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	<title>Italia &#187; Quegli uomini normali che frequentano le trans </title>
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	<description>Canale Italia di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 18:29:09 +0000</pubDate>
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		<title>Quegli uomini normali che frequentano le trans</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 15:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giacomo.amadori</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[I trans raccontano i segreti dei clienti. Che a "Panorama" confermano: "Non lo facciamo solo per curiosità".  
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.panorama.it/italia/files/2009/11/transessuale.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-7645" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2009/11/transessuale-large.jpg" alt="Transessuali" width="500" height="299" /></a> </p>
<p><strong>A Milano le transessuali (guai a usare l’articolo maschile) sono praticamente le uniche prostitute sopravvissute sui marciapiedi.</strong> Le multe antilucciole da 500 euro decise dal comune hanno svuotato i viali. Resistono solo loro, gli uomini che hanno voluto farsi donne.<span id="more-7643"></span></p>
<p>Donne parossistiche e monumentali che battono in via Cenisio, a due passi dal deposito delle auto rimosse dai vigili. Si dice che siano le più belle di Milano. <strong>Il Nuova idea di viale Castiglia, locale storico dalle trans milanesi, è appena stato demolito.</strong> I palazzi della prostituzione di via Napo Torriani 22 e via Sammartini 33 sono stati bonificati. L’ultimo ritrovo del transessualismo milanese resta un baracchino di panini gestito da un cittadino brasiliano a pochi metri dalla stazione. Nonostante questo le &#8220;marchette&#8221; delle trans non sono diminuite.<br />
Le cronache descrivono uomini potenti che mettono il loro destino nelle mani gigantesche e pittate di queste creature dalle voci cavernose e i seni esagerati, più simili ai personaggi barocchi e solari di <strong>Pedro Almodóvar</strong> che a quelli crepuscolari di <strong>Neal Jordan</strong>. Ma come scatta l’attrazione fatale tra i maschi italiani, spesso mariti e fidanzati insospettabili, e il pianeta trans, dove l’immaginario erotico va in corto circuito e assume le tinte del fumetto? Lo hanno spiegato a Panorama i protagonisti.</p>
<p>&#8220;<strong>Paradossalmente conosciamo alcuni dettagli del piacere virile meglio di una donna</strong>&#8221; avvia senza imbarazzi l’argomento Manila Gorio, transessuale pugliese, conduttrice di spettacoli tv e amica di diverse escort (vedere riquadro a pagina 60). &#8220;In più oggi c’è una fortissima tendenza alla bisessualità e con le ragazze trans si può esprimere con più soddisfazione questa doppia natura&#8221;.</p>
<p>Manuela, trentenne colombiana, &#8220;<strong>disposta ai giochi più segreti</strong>&#8220;, lavora in Piemonte, ha fatto la escort in Spagna, Francia e Germania e sostiene la mozione Gorio: &#8220;Il livello di bisessualità degli italiani è molto superiore a quello che ho verificato in altri paesi, fra i miei clienti siamo al 99 per cento&#8221;. I frequentatori delle transessuali spesso sono passivi, ma non amano l’etichetta di gay: &#8220;Dopo avere avuto un rapporto mi dicono tutti: “Guarda che non sono omosessuale, ho voluto provare, per me è la prima volta”. In realtà si vede che hanno una grande esperienza&#8221; continua Manuela.<br />
<strong>Il mito del &#8220;machismo&#8221; tricolore nei racconti delle transessuali scricchiola. </strong></p>
<p>Karina Becker, 22 anni, brasiliana, lavora a Bologna: &#8220;I clienti italiani vogliono tutti la stessa cosa, io con loro faccio sempre l’uomo. Si proclamano etero, ma sono tutti gay&#8221;. Nel suo sito indossa una sottoveste a rete e promette di essere una &#8220;padrona cattiva e autoritaria&#8221;. &#8220;<strong>Chi viene da me, spesso, sotto gli abiti da lavoro indossa reggiseni e perizoma</strong>&#8220;.<br />
Gessyca, siciliana purosangue, spesso in tournée al Sud (&#8221;La settimana scorsa un calabrese ottantasettenne mi si è addormentato sulle gambe&#8221;): &#8220;Io sono dominante attiva e chi entra nel mio letto capisce subito l’antifona e non si ribella. La maggioranza di chi viene da me vuole essere sottomessa e io realizzo i loro desideri&#8221;.</p>
<p>Nei discorsi delle trans emergono storie di personaggi importanti che nella loro vita clandestina chiedono non solo di fare sesso, ma di servire a tavola, di lavare i piatti, di fare il bagno al loro occasionale compagno di giochi.<br />
<strong>Però gli uomini non vogliono solo essere dominati</strong>. Alcuni cercano situazioni particolari, a volte estreme: &#8220;Recentemente due clienti, uno lavora nella moda, l’altro fa l’avvocato, hanno voluto che avessi rapporti con le loro compagne, bellissime e con corpi perfetti&#8221; aggiunge Gessyca. Che, quando è necessario, per scaldare l’ambiente e disinibire le signore ricorre all’alcol o alla droga.</p>
