Della serie niente panico: contro il Virus A c’è l’acquasantiera elettronica

Contro la paura del virus A, in Brianza c'è l'acquasantiera a dispenser

Contro la paura del virus A, in Brianza c'è l'acquasantiera a dispenser

Fino a pochi mesi fa era un semplice barista della Brianza. Gli affari andavano bene, tanto che il bar è diventato una pizzeria, per far lavorare anche i suoi due figli.
Ora, Luciano Marabese, che dal bancone è passato alla pensione, la sua fortuna vera la deve ad altro: a una sera passata assieme ai suoi clienti. Due risate, qualche bicchierino di amaro e una partita di calcio in tv, danno il via a una gara di invenzioni. Così, tanto per ammazzare il tempo e anche la noia. Che cos’è che ancora non esiste sul mercato, si chiedono. E giù con le proposte: un vero e proprio “brainstorming” (la stessa tecnica creativa usata dai dirigenti di azienda, quando devono studiare un nuovo prodotto). Tante idee, spesso strampalate. Poi, il colpo di genio del barista: inventare l’acquasantiera elettronica.

A dire il vero: “L’idea è nata in tempi non sospetti, rispetto ai virus A in giro in questi ultimi mesi”, racconta Marabese a Panorama.it. “Era il 2002 e allora gestivo il bar. Una sera, chiacchierando coi ragazzi, ho detto: perché non facciamo l’acquasantiera automatica. Tutti a ridere e a prendermi in giro. Poi, nei mesi seguenti, parlando coi parroci, ho scoperto che in realtà le acquasantiere tradizionali non le usa più nessuno e, anzi, i fedeli sono sempre più restii, fanno quasi finta di immergere le dita nell’acqua”.
Soprattutto oggi: quando i modi di fare sono cambiati, tra manie per l’igiene e fobie da contagio del’influenza A. Con l’invenzione Marabese basta avvicinare la mano a una cellula fotoelettrica - come nei lavandini degli autogrill, per capirci - ed ecco sgorgare giusto la goccia necessaria per farsi il segno della croce.
Della serie: come un’idea strampalata è diventata un vero affare. “Paradossale: più gli amici del bar ridevano alla mia nuova idea, più cominciavo a credere che potesse funzionare”, prosegue Marabese.

Il tempo, un po’ più galantuomo dei “quatto amici al bar”, gli ha dato ragione. In questi giorni ha raggiunto un accordo di produzione con un’azienda (la Acritec di Meda) ed entro fine mese le acquasantiere, ordinate da tutta Europa, potranno andare a destinazione. “Lo stampo, necessario per dar vita alla produzione, sarà pronto fra qualche settimana”, assicura l’inventore. Per ora esistono solo due prototipi, donati quattro anni fa alla chiesa dei Tre Fanciulli a Fornaci di Briosco (paesello tra Monza e Milano) e, in questo periodo seganto dalla paura della nuova influenza, arrivati alla ribalta della cronaca.

E degli affari: un modello costa attorno ai 1500 euro, ma il suo inventore assicura che parte dei ricavi sarà destinata allo scavo di pozzi di acqua in una missione in Africa, dove ora opera don Bruno, l’ex parroco del paese. “Spesso, me la paragonano a un dispensatore di sapone e allora mi arrabbio”, dice Marbese che, ormai, è sempre più lanciato nella sua nuova attività.
Senza abbandonare, però, il mestiere di un tempo. “Ormai ci pensano i miei due figli a gestire il bar. Ma ogni tanto ci vado a salutare e a dare una mano”.
Chissà che durante un’altra serata coi clienti, gli verrà in mente un’altra invenzione…

Commenti

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Il 10 Novembre 2009 alle 17:38 indigesto ha scritto:

Sarebbe bastato un dispencer a stantuffo come quello appunto del sapone, con una vaschetta si raccolta sotto, inaccessibile. Come sarebbe bastato trovare un argomento più serio per tirarne fuori un articolo!

Il 10 Novembre 2009 alle 18:20 enrico fumagalli ha scritto:

Questi son peoblemi seri.

Il 10 Novembre 2009 alle 22:58 Zione ha scritto:

Vecchio Henry, ma non ti dice niente il nome Luciano ?

Per i Napuli, significa di Santa Lucia …

Il 12 Novembre 2009 alle 14:26 indigesto ha scritto:

Piuttosto, farebbero bene, e so a Chi mi rivolgo, ad abolire quell’insensato “scambiatevi un segno di pace” che si risolve in un tocco di mani, allorquando si suppone che tutti quelli che vanno a Messa non debbano essere necessariamente in guerra tra loro. E, ammesso che lo fossero, non basterebbe certo un tocco di mano a riportare la pace tra loro!

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