Giustizia, regionali e alleanze. Ecco chi ha vinto nel faccia a faccia tra Presidenti

Il premier Silvio Berlusconi con il presidente della Camera Gianfranco Fini

Il premier Silvio Berlusconi con il presidente della Camera Gianfranco Fini

Ma insomma, chi ha vinto? Il match Gianfranco Fini-Silvio Berlusconi, che si è combattuto questa mattina nell’ufficio del presidente della Camera può essere giudicato come una singola partita oppure nell’arco del campionato. Nel primo caso, ha prevalso Fini.

Il premier ha infatti tentato di attaccare sulla riforma della giustizia, sulla “prescrizione breve” che avrebbe di fatto cancellato i processi Mills e Mediatrade, e su un accordo blindato per le candidature alle Regionali. Soprattutto, Berlusconi voleva dal suo alleato più riottoso una sorta di garanzia con tanto di firma: non l’ha ottenuta. Così come non ha portato a casa la prescrizione breve.

Quanto alle Regionali, non c’è stata partita perché il siluro della magistratura al candidato del Pdl in Campania, Nicola Cosentino (attuale sottosegretario all’Economia, sul quale il presidente della Camera ha messo il veto: “Non ne ho parlato con il presidente del Consiglio Berlusconi ma credo che non sia più nel novero delle cose possibili“), così come la candidatura di Massimo D’Alema a mr. Pesc per l’Unione europea, hanno imposto il rinvio.
Fini ha però dato il proprio appoggio
, ed è stato lui a spiegarne pubblicamente i dettagli, a una riforma del codice di procedura penale che abbrevia drasticamente i tempi dei processi. Potranno raggiungere al massimo 6 anni, e non più di due per ogni grado di giudizio. Il tempo eventualmente risparmiato in uno dei tre gradi non potrà essere recuperato nell’altro. La riforma si concretizzerà in un disegno di legge di iniziativa parlamentare (quindi, non di pertinenza del governo), che verrà incardinato probabilmente al Senato, articolato su tre punti.

Il primo - che viene incontro a numerose censure sulla lunghezza della giustizia italiana - stabilisce che un processo per essere equo non deve appunto durare complessivamente più di sei anni, due per grado. Chi ha subito un procedimento lungo, e dunque vessatorio, può presentare una richiesta d’indennizzo, che vale anche per i procedimenti in corso. Sanato il passato, per il futuro (secondo punto), si introduce il tetto alla durata dei processi, con le modalità già dette, e che riguarderanno appunto le ipotesi di reato non superiori a dieci anni, ad eccezione di quelli per mafia, terrorismo e grave allarme sociale. Se si eccedono i limiti di durata scatta la prescrizione, che non varrà per i recidivi.
Il terzo punto è una norma transitoria grazie alla quale la tagliola della prescrizione sarà applicata anche ai processi in corso, ma limitatamente a quelli pendenti in primo grado. Secondo alcuni - il Pd e Di Pietro in prima linea - si reintroduce di fatto la prescrizione breve che impedirebbe il giudizio definitivo per Berlusconi nei processi Mills e Mediatrade, che devono ancora iniziare. Se fosse vera questa ipotesi, bisognerà ovviamente cronometrare i tempi dei giudizi di primo grado.

Ma sia Fini, sia anche il Quirinale, avevano già esplicitato il loro no a tagliare i tempi della prescrizione per i processi pendenti: il taglio, nell’ipotesi degli avvocati del premier, avrebbe dovuto essere di un quarto di quanto previsto dal codice di procedura penale: oggi la prescrizione è commisurata al massimo della pena edittale, non inferiore a sei anni per i delitti ed a quattro per le pene pecuniarie. Ma il richiamo alle condanne della Corte di Giustizia europea, assieme alle maggiori risorse per la giustizia da trovare in Finanziaria, garantite da Fini, dovrebbero far superare almeno le perplessità istituzionali del capo dello Stato.

Su questo punto la consulta giustizia del Pdl incontrerà domani i vertici dell’Associazione magistrati: la consulta è però presieduta da Nicolo Ghedini, uno degli avvocati di Berlusconi. Riassumendo: è un compromesso, che nell’immediato dà più soddisfazione al presidente della Camera.
Ma, a meno di altri strappi tra i due, potrebbe segnare la fine delle ostilità tra Fini ed il capo del governo, e in questo caso sarebbe Berlusconi a beneficiarne di più.

La prossima partita? All’atto della definizione delle candidature per le Regionali. Un puzzle che si è riaperto non solo al Nord, per gli appetiti della Lega, ma anche in Lazio e Campania. Il problema di oggi è rappresentato dall’impeachment di Cosentitno, coordinatore campano del Pdl di sponda Forza Italia, da tempo nel mirino dei finiani, oltre che della magistratura.
Mentre il Lazio è appeso alle decisioni di Bruxelles: se D’Alema otterrà la nomina a ministro degli Esteri dell’Ue, Antonio Tajani dovrà tornare a Roma. Essendo oggi vicepresidente della commissione e commissario ai trasporti, il risarcimento dovrebbe essere adeguato. O la candidatura alla presidenza del Lazio, o una poltrona nel governo.

