Così uccide la Camorra a Napoli: il video shock di un’esecuzione

Un fermo immagine del filmato dell'agguato camorristico a Napoli

Un fermo immagine del filmato dell'agguato camorristico a Napoli

“Le modalità sono quelle di un omicidio di Camorra ma al momento non possiamo affermarlo con certezza. Il video non è certo uno spot a favore di Napoli ma speriamo che qualcuno si faccia avanti per fornire informazioni utili al riconoscimento e all’identificazione del killer e del suo correo”.

Così, ai microfoni di Rainews24, Giandomenico Lepore, Procuratore della Repubblica a Napoli, giustifica la scelta, forte e scioccante, di diffondere il fimato di un omicidio nella città campana: “Andiamo con i piedi di piombo, le indagini sono a 360 gradi. La situazione descritta nel video è agghiacciante. Una notizia giusta e certa che ci venga data anche in anonimato ci metterebbe sulla giusta strada”.

La “giusta strada” per dare una svolta alle indagini sull’omicidio di Mariano Bacio Terracino avvenuta l’11 maggio nel quartiere napoletano della Sanità.
Terracino è stato ucciso con cinque colpi di arma da fuoco, sparati a poca distanza: tre al collo e due alla testa. Il tutto, nel primo pomeriggio, nel cuore del centro storico di Napoli, in via Vergini, tra la folla, davanti al bar che lui,un 53enne pregiudicato, solitamente frequentava.

Come già altre volte si è verificato, nonostante l’agguato si sia stato messo in atto in una strada del centro storico, alla presenza di diverse persone, nessuno sembra aver fornito testimonianze ai militari.
Ecco perché gli inquirenti hanno preso la non facile decisione di diffondere il video: immagini riprese da una telecamera di un circuito di videosorveglianza.
Nel filmato shock si vede l’agguato compiuto da due uomini, il killer e quello che, secondo gli nvestigatori, potrebbe essere un suo complice. Sono pochi secondi, agghiancianti.

Le immagini sembrano quelle di un filmato qualsiasi, e invece raccontano di un omicidio spietato. Si vede l’esterno di un bar: tendone a strisce abbassato, giochino giallo a gettoni per bambini e un grosso banco per gelati. C’è un uomo con alcune buste della spesa che traffica con i soldi e aspetta: forse è il “palo”. Intanto un uomo, camicia bianca, maglietta nera e jeans sta fumando una sigaretta, è appoggiato al distributore di giochini per bimbi.
Quando si volta la sua attenzione viene richiamata da un uomo che ha le mani in tasca e che sta uscendo dall’esercizio commerciale. Il killer ha un cappello con visiera, jeans, giubbotto scuro e scarpe da ginnastica, gli si avvicina alle spalle e lo spinge leggermente. La vittima si inginocchia e poi, in una frazione di secondo, si stende al suolo: il sicario gli avvicina la pistola alla nuca e spara. Il killer si incammina velocemente ancora con la pistola in pugno.

“Quel che colpisce di questo video è l’assoluta serenità del killer e della gente che sta intorno“, ha commentato lo scrittore di Gomorra, Roberto Saviano. E se “serenità” è parola forte (almeno quanto le immagini), ha detto ancora Saviano, va ricordato che “quella città è in guerra e le persone che ci vivono  subiscono e osservano quello che accade… con tranquilla indifferenza“.

E allora non certo per alimentare lo spirito voyeuristico dei media, ma perché si sta ancora cercando di dare un nome al killer e al “palo” che entrarono in azione cinque mesi fa la “Procura partenopea ha deciso di diffondere il video” sollecitando la “collaborazione di chiunque sia in grado di fornire informazioni utili all’identificazione del killer e del suo correo“. Il provvedimento è stato adottato “in quanto a tutt’oggi” si legge in una nota “non è stato possibile identificare né l’esecutore materiale del delitto né la persona che si ritiene abbia svolto nell’occasione il ruolo di ’specchiettista’, entrambi ben visibili nel video”.

La Procura, dunque, ha firmato un decreto che rende pubblico il filmato sperando che la sua diffusione aiuti, con la collaborazione di chi può dare indizi utili, le indagini.
Scelta giusta secondo voi? Dite la vostra nei commenti.

