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	<title>Italia &#187; La doppia vita delle italiane: impiegate di giorno, lapdancer di notte</title>
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	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 12:46:41 +0000</pubDate>
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		<title>La doppia vita delle italiane: impiegate di giorno, lapdancer di notte</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 16:22:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Studentesse, segretarie, ma anche libere professioniste: la sera cambiano abito e, in perizoma e tacchi a spillo, intrattengono i clienti in night, discoteche, feste private. Per arrotondare. Ma non solo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7563" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-7563" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2009/10/lap-large.jpg" alt="Lalla Lovati, 44 anni, milanese, lap dancer di notte e assistente di un chirurgo estetico di giorno " width="500" height="371" /><p class="wp-caption-text">Lalla Lovati, 44 anni, milanese, lap dancer di notte e assistente di un chirurgo estetico di giorno </p></div>
<p>Il locale nascosto in un <strong>vicolo di Trastevere</strong> ha un nome evocativo, <a href="http://www.facebook.com/pages/Roma-Italy/THE-LIBERTINE/48370851429?v=info" target="_blank"><strong>The libertine</strong></a>, le luci soffuse e l’arredamento nero e rosso. <strong>Avvinghiate ai pali della lap dance tre ragazze con stivali di vernice a mezza coscia, miniperizoma, bustier di pelle e collare borchiato</strong> si esibiscono davanti a una decina di clienti. Fin qui niente di strabiliante, considerando che siamo alla <strong>serata fetish in un night club</strong> dove la lap dance rappresenta il piatto forte. La stravaganza sta nel fatto che <strong>poi le tre ballerine impegnate</strong> a darsi reciprocamente colpetti sul didietro con un frustino, dopo aver dormito poche ore, <strong>si presenteranno in tacchi bassi e trucco leggero ai loro impieghi ufficiali</strong>. <span id="more-7556"></span></p>
<p><strong>Eva, 33 anni, di giorno è truccatrice</strong> per il cinema, per le fiction tv e saltuariamente anche per il <em>Tg5</em>; <strong>Sara, 27 anni, è segretaria</strong> in una multinazionale; <strong>Giada, 26 anni, è una promoter</strong> della Fastweb. Niente cognomi, la loro vita notturna è semisegreta, <strong>parenti e colleghi le credono</strong>, rispettivamente, cameriera in un pub, barista in un locale notturno e pierre di un ristorante molto trendy. <strong>Non sono le sole a scegliere di raddoppiare (e anche triplicare) lo stipendio</strong> ufficiale con <strong>lap dance, striptease, balli sul cubo</strong>, piuttosto che con le tradizionali ripetizioni o il baby sitting.</p>
<p>Delle 60 mila iscritte a<strong><a href="http://www.hostessweb.it" target="_blank"> Hostessweb</a>, la più grande agenzia italiana</strong> (con annesso portale) di hostess, modelle, ragazze immagine, circa 6 mila lavorano di notte. Scelta parecchio più pratica e redditizia di quella diurna, considerando che <strong>una hostess di un convegno a fronte di 8 ore in piedi sui tacchi alti incassa circa 70-100 euro al giorno</strong>, mentre le ragazze che lavorano <strong>di notte ne intascano anche 150-200 in 3 ore</strong>. &#8220;Le professioniste rappresentano solo il 3 per cento, il resto è composto da studentesse, impiegate, ma ci sono anche avvocatesse&#8221; puntualizza il presidente <strong><a href="http://www.hostessweb.it/organigramma.asp" target="_blank">Alessandro Londero</a></strong>.</p>
<p>Era iscritta all’agenzia anche <strong>Anna Giannetti, la ragazza di Ardea uccisa a metà settembre da un’auto guidata da un ubriaco</strong> mentre a notte fonda con la sua Citroën tornava da Palestrina, dove si era esibita in un motoraduno. Ingaggio che aveva trovato con un passaparola tra colleghe, visto che saltando l’agenzia si guadagna un buon 20 per cento in più.<strong> Ragazza madre, era operaia di giorno e, per crescere con qualche soldo in più il suo bambino, ballerina di notte</strong>: una versione moderna della Jennifer Beals di Flashdance. La scelta di attaccarsi seminude a un palo o di ballare in bikini è dettata soprattutto dal portafoglio.</p>
