Inquinamento? Preoccupa il 90% degli italiani, dopo disoccupazione e crisi

Una scena del film MarPiccolo, ambientato a Taranto, la terza città più inquinata d'Europa

Una scena del film MarPiccolo, ambientato a Taranto, la terza città più inquinata d’Europa

La tutela dell’ambiente? È la terza preoccupazione degli italiani, dopo la disoccupazione e la crisi economica. Almeno secondo una recente indagine, voluta da Upa e AssoComunicazione e condotta da Gfk – Eurisko.

Presentato a Milano nei giorni scorsi, lo studio rivela che circa il 90% degli italiani è attento ai cambiamenti climatici e a problemi come l’inquinamento dell’aria e lo smaltimento dei rifiuti.
Ma la strada verso uno sviluppo sostenibile nel nostro paese è ancora lunga. “Gli italiani sono ancora in una fase di pre-ambientalismo, più arretrati rispetto ad altri paesi, in una specie di apprendistato più lento che altrove, ma con il convincimento che indietro non si torna”, spiega Giuseppe Minoia, presidente di Gfk - Eurisko.

Il 77% degli intervistati, infatti, secondo la ricerca (condotta su un campione di 1.000 persone tra i 18 e i 64 anni e su 15 gruppi a Milano, Roma, Salerno e Catania), ritiene che i propri comportamenti siano oggi più attenti rispetto al passato,  ma il 74% pensa anche che il nostro sia un paese poco sensibile ai temi ambientali, in cui si fa troppo poco per aiutare i cittadini nei comportamenti virtuosi di sostenibilità. Le persone più preoccupate sono quelle tra i 30 e i 50 anni, in particolare le mamme e quelle più attrezzate per informazione e cultura. I più tiepidi, purtroppo, sono i giovani.

Insomma, cosa fare per migliorare l’ambiente, secondo gli italiani? Ridurre i consumi inutili, soprattutto, con comportamenti “tradizionali”, come spegnere la luce quando non serve, accendere il riscaldamento solo se necessario e consumare i prodotti di stagione. I settori percepiti come più sensibili? L’energia (93%), il ciclo dei rifiuti (81%) e, a sorpresa, i prodotti alimentari (78%), tanto che il 65% è disposto a spendere qualcosa in più per quelli a basso impatto ambientale.

La consapevolezza che si dovrebbe fare di più è diffusa, spiega Eurisko, ma mancano le informazioni e anche le risorse (47%) e per questo gli italiani si sentono un po’ in colpa (45%). In generale, si ritiene che a livello mondiale si stiano prendendo decisioni importanti che aiuteranno la sostenibilità (44%).

“La rivoluzione verde è solo agli inizi, ma la velocità della sua avanzata cresce in modo esponenziale, accompagnata da fattori quali lo sviluppo del digitale e la recessione economica che ne accelerano la corsa. E presto coinvolgerà tutti gli aspetti della nostra vita, fino a diventare la nuova normalità“, chiosa Diego Masi, presidente di AssoComunicazione.

Qui di seguito la mappa Istat degli investimenti per l’ambiente delle varie regioni italiane:


Visualizza Ambiente: il Sud investe più del Nord in una mappa di dimensioni maggiori

Commenti

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Il 11 Novembre 2009 alle 14:09 indigesto ha scritto:

Che l’attività umana possa tanto influire sull’ambiente è rilevabile nei grandi agglomerati urbani e qualcosa va fatto in quella direzione. Che le stesse possano influire sul clima credo che sia innanzitutto un businnes dalle colossali dimensioni. Insistere sulla fonti alternative è un affare a cui si stanno interessando le mafie nel Sud del nostro paese, ricavandone forti guadagni, con gli impiati eolici e fotovoltaici. Quando ce ne accorgeremo sarà troppo tardi!

Il 11 Novembre 2009 alle 19:03 Ambiente al 3° posto nelle preoccupazioni degli italiani ha scritto:

[...] a spendere un pò di più per acquistare prodotti attenti all’ambiente. Cliccando sul link è possibile leggere l’intero articolo apparso su [...]

Il 20 Settembre 2010 alle 19:37 La giornata in pillole: appartamento di Montecarlo, carte incomplete alla Procura - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] - L’aria che si respira nelle città italiane è tra le meno pulite in Europa. Lo sostiene l’Istat, che raccogliendo i dati [...]

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