Bus, piste ciclabili, raccolta differenziata e Ztl fermi ai parametri dello scorso anno. L’Italia del rispetto dell’ambiente e della qualità della vita cittadina si è bloccata. E stenta a ripartire. Almeno secondo i dati della XVI edizione di Ecosistema Urbano, il rapporto annuale (qui i documenti) di Legambiente, Sole 24 Ore e Ambiente Italia, che denuncia nel 2009 una brusca battuta d’arresto nelle politiche per la sostenibilità urbana.
“È un’Italia più tartaruga che lepre quella delle città italiane, dove si registra una scarsa agilità nello sfruttare le opportunità , anche economiche, offerte da una più attenta e lungimirante gestione dei rifiuti, della mobilità , dell’energia”, scrive Legambiente.
E i dati parlano chiaro: il trasporto pubblico, per esempio, non riesce ad attrarre ulteriori utenti, tanto che nei capoluoghi si fa in media solo un viaggio e mezzo a settimana su autobus, tram e metropolitane, mentre le isole pedonali sono rimaste immutate dal 2008 (0,35 mq per abitante) e le zone a traffico limitato sono addirittura state rimpicciolite (da 2,38 mq per abitante dello scorso anno ai 2,08 attuali). Il parametro migliore? Quello della raccolta differenziata, che sale del 2,79% , anche se la media italiana rimane bassa, al 27,19%, lontano dal 50% che andrebbe assicurato entro il 2009.
Le città più verdi: Verbania, Belluno, Parma, Bolzano e Siena, che occupano i primi cinque posti della classifica. Le peggiori, in fondo alla graduatoria, Catania, Crotone, Agrigento, Frosinone e Caltanissetta. La ricerca, insomma, vede primeggiare ancora una volta solo i comuni del Centro Nord, mentre il Meridione resta ancora indietro. Eppure qualche municipio sotto la capitale inizia a muoversi - quattro le città tra i primi 42 comuni, Salerno (34), Campobasso (39), Potenza (40) e Matera (42) -, ma in generale il fondo della graduatoria rimane monopolio del Mezzogiorno, con qualche new entry negativa anche dal Nord, come la lombarda Como (86) e Imperia (87). La maglia nera va alla Sicilia: tutti e nove i capoluoghi di provincia sono piazzati in fondo.
Tra i capoluoghi di provincia, Legambiente ha distinto le città in lepre, formica e gazzella. Tra le lepri compaiono Verbania e Novara che, con percentuali di raccolta differenziata superiori al 70%, hanno già raggiunto con netto anticipo l’obiettivo del 65% fissato per il 2012 dal decreto sul recupero dei rifiuti. A questa coppia si aggiungerà Salerno, che lanciando il porta a porta è riuscita a inaugurare una gestione della spazzatura efficace e sostenibile. Le formiche? Siena, soprattutto, ma anche Mantova, Pisa, Verbania e Firenze che hanno saputo costruire negli anni estese Ztl, mentre è tra Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte che si è sviluppata meglio una mobilità ciclistica. L’altra faccia dell’Italia è quella delle tartarughe: quattro città siciliane, Messina, Catania, Palermo ed Enna che raccolgono in maniera differenziata un decimo di quello che dovrebbero.
E nel Sud non mancano neanche le cicale, che annunciano interventi antitraffico, ma hanno un trasporto pubblico, denuncia Legambiente, praticamente inesistente, come Vibo Valentia, Crotone e Latina, o piste ciclabili ridotte all’osso come a Napoli e Potenza.
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- Martedì 27 Ottobre 2009
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