti pure in conto l’Inferno, se ti tocca sai quanti Papi ci troverai? E li non si gioca a tressette, te la puoi vedere brutta! Sa che rabbia per te diventare il cuoco cinese dei Papi? Giusto per il contrappasso Dantesco!

Il 21 Ottobre 2009 alle 23:27 carlo.tosi ha scritto:

C’era forse da aspettarsi qualcosa di diverso da una famiglia di mafiosi di tale genere?
C’è forse qualcuno che si stupisce e meraviglia? Questa gentaglia, per la società, è peggio del peggior cancro immaginabile. Non solo in Campania dovrebbero vietar loro la residenza, ma nell’intero sistema solare!

Il 21 Ottobre 2009 alle 23:49 enrico fumagalli ha scritto:

Con De Magistris come la mettiamo? Mastella fece cadere il governo e ora è a Bruxelles per conto del nano, Giuda stavolta i 30 denari gli sono andati storti.

Il 22 Ottobre 2009 alle 13:11 indigesto ha scritto:

E’ una mia convinzione, ma penso che questo succeda ovunque e in tutti i partiti. D’inchieste avviate ce ne sono ovunque, ma qualcuna rallenta perchè manca personale e qualcuna procede più veloce per rispettare i tempi. Di certo l’orda dei politici, fino all’ultima delegazione, non mi sembra animata da vocazione francescana, e chi parla di “passione” omette l’oggetto di tanta passione. Sono, prevalentemente, portatori di interessi personali e/o di clientela. E’ il sistema. E chi si accorge che esso è censurabile solo in certe “occasioni” o è stupido o è in malafede!

Il 22 Ottobre 2009 alle 18:37 fercas ha scritto:

Premesso che non riesco a capire il perchè “panorama” abbia tolto dalla home page questo articolo, forse il Mastella ha poteri in tal senso! Mà. Detto questo debbo convenire che certi politici hanno la faccia come il culo, scusate la parolaccia! Forse è vero che PERSONALMENTE non ha mai preso una lira ma, se si facesse come per le S.p.A. cioè quantificare i costi per risalire ai ricavi bè, se ne vedrebbero delle belle ritengo. Partiamo dalla faraonica villa con piscina,delle feste date con migliaia di peprsone, degli alloggi in Roma (a dimenticavo, questi sono stati comprati a prezzo stracciato quali donazioni statali!) il mantenimento di un partito politico! Di un giornale costoso come un campanile! (Berlusconi docent!) Mi ha fatto ridere la sua precisazioni apparsa su La Stampa circa la porche del figlio: Ha dato indietro la macchina vecchia ed il resto ha pagato in contanti! 70.000 euri!!!!! Ma il figlio, non era quello che guadagnava circa 10.000 euro all’anno quando saltò fuori la storia della sua assunzione in un determinato Ente o simile, non ricordo, due anni fa? Evidentemente il ragazzo nel frattempo ha fatto grossi sacrifici per risparmiare e comprarsi, beato lui, la porche!!! Insomma, il Mastella c’era quasi riuscito a rifarsi una verginità: Eletto alle europee grazie a Silvio (e per questo che non lo voterò più) ora alcuni magistrati si sono svegliati dal letargo (le cose duravano da secoli!) e lo stanno inchiappettando. Speriamo che ci riescono così da liberare l’Italia da certi politici!!!!! Cordialità.

Il 22 Ottobre 2009 alle 18:49 fercas ha scritto:

Dimenticavo il menù preferito dalla signora Mastella: Pasta della castellana! Pesce per secondo, caciocavallo di Castelfranco, carne del Sannio e prosciutto di Pietraroja! Come gusti niente da dire, eccellenti!! Si vede che è avezza a certi piatti e ciò dimostra che ha sempre mangiato bene!!! Complimenti.

Il 22 Ottobre 2009 alle 19:44 indigesto ha scritto:

