
Stefano Cucchi
“Da quanto si evince dalla documentazione Stefano Cucchi ha firmato per non autorizzare la diffusione delle informazioni sulle sue condizioni di salute ai familiari”. Lo ha dichiarato oggi in Senato il ministro della giustizia Angelino Alfano, dove è intervenuto sul caso di Stefano Cucchi, il trentunenne deceduto in circostanze ancora da chiarire nell’ospedale romano «Sandro Pertini», nosocomio del carcere di Rebibbia.
Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, avrebbe dichiarato alla fine dell’intervento: “Aspetto di vedere la firma di mio fratello sul diniego a dare informazioni ai familiari sullo stato di salute”.
Panorama.it è in grado di mostrare il documento citato dal ministro e quella firma: la sera di sabato 17 novembre, verso le ore 19, il capoturno della polizia penitenziaria dell’ospedale presenta a Stefano Cucchi, appena ricoverato, un modulo intestato al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia.
A Cucchi viene richiesto di autorizzare “i sanitari di questa struttura a rilasciare notizie mediche alle persone sotto elencate durante tutto il periodo della degenza in questo reparto”.
Cucchi scrive “no” due volte sopra lo spazio dove andrebbero inseriti i nomi e il grado di parentela delle persone autorizzate. Sotto mette la sua firma. Sarebbe questo l’ultimo atto ufficiale di Stefano, la cui autenticità viene messa in dubbio dai familiari.
- Martedì 3 Novembre 2009


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Commenti
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Il 3 Novembre 2009 alle 18:31 nicksergio ha scritto:
Qualcuno mi può spiegare perchè una persona sana di mente dovrebbe rifiutare informazioni sulla propria salute ai familiari e soprattutto,affetto da lesioni assai gravi(fratture a 2 vertebre e contusioni al viso ed all’addome))rifiutare più volte un ricovero e tornare invece alla struttura dove è stato picchiato?L’interesse di tutti i giornalisti dovrebbe essere di appurare la verità su questa atroce storia,non fornire pannicelli caldi alle forze dell’ordine ed ai medici,sicuramente colpevoli almeno di omissione di denuncia di lesioni colpose….
Il 3 Novembre 2009 alle 22:50 indigesto ha scritto:
E’ una tristissima storia, tutta ancora da scrivere con chiarezza, senza “se” e senza “ma” !
Il 3 Novembre 2009 alle 23:00 Zione ha scritto:
Purtroppo ci ritroviamo di fronte alla solita storia di gendarmesca degenerazione, da parte del solito Gaglioffume, vigliaccamente ispirato, ben pasciuto e fellonescamente protetto dal solito GIUDICIUME !
Il 6 Novembre 2009 alle 15:20 indigesto ha scritto:
Caro Zione, piaccia o meno, i giudici tengono in mano il paese. Ma è un’altra storia. Qui pare che qualcuno si sia lasciato andare. Forse questo ragazzo qualche problema lo aveva, ma le nostre strutture carcerarie non sembrano attrezzate a fronteggiare certe emergenze. Manca personale specializzato ed i presidi sanitari atti alla bisogna. Emergeranno senza dubbio responsabilità individuali, ma le responsabilità maggiori ce l’ha il sistema con molte delle sue assurde leggi e bizzarri regolamenti.
Il 9 Novembre 2009 alle 9:50 Zione ha scritto:
Caro Indi, si tratta sempre della consueta storia di Malagiustizia; perchè da troppo lungo tempo, l’imperante Giudiciume, per potersi tenere saldamente a galla nell’Illegalità, ha avuto bisogno di disoneste complicità e si è spesso avvalso di certi Infingardi e squallidi personaggi; i quali si sono talmente affezionati alla copertura “legale” dei loro misfatti, che ritengono di non dover dare conto a nessuno delle loro nefandezze, e nè tanto meno ai loro pusillanimi Compari.
Certo che se la Giustizia fosse efficientemente funzionante, la possibilità che una persona fermata dalle Forze dell’Ordine venga poi interrogata entro il ragionevole tempo previsto dalla Legge, da un Magistrato che quasi certamente potrà indagare in piena libertà, anche su un eventuale “sant’Antonio”, l’infame e casermesco pestaggio teso a massacrare (il più delle volte) un “colpevole” di mancato inchino o tardivo scappellamento alle “Autorità” di turno; forse egregiamente rappresentate in questo caso, da alcuni emeriti Vigliacchi; per cui e molto evidentemente, se questa Giustizia funzionasse, il Popolo Italiano, avrebbe meno
Morti da piangere per disumana Barbarie.
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