
Francesco Rutelli alla presentazione del suo nuovo libro La svolta
“Figurarsi se un tema serio come le alleanze e i rapporti con i partiti, come l’Udc, si può liquidare con i giochini che servono a Vespa per lanciare i suoi libri…”. Così il presidente del Copasir Francesco Rutelli, conversando con i suoi collaboratori, commenta in serata le anticipazioni dell’ultimo libro di Bruno Vespa: Donne di cuori - Duemila anni di amore e potere da Cleopatra a Carla Bruni, da Giulio Cesare a Berlusconi, in uscita da Rai Eri Mondadori il 6 novembre prossimo.
Questa la nota Ansa delle 18,55 del 26 ottobre.
E pochi minuti prima, alle 18,27, una nota dell’ufficio stampa di Rutelli, precisava che le dichiarazioni diffuse a margine della presentazione del volume di Bruno Vespa non sono state affatto rilasciate domenica, giorno delle primarie del Pd, “ma risalgano a una conversazione di alcune settimane fa, in vista del libro non ancora pubblicato del conduttore di Porta a porta. La loro divulgazione nella data di oggi potrebbe, dunque, trarre in inganno, poiché le anticipazioni riferiscono solo parzialmente le opinioni di Rutelli che si esprimerà sulle primarie del Pd e sui propri orientamenti in occasione della presentazione del suo libro, La svolta. Lettera a un partito mai nato (dal 30 settembre in libreria), domani a Milano“.
Eppure, che l’ex leader Dl e i suoi seguaci abbiano la valigia pronta in vista di una separazione (consensuale?) dai destini del Pd nell’era di Pierluigi Bersani si parla da mesi. Ricordate? Anche il premier Silvio Berlusconi, alla vigilia delle Europee di giugno, lo aveva previsto e si beccò il titolo di disinformatore.
Insomma, Rutelli rivendica - legittimamente - la primazia delle proprie dichiarazioni. Quindi? È bastato aspettare 24 ore per sentire, dalla bocca dell’ex presidente della Margherita, il chiarimento sul modo fallimentare in cui il partito “mai nato” ha svolto il proprio ruolo di ponte tra la sinistra e l’elettorato moderato. E il chiarimento è arrivato.
A Milano, appunto. Dove, infatti, Rutelli - attorniato da Massimo Cacciari, Lorenzo Dellai, Francesco Micheli - non dice in modo diretto “me ne vado”. Ma di fatto ha strappato. Manca l’ufficializzazione, ma probabilmente non c’è bisogno, perché le parole di uno dei fondatori del Pd non lasciano margini di dubbio: “Occorre iniziare un percorso diverso, con persone diverse. Davanti a noi c’è un altro tragitto“. E, si capisce, un altro partito. Dunque il Pd fara a meno di lui, e viceversa. Per il presidente del Copasir si apre la strada di un raccordo con Casini (proprio come anticipato dal libro di Vespa), e forse con quell’aggregato centrista (”L’Italia operosa”, la chiama Rutelli) che sogna Luca Cordero di Montezemolo. Un nuovo partito che non può essere il Pd che, con l’elezione di Bersani, “ripropone strade del passato”.
Un nuovo percorso, dunque. Perché l’orizzonte di oggi, ragiona Rutelli, non autorizza speranze. “Il centrodestra è diventato destra e il centrosinistra con il Pd, alleato con l’Idv, ripercorre strade del passato. C’è poi la Lega al nord ed è prossima la nascita di un partito del Sud, un cambiamento dello scenario politico italiano di fronte al quale un centrosinistra non avrebbe parole da spendere e finirebbe in minoranza”. Il paese rischia “una rottura nel pieno di una crisi ormai sociale, una crisi profonda e una risposta della politica che si limita a dire ‘c’è una destra e c’è un centrosinistra che ripercorre strade del passato’ sarebbe un errore”.
Vespa o non Vespa, libro o non libro: il dado è tratto. E a nulla valgono gli inviti di un suo ex compagno di partito come Beppe Fioroni. Proprio riguardo alle “uscite” dal partito, secondo l’ex ministro dell’Istruzione, ospite questa mattina a Canale 5 alla Telefonata, il compito di Pierluigi Bersani è ripartire dalle differenze che si sono manifestate nel corso della campagna elettorale. Al nuovo segretario tocca “ricostruire un comune sentire, in modo che le differenze non vengano festeggiate come qualcosa che se ne deve andare ma come una straordinaria opportunità per rappresentare la società . Se Bersani riuscirà a fare questo non credo ci saranno liste di 10-15 o 20″.
I numeri a cui si riferisce l’ex coordinatore del Pd, sarebbero quelli relativi agli esponenti del partito pronti ad uscire insieme a Francesco Rutelli
Perché l’interrogativo ora, nel Pd, è questo. Quanti si accoderanno alla scelta rutelliana (il Corriere ha già fatto la conta: una squadra da 25, tra deputati e senatori, capace di formare un nuovo gruppo parlamentare e comprendente la folta pattuglia teodem: dalla Binetti, a Lusi tesoriere della Margherita; da Sarubbi a Gustavino) per formare un “Kadima italiano” o “Grande Centro”, che dir si voglia.
- Martedì 27 Ottobre 2009
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Il 29 Ottobre 2009 alle 18:05 L’Udc sogna un nuovo partito con Rutelli. Ma per le regionali è indecisa: Pdl o Pd? - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] della politica italiana, è tornata alla ribalta in queste settimane. Francesco Rutelli, in uscita dalla casa del Pd, vorrebbe sposarla, ma ancora non può. Il Pd e il Pdl se la contendono da mesi, ma lei ancora non [...]
Il 4 Dicembre 2009 alle 16:36 Il No B Day di Adinolfi: “Di Pietro ci mette il cappello, la caserma del Pd tentenna” - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] morire in battaglia. Lei proviene dall’area cattolica del centrosinistra. Cosa pensa di Francesco Rutelli (ex Pd) e del suo nuovo partito Alleanza per l’Italia? La mia grande ambizione era quella di [...]
Il 6 Settembre 2010 alle 18:53 Il doppio gioco di Fini non piace neanche ai “futuri” alleati - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] (nel 2001), che ha contribuito a fondare il secondo partito in Italia (il Pd) per poi uscirne (dichiarando che era un “partito mai nato”) e fondare un altro partitino che viaggia [...]
Il 29 Settembre 2010 alle 10:21 Berlusconi al voto di fiducia: le prospettive - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] e Udc), che però si stanno sfasciando a causa della litigiosità interna. E da un anno (da quando Rutelli abbandonò il Pd) abbiamo assistito alla moltiplicazione dei gruppi parlamentari - l’ultimo è Popolari per [...]
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