Marrazzo lascia: “Basta con la politica”. Nel Pd è toto-candidato

L'ex presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo

L’ex presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo

Alla fine Piero Marrazzo ha gettato la spugna. Il governatore ha deciso di accelerare la sua uscita dalla Regione Lazio. Troppo stress e troppe pressioni. “Basta, voglio chiudere, non avere più nessun contatto con la politica“, ha detto Marrazzo ai suoi collaboratori annunciando la repentina decisione di dimettersi.

Poco dopo la lettera di addio: “Le mie condizioni personali di sofferenza estrema non rendono più utile per i cittadini del Lazio la mia permanenza alla presidenza della Regione Lazio. Comunico con la presente le mie dimissioni definitive e irrevocabili“, ha scritto l’ex governatore al presidente del Consiglio regionale Bruno Astorre e al vicepresidente della Giunta Esterino Montino. “A tutti coloro che mi hanno sostenuto e a quanti mi hanno lealmente avversato” prosegue Marrazzo “voglio dire che finché mi è stato possibile ho operato per il bene della comunità laziale. Mi auguro che questo mi possa essere riconosciuto al di là degli errori personali che posso aver commesso nella mia vita privata”.

Via Marrazzo (che, forte del sostegno della moglie Roberta Serdoz, volto del Tg3, ha deciso di scansare i riflettori e trovare rifugio in una struttura religiosa), continua il lavoro degli inquirenti e, per la successione alla poltrona di governatore, quello dei partiti.
E del Pd in particolare. Che ha aperto ufficialmente la caccia a un candidato per le prossime regionali.
Tra molte incognite. Anche perchè i “no” sono numerosi e di peso, a partire da Walter Veltroni. All’orizzonte resta l’ipotesi delle primarie di coalizione, idea che ha raccolto il sostegno di Ignazio Marino, il senatore-chirurgo sconfitto alle primarie per la presidenza del Pd, il cui nome è tra quelli che circola nel toto-candidati.
Altro nodo da sciogliere: la data del voto, che potrebbe non coincidere con le elezioni del 28 e 29 marzo; una tornata elettorale che, Lazio a parte, interessa 12 regioni e un migliaio di comuni. Toccherà ad Astorre presentare il decreto di presa d’atto da parte del consiglio regionale delle dimissioni di Marrazzo (che sedeva su quella poltrona dal 4 aprile 2005, quando vinse, quasi a sorpresa, sul favoritissimo governatore uscente Francesco Storace), che di conseguenza si scioglierà, mentre la giunta resterà in carica per l’ordinaria amministrazione.

Il Pd, quindi, è chiamato a disegnare il dopo-Marrazzo in vista delle regionali. Molti i nomi che circolano. A cominciare da Veltroni e Marino, che però si chiamano fuori. “Non è mia intenzione candidarmi a nulla, nella fattispecie alla Regione Lazio” ha fatto sapere l’ex leader Pd. Che non vuole (ancora) rimepire il vuoto di quel “nessun incarico” nella pagina su Facebook, preferendo occuparsi di libri e legalità.
Ignazio Marino sposa l’idea delle primarie, che nel Pd trova anche altri proseliti. “Per me è il metodo migliore”, ha detto, auspicando un confronto tra “candidati che si sentono all’altezza del compito”. “Ma non ci sono io”, ha chiarito, dichiarando di volersi concentrare sull’attività in commissione d’inchiesta sanità.
Sempre in pista Nicola Zingaretti - che però ha dichiarato più volte di voler restare alla guida della Provincia di Roma - e il suo ex, Enrico Gasbarra, che, però, ufficialmente non è disponibile. In calo sembrano le quotazioni di David Sassoli (che aveva detto forse, ma si è di fatto “bruciato” con il flop alle primarie), mentre resta nella rosa il nome di qualche esponente femminile, come Giovanna Melandri o Silvia Costa. Quanto a Montino, che sta di fatto sostituendo Marrazzo, per ora frena. “È presto” ha risposto ai cronisti che lo interpellavano su una possibile candidatura. “È una fase molto calda, sono concentrato a gestirla con i miei colleghi”.

Ma quando voterà il Lazio? La questione è aperta. Se, a partire dalle dimissioni di Marrazzo, si tiene conto dei 90 giorni per i decreti di indizione dei comizi elettorali e dei 45 per la campagna elettorale, per le regionali si andrebbe alle urne il 7 e 8 marzo. Ma il 28 marzo bisognerebbe riaprire i seggi per le comunali, con ballottaggio il 9 aprile. E questo comporterebbe spese molto più ingenti e riflessi sulle scuole che ospitano le sezioni elettorali. Per questo il presidente del consiglio regionale, Astorre, ha chiesto che “venerdì il governo in un decreto legge con cui indirà l’election day, faccia una norma transitoria per il Lazio”. Una strada tecnicamente percorribile anche secondo Montino, “previo un accordo politico istituzionale con l’opposizione”.

Commenti

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Il 10 Novembre 2009 alle 12:04 Le rivelazioni di Vespa: Come nasce la trappola D’Addario - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] troppe violazioni della privacy degli uomini pubblici, siano essi il presidente del Consiglio o il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Ma il libro spazia in tutti i secoli e in tutto il mondo scoprendo che i potenti hanno quasi [...]

Il 11 Novembre 2009 alle 18:50 Dopo le trans, Piero Marrazzo torna da mamma (Rai) - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] Piero Marrazzo sembra calzare a pennello: per l’ormai ex Governatore del Lazio si sono chiuse le porte della politica, dopo lo “scandalo trans” che lo ha travolto nelle scorse settimane? Poco male: ci sono [...]

Il 11 Novembre 2009 alle 20:13 Dopo le trans, Piero Marrazzo torna dalla mamma (Rai) | Circolo Luce Del Sud ha scritto:

[...] piddino Piero Marrazzo sembra calzare a pennello: per l’ormai ex Governatore del Lazio si sono chiuse le porte della politica, dopo lo “scandalo trans” che lo ha travolto nelle scorse settimane? Poco male: ci sono sempre [...]

Il 1 Febbraio 2010 alle 20:29 La stagione dell’amore viene e va. Soprattutto in politica - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] a Flavio Delbono, costretto alle dimissioni da sindaco dopo la deflagrazione del Cinzia-gate o a Piero Marrazzo, inciampato nello scandalo trans. Insomma, parlare d’amore in politica è un’arma a [...]

Il 20 Maggio 2010 alle 11:12 Nell’alcova della trans più desiderata d’Italia - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] e altrettanto innamorato. Efe è l’opposto di chi ha occupato in questi giorni le cronache, dopo il caso Marrazzo: “Dei mostri. Trans aggressive, con voglia di protagonismo. Tette enormi, volti rifatti, [...]

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