
“La gatta frettolosa fa i gattini ciechi”, dice un vecchio adagio. E forse dalle parti di Repubblica e del Corriere avrebbero dovuto dar maggiore retta alla saggezza degli antichi, prima di gridare alla censura per il gruppo d’odio contro il premier nato su Facebook, “Uccidiamo Berlusconi”.
“Facebook oscura il gruppo Uccidiamo Berlusconi”, ha titolato stamattina la versione online del quotidiano di Ezio Mauro: una notizia di poche righe che si concludeva con “L’azienda di Palo Alto ha quindi risposto subito agli inviti del Governo”, riferendosi alla promessa del ministro Maroni di far chiudere il gruppo.
Salvo poi essere costretti, come anche il Corriere (il cui contenuto originale del pezzo può essere desunto dall’url con le parole “oscurato gruppo minacce Berlusconi”) a un rapido dietro front. Che tuttavia non ha impedito lo sbugiardamento da parte del webobserver Alessio Jacona, che definisce l’accaduto “un errore da dilettanti” e “una collossale cantonata”.
Il “bello della diretta”, si diceva negli anni passati, per giustificare papere o disguidi in tv. Il bello di un giornale on line, si direbbe oggi: inseguire le news in tempo reale e vedersi costretti a continue correzioni di rotta (tanto è vero che ora il titolo dell’articolo aggiornato, ma con la url originale, recita: “Uccidiamo Berlusconi” su Facebook pagina non sparita, ha cambiato nome).
Insomma, altro che censura: il gruppo ancora esiste e raccoglie 23mila utenti sotto un altro nome (”Berlusconi, ora che abbiamo la tua attenzione…RISPONDI ALLE NOSTRE DOMANDE”), forse per mascherare la gravità dei messaggi contenuti.
Le reazioni su Facebook
Panorama.it ha invece scelto di chiedere ai propri lettori, sulla fanpage su Facebook, di dare la loro opinione. Eccone alcune fra le più interessanti:
La mia lettura di simile episodi sta sì in un governo forte, ma sopratutto in una opposizione vuota che non è capace di raccogliere nel solco della correttezza del dibattito politico (anche duro) il dissenso di una parte dell’elettorato, le cui frange più estreme cercano di risolversi in manifestazioni di eccesso e violenza. Ed è questo il clima in cui nascono le forme più violente di attacco allo Stato, alle Istituzioni e quindi al Paese e alla sua Democrazia.
Raimondo Polidoro
Buona fede o no, si usano termini davvero gravi e pericolosi e vanno fermati. Senza drammi eccessivi. Vanno comunque fermati. Si sta creando un clima di odio pesante. Non si può continuare così.
Maria Meli
Il problema è che certa sinistra e certa stampa di sinistra piano piano stanno montando un clima d’odio, e i ragazzi che alla fine sono i piu influenzabili fanno certi link. Stiamo attenti: non sono ragazzate ma qualcosa di piu serio e profondo, e che alla fine puo dare nuova linfa a movimenti eversivi.
Ernesto Sanzillo
Questo è il risultato dell’istigazione che fomenta odio e invidia, demonizzando l’avversario e mettendolo alla gogna pubblica. E trova terreno fertile sui frustrati e sugli idioti! Che a loro volta aprofittando della libertà di pensiero abusano… della rete Internet promuovendosi. Ledendo e penalizzando la libertà altrui, peggio della mafia. L’inneggiamento all’odio e a sopprimere chichessia va sempre condannato.
Tullio Tedisco
“Approfittando della libertà di pensiero”, “abusano della rete Internet”… Forse è proprio questo il punto. Quindi rilanciamo la domanda: fino a dove ci si può spingere con la libertà di parola su Internet?
- Venerdì 23 Ottobre 2009
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Commenti
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Il 23 Ottobre 2009 alle 14:55 jane55 ha scritto:
E’ grave gravissimo che vengano fatte certe minacce usando internet o qualsiasi altro mezzo, se si ha qualcosa da dire si usino sempre, dico sempre, toni civili, la politica e’ bella perche’ deve permettere il confronto e il dialogo in modo civile e democratico.Gli insulti e ancora peggio le minacce sono stupidi e insensati, e certi siti andrebbero oscurati e basta, non e’ questione di censura ma di decenza…….
Il 23 Ottobre 2009 alle 15:51 indigesto ha scritto:
Jane55, c’è da pensare che se qualcuno di questi sciagurati abbia in mente di farlo per davvero è anche perchè spera di cavarsela con un paio d’anni, e poi trovarsi in corsa per uno scanno in Parlamento!
Il 23 Ottobre 2009 alle 19:02 “Uccidiamo Berlusconi”, la fretta di Internet e le reazioni su … | Politica Oggi ha scritto:
[...] Continua Articolo Originale: “Uccidiamo Berlusconi”, la fretta di Internet e le reazioni su … [...]
Il 25 Ottobre 2009 alle 15:00 nicksergio ha scritto:
Premessa:il titolo è inaccettabile ,ma non ho mai letto i contenuti e quindi non sò se di stupida golardia si tratta o di qualcosa di più grave….E’ ovvio che internet non autorizza a scrivere qualsiasi cosa passi per testa e che purtroppo l’ignoranza assoluta della netiquette porta a leggere cose inammissibili.E’ altrettanto ovvio che parlare di indagini sui 20000 imbecilli che l’hanno frequentato è altrettanto inammissibile…in un paese dove a Bossi è stato permesso il vilipendio della bandiera dicendo che rientrava dei diritti d’opinione…sull’odio politico trovo che le accuse di essere i fomentatori di questo stato raccapricciante di tenzone politica vada riservato principalmente ai vari Ghedini,Brunetta ecc.,specialisti nell’interrompere i contendenti in un qualsiasi dibattito televisivo,anche se Di Pietro ha fatto di tutto per adeguarsi al tono
Il 26 Ottobre 2009 alle 16:27 I fans scaricano Marrazzo: su Facebook spunta il gruppo “Uccidiamolo” - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] non poteva mancare, dopo il gruppo “Uccidiamo Berlusconi”, finito nel mirino della magistratura, il suo omologo “Uccidiamo Marrazzo“, con una quindicina di membri. Quest’ultimo [...]
Il 18 Dicembre 2009 alle 18:44 On e off line: vale la stessa norma. “Perché Facebook è lo specchio della società” - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] per capire il fenomeno dei gruppi pro Tartaglia e della campagna di odio verso il premier, comparsi sui social network, e le reazioni della classe politica, che ha proposto norme più stringenti sul web. Professore, [...]
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