Le donne lavorano più degli uomini: “E dov’è la notizia?”

Una donna al pc

Una donna al pc

“Interessante, ma… scontata. Dove sta la notizia? Ma a che è servita questa indagine? Per ricordare alle donne quello che sapevano già oppure per far capire agli uomini che si lamentano più di quanto non lavorino?“.
Più che sorpresa era divertita, una collega free lance che per salutarmi ha esordito così. Senza neppure dirmi “ciao”. Quando ha iniziato a parlare non avevo ancora letto la ricerca “Il tempo è donna”, realizzata dall’Istituto di Ricerche Ispo di Milano del professor Renato Mannheimer, dalla quale emerge che la donna mediamente su 40 anni di vita professionale lavora in media tre anni e tre mesi più degli uomini. “E secondo me hanno pure arrotandato il dato per difetto!”, ha sorriso.

Olga, 34enne, è sposata con un giornalista e ha un figlio di nove anni. Lei da sedici anni si occupa di cronaca nera e scrive per quotidiani e settimanali nazionali. Ha iniziato a lavorare nelle redazioni di giornali e televisioni, una settimana dopo essersi diplomata. E mentre collaborava studiava Giurisprudenza all’Università di Pisa.

Si alza tutte le mattine alle 6,30 e comincia a fare i lavori domestici in attesa di svegliare il bambino. Alle 7.30 “trascina” il figlio giù da letto (mentre il marito dorme ancora: rientra tardi la sera…) e mentre continua ad occuparsi della casa, lo sollecita a lavarsi e fare colazione. Quarantacinque minuti esatti per vederlo vestito e con lo zaino in spalla davanti alla porta di casa: è l’ora di andare a scuola. Ce lo accompagna lei.

“L’unico momento della giornata in cui riesco a rilassarmi è ‘l’appuntamento caffè’: i venti minuti che trascorro con quattro mamme dopo aver lasciato il figlio a scuola”, mi spiega Olga, elencandomi, ora dopo ora, la sua tribolata giornata. Poi rientra in casa. Accende il computer e prende il telefono in mano. Inizia a lavorare: interviste, piccole inchieste, ricerche d’archivio: “Non è vero che chi lavora da casa è un previlegiato” continua “molto spesso mentre faccio le interviste telefoniche, stiro, stendo i panni oppure preparo da mangiare. Non mi fermo mai”.

E in effetti è il lavoro domestico sommato a quello fuori casa, secondo la ricerca, ad incidere maggiormente nell’economia quotidiana della donna. In sostanza le donne lavorano circa un ora e mezzo al giorno in più degli uomini. Che, tradotto nelle 24 ore significa che le donne lavorano quasi un’ora e mezza in più dei compagni: sette ore e 26 minuti contro le sei e un minuto dei maschi.

E pensare che metà di questo tempo, al popolo femminile, non viene affatto retribuito. Senza contare poi che la percezione dei diversi carichi di lavoro spesso non viene percepita. Il tempo libero delle donne, ad esempio, viene solitamente considerato pari o superiore a quello di mariti e fidanzati. Che, sempre stando alla ricerca Ispo, tendono a ingigantire i loro impegni lavorativi, percependo un impegno molto superiore a quello reale in termini di ore.

Ore 13: Olga spegne il computer dopo aver dato l’ultima occhiata alle agenzie. Pranza con il marito e pulisce la cucina: piatti e pavimento (mentre il marito esce per andare in redazione….). Poi ancora a scrivere. Alle 16,30 il figlio esce da scuola e tre volte alla settimana lo deve accompagnare a calcio. Fino alle 19: “Lui corre e suda, io sogno il divano mentre faccio la spesa”, racconta Olga.

Alle 20 prepara la “prima” cena: quella per il pargolo. Mentre rivede i compiti del figlio, prepara la “seconda” cena quella per lei e il marito che tutte le sere non rientra prima delle 21,30. “Ma lo sai quando riesco a chiudere la cucina e pensare al letto? Alle 23,30. Come negli hotel. I giornali? E chi ha tempo di leggerli. E pensare che faccio la giornalista… Ah, se non ci fosse internet!”.

Un tran tran mica solo feriale: il sabato e la domenica le cose mica cambiano. Anzi. Diciassette ore, mezz’ora più o mezz’ora meno, senza stare ferma. Questa la sua giornata. E infatti, secondo la ricerca Ispo la donna si lamenta di più: circa il 10 per cento in più rispetto agli uomini sostiene di non riuscire a dedicarsi tempo a sufficienza. Il 70,4% degli intervistati, in particolare donne, ritengono di averne poco. E spesso neanche per curarsi, mica per per fare shopping o andare dal parrucchiere. Un dato che trova concorde anche Olga, che spiega: “Con i ritmi frenetici con i quali molte donne sono costrette a lavorare diventa difficoltoso anche andare dal medico a farsi i dovuti controlli”.

“Ma, Olga, consolati: secondo quanto emerso dal sondaggio, anche gli uomini sono diventati più abili a fare più cose contemporaneamente?”, le dico. “Era ora… Ma non fanno ancora abbastanza“. In effetti, a fronte dell’89,1 delle donne, solo il 77,1 per cento degli uomini si è adattato alle gimkane quotidiane, tra ufficio, figli e faccende domestiche. Già, butta lì la collega, prima di correre al supermercato: “Per fare tutto, a volte penso che avrei proprio bisogno di una… moglie!”.

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