“Italiani in crisi? Certo, non risparmiano e girano in Cayenne”. Parola di Braccino Corto

Alla fiera del low-cost e del risparmio

Alla fiera del low-cost e del risparmio


Di lavoro fa il dispensatore di consigli su come spendere i propri (a volte pochi) soldi. Vittorio Collini, 50 anni, ex stewart di Alitalia, ex ristoratore, è sul serio il re dei taccagni. In senso buono, ovviamente. Soprattuto in questo periodo di crisi economica. A radio Dee Jay, dove dispensa suggerimenti preziosi agli ascoltatori della trasmissione “La Bomba” di Luciana Littizzeto, lo chiamano “Braccino Corto” o “L’uomo a cui devi chiedere sempre”.

Le sue “dritte” ora, dalla radio e dal web, sono raccolte anche in un un libro, Come risparmiare su tutto (Mondadori). Panorama.it lo ha intercettato (telefonicamente) nella sua casa al mare, per parlare dei vizi e virtù del risparmio all’italiana.
Collini, ma non è triste una vita tutta al risparmio?
Assolutamente, sì. Infatti non propugno una vita al risparmio, ma una vita dove si riesca a spendere poco mantenendo comunque una buona qualità.
Risparmiare: sempre o solo in momenti di crisi?
In verità si inizia quando si ha il conto in rosso. Poi ci si prende gusto e diventa quasi uno stile di vita. Non se ne può fare a meno.
Insomma, una droga…
In un certo senso, sì.
Ma spendere poco, a volte, può andare a scapito della qualità.
Vero, ma basta girare e chiedere. L’altro giorno dovevo cambiare la caldaia per casa. Ho fatto la prima telefonata e mi hanno detto che la spesa era di 800 euro, con un leggero sconto. Ho fatto altre quattro telefonate e ho trovato la stessa caldaia a 500 euro. Insomma, basta un piccolo sforzo in più.
Gli italiani, infatti, invadono gli outlet, dove trovano vestiti di marca a basso prezzo, magari della stagione prima. Quando prevede il declino di questo nuovo tipo di negozi?
Il mercato dell’abbigliamento è in contrazione e lo si vede subito sulle vendite di vestiti e di calzature. E io, purtroppo, sono uno di quelli che contribuisce, coi miei consigli, al declino di questo settore. Scherzi a parte, gli outlet sono le chiese dei nostri tempi. Io, comunque, non ci vado e preferisco gli spacci aziendali, dove magari ti vendono un vestito con un piccolo difetto. Pensa, che il formaggio lo compro nello spaccio dei caseifici.
Gli italiani sono poveri, finti ricchi o ricchi?
Sono abbastanza ricchi a livello privato, poveri nel pubblico. I servizi sociali negli altri paesi sono più efficienti, perché la gente paga le tasse e gira con le utilitarie. Da noi, invece, in giro si vedono tanti Cayenne e dopo ci lamentiamo che i servizi non funzionano. Certo, la gente non paga le tasse, magari per comprarsi il macchinone.
Le donne risparmiano più degli uomini?
Gli uomini per le spese grosse, alle donne basta tornare a casa dal mercato contente perché hanno comprato un golfino a soli 12 euro, che magari non mettono neanche.
Chi risparmia di più, quelli di sinistra o quelli di destra?
Passiamo alla prossima, come direbbe Obama. Una volta quelli di sinistra mettevano i vestiti usati. Guarda, io adesso sono a Capalbio e…
Pure “Braccino Corto” a Capalbio. Sarà mica un radical chic?
Capisco la delusione, ma ho una casa qua dal 1971 e me la sono dovuta sudare, prima che arrivasse l’invasione dei vip. E, poi, preferisco venirci quando non c’è più nessuno.
Torniamo al portafoglio. Dove si può risparmiare di più: cibo, vestiti, libri, cinema o benzina?
Molto sulle assicurazioni. C’è gente che spende anche 500 euro o più. Ieri, mi ha chiamato un mio amico per chiedermi un consiglio su una rata di un’assicurazione che gli avevano proposto per la sua Mercedes classe A: ho fatto tre o quattro telefonate, scoprendo un’offerta più vantaggiosa di alcune centinaia di euro.
E sui viaggi?
Non andare dove ti porta il cuore, ma dove ti porta il portafoglio, magari vuoto: ossia non fissarsi di andare ad Atene, se magari c’è un low cost per Siviglia. In Grecia ci andrai l’anno dopo.
Tre consigli ai lettori di Panorama.it per una vita da Braccino Corto.
La vita da Braccino Corto non deve mai andare a scapito della qualità. Bisogna girare il più possibile, informarsi e pagare sempre il minor prezzo. Da quando c’è l’euro i prezzi variano del 15 – 20%. E se pensiamo che lo stipendio medio degli italiani si aggira intorno a 60 euro al giorno, è un peccato buttar via i soldi in spese non oculate.
Per concludere: un consiglio al ministro Renato Brunetta su come risparmiare nella pubblica amministrazione?
Guardi bene i fornitori e faccia un’asta al ribasso. E lo dico da ex assistente di Alitalia, che se n’è andato anni prima della privatizzazione.

Commenti

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Il 30 Ottobre 2009 alle 21:15 INIZIOWEB.net » Blog Archive » “Italiani in crisi? Certo, non risparmiano e girano in Cayenne”…. ha scritto:

[...] post by Liquida and software by Elliott [...]

Il 6 Novembre 2009 alle 0:48 trap58 ha scritto:

Outlet o spaccio e’ la stessa cosa

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Scontro a distanza sul voto agli stranieri. Umberto Bossi: "Pensiamo che gli immigrati debbano essere rispediti a casa loro". Gianfranco Fini: "Un anatema che non risolve il problema". Secondo voi chi ha ragione?
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