Inchiesta Arpac, le verità dei Mastella: abbiamo le mani pulite

La conferenza stampa di Clemente Mastella, nella sede Udeur di Napoli

La conferenza stampa di Clemente Mastella, nella sede Udeur di Napoli

Lei sulla moderna bacheca di Facebook, lui con una più “classica” conferenza stampa, convocata a Napoli. È il giorno della difesa per i coniugi Mastella, dopo le ultime vicende giudiziarie legate all’inchiesta sull’Arpac.

E tocca a Clemente, l’ex Guardasigilli, passare al contrattacco. L’asso nella manica per uscire dall’ultima bufera giudiziaria che lo ha travolto, l’eurodeputato Mastella lo tira fuori al termine di una concitata conferenza stampa: “Farò come San Clemente” dice ai giornalisti dopo quasi un’ora in cui ha respinto con decisione le accuse che gli vengono mosse dalla procura partenopea. “San Clemente è il santo al quale nell’iconografia religiosa mettevano una corda al collo agganciata ad una pietra e lo buttavano in acqua per farlo morire. Ma lui riemergeva ogni a volta e così farò anch’io, perchè sono una persona seria, pulita e perbene”.

Tre aggettivi: serio, pulito e perbene,  sono ricorsi più spesso nei 50 minuti di un’affollata conferenza in cui Mastella ha professato la sua verità dei fatti: una difesa appassionata di sé, della sua famiglia e del partito, attento però a non attaccare frontalmente i magistrati.
“Non ho mai preso una lira in vita mia” ha esordito “sono una persona perbene. Chi si attende da me oggi una dichiarazione di guerra contro la magistratura sbaglia perchè non è nel mio stile. Io e la mia famiglia abbiamo le mani pulite, pulitissime“. Attorno a lui ci sono gli esponenti dell’Udeur campano. Circola la voce che potrebbe mollare. Per loro la smentita del leader suona come una liberazione: “Mi difenderò e nessuno può immaginare che lasci la politica. Già una volta ho lasciato da ministro della Giustizia con un gesto che non ha precedenti nella storia della Repubblica”.

E dunque avanti perché “ho la coscienza serena, la fronte alta e la dignità per proseguire rispetto alle 100mila e passa persone che mi hanno votato e per affrontare il giudizio del tribunale con serenità e determinazione anche se mi hanno dipinto come un Provenzano campano”. “Una cosa è certa” ha proseguito “non posso accettare l’idea di essere a capo di un partito di persone poco perbene, o peggio di una cupola”.
Promette, Mastella, di portare in tribunale le persone che ha raccomandato: “Tutta povera gente. Rivendico di essere nato nel Mezzogiorno dove il bisogno è più marcato. Ma mi sono mosso sempre nella legalità e comunque vedo che ho raccomandato meno degli amici dell’Idv”.

Ma è sull’accusa più infamante, quella dei rapporti tra l’Udeur e i clan, che il leader di Ceppaloni si infervora: “Ho combattuto la criminalità - ha ricordato - e da ministro mi sono impegnato per il 41 bis. Alle Regionali del Lazio ho escluso dalle liste una persona e per questo sono stato condannato in sede civile. Non posso sapere di tutti ma se c’è qualcuno che ha sbagliato ne risponderà personalmente e dovrà farsi da parte”.
E ricorre al paradosso per smontare la tesi della Porsche regalata al figlio da un venditore imparentato con un boss del Casertano: “Sì sono andato io a parlare col boss e gli ho detto: sa, siccome sono un ministro della Giustizia un pò superficiale mi regalerebbe la macchina? E lui me l’ha regalata…”. Poi un retroscena: “Ho saputo di quello che stava per succedermi da un giornalista che mi ha chiamato pensando di parlare col mio avvocato”.

Una difesa alla quale fa eco anche la presa di posizione della moglie Sandra: “Mai gestito appalti” scrive su Facebook, l’unico canale aperto sul quale intende dialogare.
Un canale dove la presidente del Consiglio regionale campano ha postato la sua lettera ai concittadini e da dove intendere rispondere a chi - e sono tantissimi - le ha manifestato affetto e solidarietà: una vera e propria valanga di messaggi che per tutto il giorno continuano a giungere sulla sua bacheca. Tutti le rivolgono parole di stima, di apprezzamento e di incoraggiamento. Per parlare con tutti, Sandra Lonardo ha messo in bacheca un messaggio che appare in apertura del suo ‘profilò. “Grazie per i commenti che state lasciando sulla bacheca” scrive “Vi sono grata per l’affetto che mi state dimostrando. Con l’aiuto del Signore, troverò il bandolo della matassa. Cerco di contrastare un effetto mediatico distorto, vogliono farci passare per quelli che gestiscono chissà quali appalti, Mai gestito appalti, Mai preso una lira da nessuno!!!!! Mai condizionato nessuno“.

Il VIDEO con uno spezzone della conferenza stampa di  Mastella:

Commenti

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Il 23 Ottobre 2009 alle 20:18 indigesto ha scritto:

Che qualcuno in Italia non ha mai sentito parlare di raccomandazioni? Ma fatemi il favore! Sui Processi alcun dubbio! Ovviamente occorreranno tre gradi di giudizio!

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