<p><strong>Eleonora Rossi, 24 anni, in arte Xena</strong>, di giorno è <strong>rappresentante di cosmetica e di notte ragazza immagine</strong>: &#8220;Vivo da sola, la crisi ha fatto diminuire i miei guadagni a provvigione,<strong> con 1.200 euro non riesco a pagare l’affitto</strong>. Ho provato ad arrotondare lavorando come cameriera ma non guadagnavo più di 40 euro a sera&#8221;.<br />
Più o meno la stessa motivazione della lap dancer del Libertine: &#8220;Esco da una convivenza,<strong> mi servono soldi e nel cinema le entrate sono molto precarie</strong>&#8221; racconta Eva. Lei e le sue colleghe, oltre ad animare la serata &#8220;fetish&#8221;, partecipano anche a quella &#8220;sushi&#8221; (con i clienti che mangiano il pesce crudo adagiato sulle loro grazie) e a quella<strong> &#8220;sexy bunny&#8221;, vestite da conigliette</strong>. Attività retribuita, in quasi tutti i locali italiani, con circa <strong>80 euro a serata</strong>.</p>
<p>Poi però si arrotonda parecchio: esibizione al palo a parte, <strong>il lavoro di lap dancer consiste anche nell’intrattenere il cliente chiacchierando</strong>. E quindi <strong>spingendolo a bere</strong>, attività che viene retribuita con una provvigione di circa 4 euro a consumazione; e nella quale pare che<strong> le italiane siano preferite alle straniere, più in difficoltà con l’idioma</strong>. Se poi si accetta di andare nel privé <strong>per uno strip privato</strong> (le telecamere interne sorvegliano che il cliente non si spinga oltre), se ne intascano <strong>altri 15</strong>, con un incasso medio che si aggira sui <strong>200 euro a sera</strong>. Qualche volta pagati in nero, altre con ritenuta d’acconto da &#8220;lavoro occasionale&#8221;.<br />
Ovvio che, oltre a richiedere disinibizione, <strong>il mestiere di lap dancer prevede qualche imprevisto in più di un secondo lavoro da dog sitter</strong>: &#8220;I clienti ci provano sempre e per non offenderli dobbiamo creare l’illusione di essere disponibili, la frase ideale è “<strong>stasera sono stanca, forse domani</strong>”&#8221; racconta Lalla Lovati, 44 anni, milanese, lap dancer di notte e assistente di un chirurgo estetico di giorno.</p>
<p>Una delle più &#8220;anziane&#8221; e una delle poche a <strong>fornire nome e cognome: la sua attività non è un mistero, né per il marito né per il datore di lavoro</strong>, ben contento di beneficiare di clienti-pazienti agganciati nei locali.<br />
&#8220;Non faccio niente di male, anni fa arrotondavo come cubista, poi mi sono dedicata all’agenzia di viaggi di famiglia &#8221; racconta. &#8220;Quando l’abbiamo dovuta chiudere, da un giro nei locali ho visto che un po’ tutti, <strong>dall’<a href="http://www.hollywoodmilano.com/" target="_blank">Hollywood</a> al <a href="http://www.gioia69.it/" target="_blank">Gioia 69</a>, si erano dotati di pali</strong> per la lap dance e mi sono adeguata&#8221;.<br />
Per fare il salto da cubista a lap dancer Lalla si è iscritta ai corsi dei<strong><a href="http://www.bambolaia.it/" target="_blank"> Bambolaia studios</a>, tenuti da Dana Hesse</strong>, (vero nome Loredana, 35 anni, venetacalabrese trapiantata a Milano), oggi insegnante professionista, anni fa anche lei divisa fra gli studi e l’attività notturna.</p>
<p>Ai suoi corsi<strong> si iscrivono ragazze che praticano la lap dance per tenersi in forma e altre che puntano a farne un lavoro</strong>. &#8220;La professione si è svilita, la lap dance è dominata da ragazze che non sanno ballare e si limitano ad attaccarsi al palo mentre magari masticano il chewing gum. Perché ormai i locali selezionano le ragazze solo in base alla bellezza&#8221;.</p>
<p>L’importante è avere <strong>un bel corpo ed essere disposte a esibirlo</strong> più o meno totalmente. Spesso con un certo<strong> piacere narcisistico</strong>: la milanese <strong>Cherì</strong> che ha 22 anni, lavora nell’azienda di trasporti di famiglia e vive con i <strong>suoi, ignari della doppia vita</strong> (quando rincasa tardi dice di essere stata in discoteca), <strong>non lo fa per soldi ma per &#8220;il riconoscimento della mia femminilità&#8221;</strong>.<br />