<p>Lavinia Moraes, ventiduenne con base a Roma in via Veneto, lunghi capelli biondi, una quarta di seno, è molto femminile: &#8220;<strong>Per ottenere questo aspetto ho rinunciato alla mia mascolinità.</strong> Le transessuali attive non mostrano certo la mia grazia. Eppure non hanno problemi a trovare clienti, anche importanti. Forse questi signori, quotidianamente circondati dal bello e dalla ricchezza, vivono come veramente trasgressivi l’abbrutimento e la decadenza&#8221;.</p>
<p>Pamela, trentenne italiana di base a Firenze, &#8220;<strong>dotatissima di un’esagerata esuberanza marmorea</strong>&#8220;, propone &#8220;giochi dannunziani&#8221; e preferisce non rispondere alla provocazione: &#8220;L’impotenza non fa belle&#8221;.<br />
Karina Moric si presenta negli annunci come &#8220;<strong>bambola di lusso per persone disinibite</strong>&#8221; e nelle foto assomiglia a un’eroina dei manga giapponesi. Vive tra Dubai, Las Vegas, Torino e New York. Un incontro con lei, &#8220;cena e dopocena&#8221;, costa 2 mila euro. &#8220;<strong>Incontro diversi politici, alcuni parlamentari. Quello che mi sorprende è che non si nascondano. </strong>Mi chiamano con il loro numero di telefonino visibile, vengono nel mio appartamento. Mi parlano delle loro famiglie, si lamentano delle mogli, chiedono di fare sesso orale non protetto&#8221;.</p>
<p>Chiara lavora a Porta Maggiore, a Roma e si definisce &#8220;una cagnolina latino-americana&#8221;, il suo appartamento &#8220;è il posto giusto per chi ama indossare lingerie francese, parrucca e tacchi a spillo&#8221;: &#8220;<strong>Con noi gli uomini osano travestirsi, perché offriamo complicità, mentre a casa questi signori difficilmente riescono a condividere le loro fantasie</strong>, magari le loro debolezze, con donne sempre più aggressive e in carriera&#8221;.<br />
I maschi nelle alcove delle trans non si sentono sotto esame, non devono realizzare nessuna prestazione, sanno che la sessualità della momentanea compagna è regolata dagli stessi meccanismi: &#8220;Anche se sembriamo femmine, in verità conosciamo personalmente i difetti di fabbrica del sesso virile, sappiamo come risvegliarlo. Le nostre erezioni stimolano quelle di chi viene con noi e il fatto che non possiamo fingere pungola il loro orgoglio e così diminuiscono le defaillance&#8221; assicura Mistress, trans milanese sulla trentina.</p>
<p>Per Aisa Moraes, nota pornostar trans (un incontro con lei costa 250 euro) &#8220;<strong>la società italiana è bigotta</strong>&#8220;, &#8220;i clienti sono incolti, ma puliti&#8221;, e le mogli &#8220;passano il tempo a fare shopping senza provare a comprendere i bisogni dei loro mariti, i loro sogni&#8221;. La maggior parte degli uomini ha il coraggio di domandare alle trans quello che alle consorti non chiede. A partire dal sesso orale che, a sentire le professioniste, sembra sia stato bandito dalle alcove delle coppie eterosessuali. Come molti altri desideri.</p>
<p>E così c’è chi paga per fingersi idraulico in casa di una casalinga lasciva e chi fa finta di essere un paziente nello studio della dottoressa.</p>
<p>Lisa Visconti, 50 anni, ex concorrente di <em>Miss Italia</em> (&#8221;Ho vinto una selezione perché non si erano accorti della mia vera natura&#8221;), vent’anni fa è stata protagonista di un reportage di <strong>Piero Marrazzo</strong> sui &#8220;femminielli&#8221; napoletani: &#8220;<strong>Gli italiani vanno con le trans per confrontarsi con la parte femminile che è in loro.</strong> Ognuno ha una doppia essenza, come il cielo e la terra, l’acqua e il fuoco: noi la caricaturiamo con labbrone, tettone e pisellone. Ma non siamo tori da monta&#8221;.</p>
<p>Anzi la maggior parte di loro sogna di diventare donna al 100 per cento. &#8220;<strong>Vorremmo farci operare</strong>&#8221; sostiene Gorio. &#8220;<strong>Ma molte volte non lo facciamo per due motivi: non abbiamo le garanzie mediche di recuperare appieno l’attività sessuale come femmina e le operate non lavorano più.</strong> Così le trans sono imprigionate in una gabbia: vorrebbero diventare completamente donne ma non lo fanno per non perdere i clienti&#8221;.</p>
<p>E questi ultimi come giustificano la loro passione particolare? Difficilmente parlano e se lo fanno mentono anche a loro stessi. Il giornalista trentenne, look studiato, Ray-ban colorati e basette curatissime, è quasi spavaldo: &#8220;I trans (per lui l’articolo è rigorosamente maschile, ndr) in alcune cose sono imbattibili. Li ho provati solo per quello&#8221;.</p>
<p>L’architetto con gli occhiali tondi fa outing per la prima volta: &#8220;Perché vado con loro? Non lo so&#8221;. Bofonchia quasi tra sé: &#8220;<strong>Non è semplice curiosità perché ormai succede da un anno. All’inizio mi dicevo: con un trans è come se non tradissi mia moglie perché è un uomo</strong>&#8220;. La risposta non suona convincente&#8230; &#8220;<strong>Se sono gay? Non credo</strong>&#8220;. E allora? L’architetto tenta di smarcarsi: &#8220;In realtà provo piacere nel sottomettere un altro maschio. Mi sento veramente virile solo in quella situazione&#8221;.</p>
<p>Il giovane impiegato dall’aria un po’ da nerd confessa il sospetto di essere omosessuale, annuncia di voler consultare un analista, quindi ribalta la domanda: &#8220;<strong>Vado solo con i trans operati, non sarò mica frocio, vero?</strong>&#8220;.</p>
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