
- Una manifestazione antirazzista a Roma
Eccolo, puntuale come ogni anno, il Dossier Statistico Immigrazione 2009, realizzato dalla Caritas-Migrantes. Giunto alla sua 19ma edizione.
Cinquanta capitoli, corredati da un video di Giuseppe Rogolino realizzato da RaiNews24 , dedicati all’immigrazione in Italia (con un’analisi approfondita per ogni Regione) e ai fenomeni migratori a livello internazionale, soprattutto dall’Africa. Sotto la lente degli analizzatori la storia e i fattori culturali e religiosi delle singole collettività immigrate, gli aspetti socio-economici e le recenti modifiche normative.
I numeri
Dei 38 milioni di cittadini stranieri nell’Unione Europea, oltre 4 milioni si trovano in Italia, che occupa il terzo posto nella graduatoria dopo Germania (7 milioni) e Spagna (oltre 5 milioni). Tra le presenze di stranieri residenti in Italia si devono inoltre sommare le 440.000 persone in attesa di registrazione nelle anagrafi comunali.
A livello regionale, gli insediamenti più consistenti sono in Lombardia (23,3%), in Veneto (11.7%) e in Lazio (11,6%). Nel nostro paese vivono non solo grandi collettività di origine immigrata, come quella rumena (796.000), albanese (441.000), marocchina (404.000), cinese (170.000) e ucraina (154.000), ma anche piccole e piccolissime comunità , come quella di Capo Verde (3.000) e del Madagascar (1.000).
Risorsa o no?
L’incidenza degli stranieri in Italia, giunta al 7%, ha superato per la prima volta la media europea con 1 immigrato ogni 14 abitanti. L’immigrazione continua quindi a crescere nonostante la crisi: oltre un quarto è comunitario, circa la metà è europeo.
Il fenomeno diventa sempre più una parte integrante del tessuto sociale: è una risorsa demografica, culturale, occupazionale (e imprenditoriale) e finanziaria.
In Italia 1 ogni 8 nuovi nati è figlio di genitori stranieri e 1 ogni 14 studenti iscritti a scuola è straniero. Sono oltre 220.000 le coppie miste e oltre 300.000 i cittadini italiani di origine straniera.
Lavoro e tasse
Quasi 1 milione è impiegato nel settore familiare (comprensivo delle 294.744 colf e badanti regolarizzate nel settembre 2009), mentre oltre 1 milione è occupato nelle fabbriche, nei servizi, in edilizia e in agricoltura. Gli stranieri partecipano all’economia italiana con versamenti annui di tasse e contributi (5,6 miliardi di euro).
Gli sbarchi clandestini sono una parte ridotta del fenomeno migratorio rispetto ai nuovi flussi (10%), e alla popolazione insediata (1%). Nel 2008 sono stati registrati 37.000 sbarchi con quasi 18.000 rimpatriati. Il 50% dei casi chiedeva asilo e protezione umanitaria.
Fra 40 anni…
Nel 2050, l’Italia sarà chiamata a convivere ben oltre 12 milioni di immigrati, la cui presenza “sarà necessaria per il funzionamento del paese”. Lo scenario dei prossimi 40 anni viene tratteggiato da Franco Pittau, coordinatore del dossier sull’immigrazione della Caritas/Migrantes, riferendosi a rpevisioni dell’Istat che lo stesso ricercatore giudica però “prudenti”. “L’Istat” ha spiegato Pittau “ipotizza un aumento degli immigrati di circa 250 mila l’anno ma è inferiore a quanto effettivamente sta avvenendo. Negli ultimi anni, la crescita degli immigrati è stata di 300-400 mila l’anno. È evidente che gli immigrati nel 2050 potranno essere di più dei 12 milioni stimati dall’Istat”.
Tra razzismo e xenofobia
L’atteggiamento di chiusura negli ultimi anni è in costante crescita: 1 musulmano su 3 ha dichiarato di aver subito discriminazioni negli ultimi 12 mesi (indagine dell’Agenzia europea sui diritti fondamentali) e 6 italiani su 10 ritengono che la criminalità sia aumentata a causa dell’aumento dell’immigrazione. Stando invece a una recente ricerca del Dossier, in collaborazione con l’Agenzia Redattore Sociale, gli immigrati regolari hanno un tasso di criminalità simile a quello degli italiani. E proprio per questo la Chiesa cattolica ha invitato al dialogo e al mutuo rispetto, stuzzicando così il governo: “Poco si sente parlare del ‘pacchetto integrazione’ di un’impostazione più equilibrata che non trascura gli aspetti relativi alla sicurezza ma li contempera con la necessità di considerare gli immigrati come nuovi cittadini portandoli a e essere soggetti attivi e partecipi nella società che li ha accolti”.
Commentando queste note, il presidente della Camera, Gianfranco Fini ha sottolineato: “In Italia non c’è razzismo - se per razzismo si intende la dichiarata superiorità di una razza su un altra - ma c’è tanta xenofobia che è paura dello straniero e che in qualche modo è l’anticamera del razzismo”. Xenofobia, secondo Fini “che secondo l’etimo della parola è paura dello straniero”. Malgrado la storia italiana “c’è questa strisciante, in alcuni casi manifesta, xenofobia per tutta una serie di pregiudizi, perchè c’è molta ignoranza, perchè non tutte le agenzie educative hanno rivolto, in particolar modo ai più giovani, l’invito a riflettere e a giudicare in base alla conoscenza e non al pregiudizio”.
- Mercoledì 28 Ottobre 2009
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Commenti
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Il 29 Ottobre 2009 alle 16:11 indigesto ha scritto:
Il bel Paese dove il si suona..il si canta..il si delinque..il si spaccia..il si è accolti..il si ci ci nasconde bene..il si è protetti dalla sinistra…e dove lo trovano un altro così?!
Il 15 Gennaio 2010 alle 13:39 Vulcano immigrati: le cifre di una situazione “in bianco e nero” - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] 3,9 milioni circa (residenti, fonte Istat) Quanti sono? Al 1° gennaio 2009 per la Caritas erano 4,5 milioni, secondo l’Ismu 4,8, per l’Istat gli immigrati residenti erano 3.891.295, il 6,5% della [...]
Il 15 Gennaio 2010 alle 20:03 Circolo Luce Del Sud » Vulcano immigrati: le cifre di una situazione “in bianco e nero” ha scritto:
[...] 1° gennaio 2009 per la Caritas erano 4,5 milioni, secondo l’Ismu 4,8, per l’Istat gli immigrati residenti erano 3.891.295, il 6,5% della [...]
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