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Mariastella Gelmini prosegue dritta per la sua strada, con il beneplacito del Consiglio dei Ministri. È stato infatti approvato il “famigerato” (per gli studenti) disegno di legge per la riforma dell’università.“Si tratta di un provvedimento incisivo ed organico, che interviene sui nodi cruciali del sistema”: si legge in un comunicato dell’organo collegiale; “l’accentuazione dell’autonomia responsabile degli Atenei; strutture di governo e di organizzazione più snelle; meccanismi di finanziamento basati sul merito e sulle valutazioni; nuove norme sul reclutamento dei docenti e relativi diritti e doveri”.
Ecco per punti “gli interventi sui nodi cruciali”.
Scatti di stipendio solo a prof virtuosi
Gli scatti di stipendio andranno solo ai “professori migliori“. Il ddl rafforza le misure annunciate nel decreto 180 in tema di valutazione dell’attività di ricerca dei docenti. In caso di valutazione negativa, spiegano dal ministero, “si perde lo scatto di stipendio e non si può partecipare come commissari ai concorsi”. Possibilità di 5 anni di aspettativa per andare nel privato senza perdere il posto.
Per i prof la valutazione è degli studenti
Gli studenti valuteranno i professori e questo giudizio sarà determinante per l’attribuzione dei fondi alle università da parte del ministero. I docenti avranno l’obbligo di certificare la loro presenza a lezione. Viene, inoltre, stabilito un riferimento uniforme per l’impegno dei professori a tempo pieno: 1.500 ore annue di cui almeno 350 destinate ad attività di docenza e servizio per gli studenti.
Codice etico
È prevista l’adozione di un “codice etico” che al momento non esiste, con regole per garantire trasparenza nelle assunzioni e nell’amministrazione. Il fine è evitare incompatibilità, conflitti di interessi legati a parentele. Alle università che assumeranno o gestiranno le risorse in maniera non trasparente saranno ridotti i finanziamenti del ministero.
Commissariamento per atenei in rosso
Commissariamento e tolleranza zero per gli atenei in dissesto finanziario. Il ddl di riforma dell’università varato dal Cdm prevede l’introduzione della contabilità economico-patrimoniale uniforme, secondo criteri nazionali concordati tra ministero dell’Istruzione e Tesoro: i bilanci dovranno rispondere a criteri di maggiore trasparenza. Debiti e crediti saranno resi più chiari.
Rettori a tempo
Il limite massimo di durata per un rettore è previsto in 8 anni, compresi quelli già trascorsi prima della riforma.
Spazio ai giovani ricercatori
Si prevedono contratti a tempo determinato di 6 anni (3+3), al termine dei quali se il ricercatore sarà ritenuto valido dall’ateneo sarà confermato a tempo indeterminato come associato. Il provvedimento abbassa l’età in cui si entra in ruolo da 36 a 30 anni con uno stipendio che passa da 1.300 a 2.100 euro. Tra le novità l’aumento degli importi degli assegni di ricerca e l’abolizione delle borse post-dottorali.
Funzioni nettamente distinte tra senato e cda
Il Senato accademico avanzerà proposte di carattere scientifico, ma sarà il Cda ad avere la responsabilità chiara di spese e assunzioni, anche delle sedi distaccate. Il Cda non sarà elettivo, avrà il 40% di membri esterni e anche il presidente potrà essere esterno. Prevista una presenza qualificata di studenti negli organi di governo. La riforma della governance prevede, inoltre, la figura di un direttore generale, un vero e proprio manager di ateneo, al posto dell’attuale direttore amministrativo.
Fusioni e riduzione dei settori disciplinari
Ci sarà la possibilità di unire o federare università vicine per abbattere costi e aumentare la qualità di didattica e ricerca.
Saranno ridotti i settori scientifico-disciplinari dagli attuali 370 alla metà (consistenza minima di 50 ordinari per settore) per evitare che si formino micro-settori che danno troppo potere a cordate ristrette. Riduzione delle facoltà che potranno essere al massimo 12 per ateneo.
Abilitazione nazionale
Il ddl introduce l’abilitazione nazionale per l’accesso di associati e ordinari. L’abilitazione è attribuita da una commissione nazionale (anche con membri stranieri) sulla base di specifici parametri di qualità. I posti saranno poi attribuiti a seguito di procedure pubbliche di selezione bandite dalle singole università.
Aiuti a studenti meritevoli
È prevista la delega al governo per riformare la legge 390/1991 (qui in pdf), in accordo con le Regioni. L’obiettivo è quello di spostare il sostegno direttamente agli studenti. Sarà costituito un fondo nazionale per il merito al fine di erogare borse di studio e di gestire, con tassi bassissimi, i prestiti d’onore.
Il ministro dell’Istruzione parla della riforma universitaria come di “un provvedimento corposo che vuole affrontare in maniera seria e coraggiosa i problemi dell’università italiana, per dare maggiore peso a un’istituzione fondamentale del Paese e anche rispondere alla crisi”. “Dopo tanti anni c’era bisogno di un ammodernamento”, ha continuato la Gelmini, sottolineando che tra le novità della riforma le più importanti sono gli aiuti al diritto allo studio e il reclutamento di docenti e ricercatori.
La protesta degli studenti
Ma proprio chi ha diritto allo studio, gli studenti, rimanda al mittente la premura nei suoi confronti. L’Unione degli Universitari come azione di protesta ha deciso di “rapire simbolicamente” Mariastella.
“Con questa iniziativa - è detto in una nota - non è nostro intento offendere nessuno o inneggiare alla violenza, stiamo solo usando uno strumento libero, utilizzato sin dai tempi dei romani, la satira. Chi fa le riforme continua a non ascoltare chi le subisce, infatti non c’è stato alcun tavolo di discussione con gli studenti sui temi della governance e del diritto allo studio”.
Nel rapimento simbolico della Gelmini l’Udu chiede come riscatto 2 milioni di euro da consegnare all’università italiana e il ritiro del disegno di legge.
Ecco il VIDEO de “Il ratto della Gelmini” da YouTube:
- Mercoledì 28 Ottobre 2009

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Il 14 Luglio 2010 alle 18:30 Notizie dai blog su “La mia università? Su YouTube” ha scritto:
[...] Coraggiosa e meritocratica: l’università della Gelmini. “Rapita” dagli studenti Mariastella Gelmini (Foto: LaPresse) Mariastella Gelmini prosegue dritta per la sua strada, con il beneplacito del Consiglio dei Ministri. È stato infatti approvato il “famigerato” (per gli studenti) disegno di legge per la riforma dell’università . blog: canale italia | leggi l’articolo [...]
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