Con la prima ipotesi, salterebbe la forte candidatura di Renata Polverini, leader Ugl, sponsorizzata da Fini (ma non dal resto di An). E la Campania andrebbe ad una personalità proveniente da Alleanza Nazionale. Se invece D’Alema non la spuntasse, oppure per Tajani si optasse per il governo, allora la Polverini tornerebbe a correre per il Lazio, ed il Pdl - area Forza Italia - dovrebbe trovare un altro nome per la Campania.

Come si vede il campionato è ancora lungo, e il modulo di gioco tutto da perfezionare.

Commenti

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Il 10 Novembre 2009 alle 19:41 indigesto ha scritto:

Bella la politica per i politici, eh? Con tutti questi giochetti varrebbe la pena di chiamarla POLUDICA ! E i cittadini? Bèh, quelli vanno a votare…Bèh, bèh e, ancora una volta, bèh!

Il 10 Novembre 2009 alle 22:50 Zione ha scritto:

Aproposito di Malagiustizia e in risposta a Vincenzo, alias il Contadino, in merito al suo post: ” Le toghe gettano la maschera e preparano il ribaltone: Attentato allo stato? ”

Certi Cialtroni, la maschera è da tanto tempo che non la tengono più; perchè sono stati svergognati pubblicamente dalle loro malefatte a danno di tanta povera gente, che seppure di sfuggita è incappata nelle maglie della loro vigliaccheria e spesso ha anche pagato colla vita; per il fatto di aver avuto il coraggio di non piegarsi davanti a minacce e coartazioni; ma crollando poi dinanzi a terribili e distruttive calunnie.

Questa triste genia di Malfattori, incurante delle innumerevoli prove di demolizione della Giustizia, da loro spavaldamente fatte finora, continua temerariamente e incoscientemente imperterrita ad ostentare boria, supponenza e tracotanza; senza rendersi conto che il Popolo non ce la fà più a sopportare oltre, i tanti lestofanti, gaglioffi e masnadieri giudiziari, che hanno avvelenato le Sacre Istituzioni.

Pertanto è giunto il momento che lo Stato li consideri per quello che sono, dei Fuorilegge e si regoli in conseguenza, cominciando a sciogliere e col mettere al bando qualche criminale associazione, che persegue solo fini di carriera e di illecito arricchimento per alcuni loro caporioni “politici” ed è di incommensurabile danno alla Società delle persone oneste; a cominciare dai Magistrati Galantuomini, che sono i primi a subire le nefaste conseguenze dei loro loschi intrallazzi.

Il 11 Novembre 2009 alle 13:50 colley ha scritto:

io ringrazia gianfranco Fini di essere solidarieta con mio sogno SILVIO che io adoro,stesso si sono niente per lui,mi mai ho adoro un uomo come SILVIO,anche,oggi ho visto che “TOTO RIINA”ha voluto ripare mio sogno SILVIO?mi vorrei le ripare anche,ma per una altra causa:l’amore,abbracciare coccolare l’uomo che io adoro le piu:mio sogno SILVIO,si tu voglio TOTO RIINA m’aiutare:ripare SILVIO,ma dare le mi dopo,ho bisogno d’abbracciare ce amore,ce sogno,suo viso affetuoso,simpatico:mio raggio di sole SILVIO,SOPHIE

Il 11 Novembre 2009 alle 18:12 L’Alleanza per l’Italia di Rutelli: volti noti e un nome di seconda mano - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] di quel manifesto: Gianfranco Fini, oggi presidente della Camera e co-fondatore del Pdl, che da tempo tende a smarcarsi dalla sua maggioranza. E che Rutelli vorrebbe anche coinvolgere nel “nuovo” progetto di Alleanza per [...]

Il 12 Novembre 2009 alle 19:03 Immunità parlamentare,il ritorno. Chi ci sta, chi no, chi forse.. | Circolo Luce Del Sud ha scritto:

[...] breve” preparato da Nicolò Ghedini, che sarà un primo banco di prova per la maggioranza (dopo l’intesa tra Berlusconi e Fini) sui temi della giustizia. A giudicare dalle reazioni di ieri e da quanto dichiarato nei giorni [...]

Il 16 Novembre 2009 alle 18:02 Partita aperta nel Pdl: il rebus Fini - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] l’accordo c’e. Gianfranco Fini, dopo un faccia a faccia con Silvio Berlusconi, ha riconosciuto martedi 10 novembre la necessita di salvaguardare il premier [...]

Il 17 Novembre 2009 alle 0:20 Processo breve? Ma perchè allora rinvia? « Loriscosta’s Weblog ha scritto:

[...] 7 commenti [...]

Il 2 Dicembre 2009 alle 13:21 Fini fuori onda ed è gelo con Berlusconi: “Non devo spiegazioni” - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] (con i pontieri che fanno notare come quelle parole sono datate 6 novembre, alla vigilia del faccia a faccia chiarificatore tra i presidenti) sta reggendo, ma fino a [...]

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