E un po’ tutte sottolineano quanto sia <strong>bello &#8220;sentirsi ammirate&#8221;</strong> ed &#8220;esaltare la propria sensualità&#8221;. Quelle che non se la sentono di esibirsi in perizoma scelgono di trasformarsi <strong>in ragazze immagine: categoria che comprende le cubiste, ma soprattutto ragazze in minigonna</strong> che, fingendosi clienti della discoteca e collocate nei privé (frequentati dagli uomini più danarosi), li spingono, con l’illusione della conquista imminente, a ordinare costose bottiglie. Da qui l’altro appellativo, &#8220;ragazze a tappo&#8221;.</p>
<div id="attachment_7562" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img class="size-large wp-image-7562" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2009/10/lap1-large.jpg" alt="Eleonora Rossi, 24 anni, in arte Xena, rappresentante di cosmetici e di notte ragazza immagine" width="500" height="457" /><p class="wp-caption-text">Eleonora Rossi, 24 anni, in arte Xena, rappresentante di cosmetici e di notte ragazza immagine</p></div>
<p>Altra specializzazione è la &#8220;<strong>wing woman</strong> &#8221; (donna ala) che per <strong>200 euro a serata viene affittata dal cliente che non se la sente di entrare in un locale da solo</strong>. Spesso le wing lavorano in coppia, fingendosi amiche del cliente per aiutarlo ad agganciare ragazze con cui intrecciare qualcosa di più impegnativo.<strong> Spogliate o no, le ragazze dal doppio lavoro si stancano parecchio</strong>.<br />
Nicoletta, 30 anni, pugliese trapiantata a Roma, laureata in sociologia, di giorno si occupa di mutui bancari (lavoro che le rende circa 1.000 euro al mese) e di notte si trasforma in <strong>Nicole Braun, guest star di spettacolini erotici</strong>, anche con nudi integrali (<strong>3-4 mila euro al mese</strong>). Si definisce &#8220;live hard performer&#8221;, professionista un gradino più in alto della lap dancer, attività che la aiuta &#8220;a<strong> compensare la noiosa sedentarietà dell’impiego ufficiale</strong>&#8221; e grazie alla quale si è potuta concedere &#8220;abiti griffati, auto, vacanze, oltre ai ritocchi estetici a naso, labbra, seno&#8221;.</p>
<p><strong>L’impegno però è gravoso, d’estate lavora anche tutte le sere e la sveglia suona implacabile alle 7.30</strong>. Quando non hanno voglia di tirare tardi nei club, Nicoletta-Nicole e colleghe si dedicano agli ingaggi reperiti attraverso<a href="http://www.ideeaddiocelibatoenubilato.it/" target="_blank"> <strong>il sito Ideeaddiocelibatoenubilato.it</strong></a>, un’idea del webmaster Massimo Piccioni: <strong>striptease per imminenti sposi in locali</strong>, case private e anche in limousine affittate per l’occasione.<br />
In questo caso l’impegno è meno gravoso: <strong>20 minuti di spettacolino per 150-200 euro di incasso</strong>. Con le feste di addio al celibato salgono molto anche gli introiti di <strong>Marina, romana, 29 anni</strong>, che con il suo lavoro da restauratrice riesce a portare a casa non più di 700 euro al mese.<br />
Di notte, con tanto di <strong>palo pieghevole per la lap dance infilato in borsa insieme ai costumi fetish</strong>, si esibisce nelle feste: &#8220;I miei genitori non lo sanno, i miei amici sì, anzi uno di loro mi accompagna sempre in queste serate, perché con tutti quei ragazzi scalmanati c’è il rischio che qualcuno tenti di spingersi troppo avanti&#8221;.</p>
<p>Non è detto però che l’attività più vestita di ragazza immagine metta al riparo da proposte indecenti. Lo racconta <strong>Loredana Massara, calabrese, studentessa fuorisede a Roma</strong>, quarto anno di sociologia, che avrebbe dovuto sostituire Anna Giannetti la sera dell’incidente mortale: l<strong>ibri nello zaino di giorno, tacchi alti e camicette che esaltano il seno prorompente di notte,</strong> tre volte a settimana anima le discoteche guadagnando da 80 a 150 euro a serata.<br />
Potrebbero essere molti di più se non si negasse a clienti come quello che qualche sera fa, senza troppi complimenti, le ha chiesto: &#8220;Dopo che fai? Io ti darei 500 euro&#8230;&#8221;.</p>
<p>di <em>Antonella Piperno</em></p>
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