
Manifestazione a Roma © Roberto Monaldo / LaPresse
Proprio come un’onda, che torna a colpire le scogliere dopo il riflusso dell’estate. Le mobilitazioni studentesche sono riprese in tutta Italia, per ora quasi sottovoce, senza attirare più di tanto l’attenzione dei media (il 16 ottobre scorso a Torino hanno sfilato gli studenti delle superiori, cortei anche il 24 ottobre a Genova, ieri alcune decine di ragazzi sono entrati nel ministero dell’Istruzione a Roma per un’occupazione simbolica).
Ma la tensione è destinata a crescere, visto che proprio il consiglio dei ministri ha approvato il Ddl Gelmini sull’Università , che ora inizierà l’iter parlamentare.
Un anno fa, proprio in questo periodo, le manifestazioni di studenti che avevano nel mirino la riforma Gelmini (quella del “maestro unico” alle elementari) e i tagli della legge 133 arrivarono a bloccare molti atenei e scuole superiori. Il premier Berlusconi minacciò di far intervenire la polizia nelle università . Francesco Cossiga invitò il ministro Maroni a infiltrare le manifestazioni con “agenti provocatori pronti a tutto” e a “picchiare a sangue studenti e professori”. Si parlò di “Onda” per sottolineare l’ apoliticità , l’unità di un movimento difficilmente catalogabile, che poi in realtà si è dimostrato più frammentato al suo interno, con gli scontri di piazza Navona a riproporre il vetusto schema fascisti contro estrema sinistra.
E quest’anno?  Cosa bolle negli atenei, nelle scuole e nei centri sociali di destra come di sinistra? Ci vuole poco per accorgersi della marea montante. Ci si prepara alla pressione sul Parlamento, come viene esplicitato da questo comunicato su Infoaut.org:
“La parola torna ora alla mobilitazione, visto che l’applicazione dovrà essere applicata lungo una durata di 6 mesi. E dovranno allora essere 6 mesi di battaglia, di resistenza ma anche di attacco, per scardinare dal di dentro l’applicazione di una riforma che tenteranno d’applicare non col bastone dell’imposizionema coi meccanismi melliflui e trasparenti della governance accademica”
Manifestazioni in arrivo, ma non solo: verranno riproposte idee di lotta “alternative” e mediatiche già viste l’anno scorso come le lezioni in piazza, i sit-in coi libri, i flash mob, la guerriglia on-line sfruttando ogni mezzo: hackeraggio, gruppi su facebook, Youtube (ieri è spuntato un video dell’ Unione degli universitari con un finto rapimento della Gelmini e la richiesta di riscatto: due miliardi per l’università ) . Con un anno in più di esperienza e nuove leve in arrivo dalle scuole superiori. A Milano un punto di riferimento è il Centro Sociale Il Cantiere sul cui sito si può leggere questa riflessione sul movimento:
La mancanza di una leadership è una grande forza e una grande debolezza. Il movimento ha da tempo relegato i sindacati studenteschi in secondo piano, i gruppi di partito non attecchiscono e l’unica grande realtà è l’oceano di collettivi, semplici studenti, autonomi: l’Onda; in queste cicostanze, reperire fondi per la mobilitazione, è a dir poco arduo. Tra coreografie e striscioni goliardici pero’, sembra che questa strategia di lasciare libertà di iniziativa paghi.
Il VIDEO dell’Udu:
La prima grande concentrazione è stata già chiamata per il 6 novembre a Roma “Chiederemo al governo il riscatto per la Gelmini” dicono quelli dell’Udu. Il 2 novembre alla Sapienza di Roma inizieranno le assemblee di facoltà . I punti più contestati della riforma, secondo quanto si può leggere su Uniriot.org, il “network delle facoltà ribelli”, sono l’ingresso dei privati nei consigli di istituto e di facoltà e la possibilità di aumenti delle tasse universitarie. Anche da destra intanto, si preparano alla mobilitazione: il Blocco Studentesco ha presentato un “progetto piattaforma” per l’Università che riprende in gran parte le richieste dei loro omologhi “di sinistra”. le piazze sono pronte.
- Giovedì 29 Ottobre 2009
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Commenti
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Il 29 Ottobre 2009 alle 16:01 indigesto ha scritto:
Credo si tratti perlopiù di studenti già “catechizzati” nei Licei e/o fiancheggiati da professori messi nelle Università dalla sinistra. Probabilmente sono gli stessi che commettono ancora errori di ortografia, sia gli uni che gli altri!
Il 29 Ottobre 2009 alle 18:35 PiresPortugal ha scritto:
Chi farà storia? Meritocrazia delle elite di Berlusconi o piazze di Antonio Di Pietro?
Il 29 Ottobre 2009 alle 21:03 indigesto ha scritto:
Auguriamoci che non siano nè l’una nè le altre. Quando la storia la fanno le piazze c’è sempre un alto prezzo da pagare. La meritocrazia dovrebbe mettere chiunque al riparo dalla prepotenza delle diverse èlites. Gli statisti, gli artisti, gli scienziati, hanno sempre scritto, col loro merito, pagine luminose di storia. Se Berlusconi protegge delle èlites certamente non ne affioreranno molti, di meritevoli; più o meno quanti tra quelli che vanno nelle piazze. Personalmente gradirei che la storia la facessero coloro che i propri meriti li sanno imporre, soprattutto nelle circostanze avverse. Mi darebbero maggiori garanzie!
Il 11 Novembre 2009 alle 13:00 Gelmini, la più odiata dalla sinistra: Degli applausi faccio a meno - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] tempi di Gentile per l’appunto. Autrice di una riforma dell’università che ha messo in fibrillazione gli atenei. Promotrice del grembiule a scuola, del voto in condotta, del maestro unico alle elementari. [...]
Il 11 Novembre 2009 alle 20:07 Gelmini, la più odiata dalla sinistra | Circolo Luce Del Sud ha scritto:
[...] dai tempi di Gentile per l’appunto. Autrice di una riforma dell’università che ha messo in fibrillazione gli atenei. Promotrice del grembiule a scuola, del voto in condotta, del maestro unico alle elementari. [...]
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