Niente ronde, siam Padani

Le "ronde rosa" organizzate da La Destra lo scorso febbraio - Roberto Montado Lapresse

Le "ronde rosa" organizzate da La Destra lo scorso febbraio - Roberto Montado Lapresse

Né baluardo a difesa dei cittadini né pericolo per la democrazia. Le “ronde”, per ora, sono un flop. Specialmente nelle terre della Lega, il partito che più di tutti le ha difese e volute. A più di due mesi dall’entrata in vigore del decreto attuativo - 8 agosto 2009 - che detta le regole per la formazione delle pattuglie di volontari per la sicurezza, sono pochissime le associazioni che hanno fatto richiesta nelle Prefetture per mettersi a disposizione dei Comuni.

A Milano, nella capitale del nord in cui due anni fa i cittadini scendevano in piazza a manifestare per la sicurezza, ha fatto richiesta solo l’Associazione poliziotti italiani, un gruppo di ex appartenenti alla Polizia in congedo che da oltre un anno già pattuglia, senza armi, le periferie e dalla scorsa estate presidia nelle ore serali anche le metropolitana.
I “City angels” non hanno fatto richiesta perché “associazione solidale di volontari di strada d’emergenza”.
Analoga la situazione nelle altre città di Lombardia e Veneto:
alla prefettura di Treviso è arrivata una richiesta dal Comune di Oderzo. L’associazione si chiamerà Osservatori volontari opitergini e la presiederà Daniele Pellicciardi, il figlio dei coniugi uccisi nel massacro di Gorgo al Monticano nell’estate del 2007. A Bolzano si iscriveranno nei prossimi giorni i “Rangers Bolzano” di Paolo Dall’Angelo.
E oltre? Niente a Vicenza, né a Venezia, zero a Torino. Registri delle Prefetture desolatamente vuoti a Padova, Bergamo, Sondrio, Rovigo, Trento, persino nella Varese del ministro Maroni ancora niente.

E allora? Tanto rumore per nulla? Sono bastati i primi freddi a smontare la voglia di pattugliare le strade di notte? Un momento.
Ci sono alcune precisazioni da fare
: innanzitutto le associazioni hanno sei mesi di tempo per iscriversi nelle prefetture e venire accettate dai Comuni.
L’iter burocratico non è semplice e le limitazioni restrittive introdotte dal ministro Maroni hanno raffreddato molti entusiasmi e, per fortuna, anche qualche testa calda: niente divise riconducibili a organizzazioni politiche, niente interventi diretti ma segnalazioni alle forze dell’ordine. Obbligo di
presentare un certificato medico dell’Usl di buona salute fisica e mentale. Obbligo di indossare una pettorina gialla. Nessun compenso economico.

Precisazioni doverose che (come previsto proprio dal titolare del Viminale) hanno fatto sciogliere come neve al sole le varie “Ronde nere della Guardia Nazionale Italiana”, i “Blue berets” (attivi a Milano a luglio), ronde padane, ronde “rosse proletarie” (ricordate gli scontri di Massa a luglio?) e con esse i timori di chi gridava alle squadracce e alle bande armate.

Inoltre le norme del Viminale permettono alle associazioni di volontari già presenti sul territorio, nate prima dell’8 agosto scorso, di continuare a svolgere il loro lavoro fino al prossimo febbraio, quindi le tante associazioni sorte in Comuni del nord-est hanno preferito aspettare e verificare se è il caso di “mettersi in regola”.

Intanto in altri Comuni il tema sicurezza continua a essere molto sentito dai cittadini e vengono varate iniziative alternative alle ronde: a Reggio Emilia ad esempio sono stati varati i “patti con la cittadinanza” per il controllo di alcuni quartieri; a Genova nei carrugi del centro storico in cui le prostitute attendono i clienti, sono loro stesse riunite nel comitato per i diritti civili “Le graziose” a collaborare con il Comune per segnalare episodi di degrado e gli interventi necessari.

Commenti

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Il 22 Ottobre 2009 alle 17:24 un flop… – Diary ha scritto:

[...] – sia detto papale papale – l’idea era una emerita cagata: senza un’arma, senza un distintivo, senza manco un rimborso spese [...]

Il 23 Ottobre 2009 alle 8:17 Ronde: storia di un flop non annunciato | Video Folli ha scritto:

[...] dev’essere andato storto per davvero, se perfino il berlusconiano Panorama titola “Niente ronde, siamo padani” e parla esplicitamente di “flop”. E dire che solo qualche mese fa, il dibattito [...]

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