Qui il VIDEO integrale (consigliato solo a un pubblico adulto)

Commenti

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Il 29 Ottobre 2009 alle 17:59 indigesto ha scritto:

Da Napoletano non residente dico subito che qualsiasi mezzo possa essere utile alla giustizia per far luce su un delitto, oltre che legittimo e doveroso, è sacrosanto.

Non condivido il sensazionalismo sulla serenità dei Napoletani a fronte di un atto brutale ed efferato. I Napoletani sanno bene che sono ostaggio della malavita e dei poteri che la proteggono. E agli ostaggi non è consentito nemmeno muoversi in maniera naturale o, peggio, in maniera sospetta. L’hanno anche imparato dalla TV, che di scene di efferatezza ce ne propina in continuità!
La speculazione sui mali di Napoli che ne fa Saviano mi ricorda quella, ancora più dotta, di un altro campione della sinistra che ha poggiato la sua arte, indiscussa, sulle miserie di Napoli e che rispondeva al nome di Eduardo.
Napoli deve ringraziare di tuttoquesto l’unità d’Italia, ma in particolare questa Repubblica e la Classe politica che questa ha espressa, nel toglierle tutte le industrie di cui era fiorente per immiserirla fino al punto in cui è. Ed alla miseria sociale non può non corrispondere altrettanta miseria morale! Chi si è trovato a leggere, per caso, qualche libro di Storia (con la maiuscola) sa che Napoli nel settecento era la Capitale culturale Europea, e che nell’ottocento, sia pure attraverso diverse vicende, si era portata a livelli socioeconomici ed industriali unici nella penisola. Basta ricordare che coll’erario del Regno di Napoli fu costituito il 75% dell’erario Sabaudo, e mi fermo qui! Ho specificato all’inizio “non residente” perchè mi rincresce non essere anch’io ostaggio della malavita, sociale e politica, ed essere così ancora più vicino ai miei concittadini, quelli che si amano ed amano Napoli! Grazie Italia, grazie Repubblica!

Il 30 Ottobre 2009 alle 9:53 indigesto ha scritto:

Se ti riconosci (finalmente!) capace di dire solo idiozie non meriti risposta!

Il 31 Ottobre 2009 alle 9:51 indigesto ha scritto:

Fumagalli, premesso che i miei limiti sono ben fuori dalla portata dei tuoi, ripeto quello che ho affermato sopra.
Ho intravisto il video col fermo dell’immagine che mostra i connotati del killer del malevitoso. Ne ho desunto che è l’unico momento in cui il soggetto è riconoscibile, e, a mio parere, sarebbe potuto bastare diffondere quell’immagine (e magari anche quello del suo presunto complice), anche traendone foto segnaletiche per tentarne il riconoscimento. Posso anche presumere che quel Procuratore non sia ben collaborato dalla squadra investigativa o che il soggetto non sia del posto. Vero è che non capisco in cosa possa tornare utile l’intera diffusione dell’accaduto, se non per permettere al solito giornalismo d’accatto di esprimersi coi soliti luoghi comuni. Sicuramente non sarà stata questa l’intenzione del Procuratore, bensì quella di rintracciare e punire il delittuoso gesto, che non è il primo, nè penso sarà l’ultimo, da registrare nelle faide tra i malavitosi che ammorbano il tessuto sociale delle città chiamate a subirle.
Dimenticavo, avrei capito meglio l’uso di questa pratica se la vittima fosse stata di ben altra estrazione.
Ma, penso, che in quel caso, soprattutto se si fosse trattato di persona in vista, si sarebbe subito gridato alla violazione della “pietas” e del buon gusto!

Il 3 Novembre 2009 alle 15:26 indigesto ha scritto:

Meno male che della mia retorica hanno dato riscontro indiretto in molti. Tranne s’intende la Rosa Russo Jervolino. Comunque l’assassino non era di quelle parti, bensì di Secondigliano, che una volta era un Comune a parte e col fascismo fu fuso con quello di Napoli, giusto per gratificare quest’ultimo di un “arricchimento” sociale ed urbanistico di cui la città non aveva alcun bisogno. Poi ci ha pensato la Repubblica ad esaltarne le vocazioni con la costruzione delle Vele di Scampia, completando così l’opera “meritoria” del fascismo. Ma per la TV quando si tratta di fatti delinquenziali, son tutti napoletani. Di solito si tratta di quelli che i Napoletani chiamano ancora ingenerosamente “cafoni”,come tutti quelli nati e residenti al difuori del comprensorio cittadino, nessuno escluso!

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