fercas ha fatto, a prima vista, delle considerazioni giustissime! Ma i Mastella stanno nel mucchio e poichè le responsabilità penali sono personali, vediamo nel seguito come verranno distinte le une dalle altre. Capisco che sono i nomi più in vista, ma questo non significa che siano colpevoli, in toto o in parte, dei misfatti che loro si addebitano, solo a fronte di un semplice avviso di garanzia o di un provvedimento inusuale di “confino”. Se si ha fiducia nelle Magistratura bisogna averne fino in fondo! Le altre osservazioni a corollario sono un pò anch’esse umorali. I Mastella se la son vista brutta al tempo della carcerazione preventiva della Signora, e sembrava tutto chetato; con quelle premesse mi riesce difficile pensare che si continui a “delinquere” o che, almeno, non ci si interroghi su qualche errore fatto, cercando di porvi, in qualche modo, rimedio. Mastella ha un buon seguito elettorale e, per come funzionano tutti i Partiti,e conto delle prorie scelte ai propri elettori, occorre pur darne. Non farei troppe corse in avanti, suggestionato dalla parte plateale dei provvedimenti, che saranno stati presi anche in un’ottica giusta, ma non per questo sono già sentenze! Su questo dovremmo avere un buona esperienza. Quanto al tenore di vita, non farei conti nelle tasche di nessuno, poichè bastano due posizione di vertice, in famiglia, per cavarsela con le sole retribuzioni: Non vengono pagati con noccioline, ma con i nostri soldoni! E si assiste a cambiamenti del tenore di vita anvhe con cariche di gran lunga inferiori! L’orda dei politici, e affini, da noi è più nutrita che altrove!

Il 22 Ottobre 2009 alle 20:55 enrico fumagalli ha scritto:

fercas, mi rallegro per il fatto che stai capendo qualcosa. Non so se hai sentito Colombo, quello del pool di mani pulite in un recente sevizio. Disse che diverse loro inchieste incocciarono in importanti politici e da Milano dovevano essere trasmesse a Roma, dove regolarmente se ne perdevano le tracce. Sconsolato aggiunge: Se le avessimo portate avanti noi, tangentopoli scoppiava 10 anni prima. Colombo è in pensione e non fa politica.

Il 23 Ottobre 2009 alle 8:29 Zione ha scritto:

Fumacavoli, guarda bene che i tuoi falsi idoli, invece della “posta ordinaria”, avrebbero dovuto inviare le loro inchieste (o persecuzioni ?) per “Raccomandata con ricevuta di ritorno”, così le tracce non si sarebbero perse e in tale caso, avrebbero potuto e DOVUTO giustamente incazzarsi; invece di starsene tranquilli e pensare di perseguire solo ed esclusivamente i loro subdoli interessi di Partito, mandando al Macero anche tanta gente Innocente.

Persone tirate a volte pretestuosamente nel loro Infernale crogiuolo e allegramente Macellate; evidentemente la Ria Casta pensò a serbare le energie per il sempre Agognato Sogno, rimastole ancora nella strozza; quello di mettere ai topi il Grande Presidente del Consiglio, che è tuttora gagliardamente al timone della Nazione; alla facciaccia sporca di chi disse : “Io a quello lo sfascio!”; il villico Petrus e i suoi degni Compari rossotogati.

Il 2 Novembre 2009 alle 12:26 fercas ha scritto:

Fumagalli non ti rallegare se capisco o non capisco! Sono uso dire le cose secondo mia convinzione e non secondo terzi! Caro indigesto le osservazioni che ho fatto sono giuste e non a prima vista! Ricordati che Mastella, quale ministro della giustizia, riuscì a far evocare due inchieste che lo riguardavano unitamente a suoi compari! E non tirarmi fuori lo stupido art. 27 della Costituzione per favore!!! Cordialità.

Il 2 Novembre 2009 alle 12:28 fercas ha scritto:

Speriamo che i coniugi Mastella, unitamente ai consuoceri ed ai cognati, vengano presto inchiappettati! Visto che sono anni che la magistratura napoletana dorme sonni tranquilli!!! Cordialità.

Il 2 Novembre 2009 alle 15:18 enrico fumagalli ha scritto:

L’Unto, contrariamente al parere dei suoi collaboratori, si dette alla politica dicendo che se non lo faceva lo rovinavano, era caduto il suo protettore, Certo Craxi che gli permise tutto, anche di indebitarsi di 4 mila miliardi che guarda caso sparirono poco dopo. Quello non voleva salvare l’Italia ma il suo culo, troppe delle sue malefatte erano state sanate corrompendo Gurdie di Finanza e insabbiamenti di inchieste che poi alcune vennereo alla luce dopo ma non tutte, le sue “persecuzioni” sono la punta dell’iceberg Mediaset è tutta una fogna e Murdoc quando ci mise naso, ne sentì il puzzo e non ne volle sapere, come pure Di Pietro che gli fu offerto il Ministero della Giustizia, che ingrato fu.

Il 3 Novembre 2009 alle 22:50 Zione ha scritto:

HENRY, MA QUANDO LA FINIRAI DI PROFFERIRE SCEMENZE ???

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