
Francesco Rutelli presenta il simbolo del suo nuovo partito: Alleanza per l'Italia
Allora, (ufficialmente) ci stanno: lui ovviamente, Francesco Rutelli (ex radicale, ex margheritino, ex vicepremier ulivista, ex Pd) come fondatore; Linda Lanzillotta (già ministra prodiana, che ha salutato il Pd, a mezzo Corriere della Sera: “Lascio perchè è fallito un progetto al quale ho molto creduto”); Gianni Vernetti (deputato da sempre vicino all’ex vicepremier); Lorenzo Dellai (governatore del Trentino dalle mani libere e dalle alleanze trasversali); l’imprenditore Massimo Calearo (voluto da Veltroni in Parlamento: “Ero nel Pd perché c’era un’idea di Veltroni. Ora c’è Bersani che ha idee diverse…”); Bruno Tabacci (ex democristiano, già fondatore della Rosa Bianca, che ha detto addio all’Udc) nel ruolo di portavoce; Pino Pisicchio (fuoriuscito dall’Idv di Di Pietro con l’obiettivo di fermare “la deriva telepopulistica”). A contorno, un nugolo di deputati e senatori (una ventina di parlamentari), per la maggior parte freschi di divorzio dai Democratici.
Restano sulla soglia: l’ex forzista Paolo Guzzanti, che vuole essere della partita ma senza abbandonare il partito di cui oggi è vicesegretario, il Partito Liberale Italiano e Giorgio La Malfa, in attesa della decisione del congresso del suo partito repubblicano: “Spero di trascinare il Pri in questa avventura”.
Questa, in linea di massima, la nuova squadra rutelliana. Nuova? Insomma, definirla una compagine di novellini della politica, di volti nuovi alle prime armi, sarebbe un po’ troppo. Tanto è vero che per disssipare quell’aria da déjà vu, Lorenzo Dellai si è affrettato ad assicurare: “Non vogliamo essere il partito degli scontenti”, un accolita di rancorosi, per dirla con Capossela, di ex che mugugnano.
Da dove parte?
L’aggregazione nasce e parte da una saletta di palazzo Ruspoli, dove si è riunita la coalizione di volonterosi: “Iniziamo un cammino per aggregare quanti vogliono un’Italia democratica, liberale, popolare e riformatrice“, ha detto l’ex leader della Margherita, con una “dichiarazione telegrafica” ma scandendo bene i quattro aggettivi. Che servono a spiegare nome, simbolo e progetti del movimento: Alleanza per l’Italia. L’obiettivo? Innovativo: “Migliorare questo paese”. “Vogliamo essere un’alternativa” ha sentenziato invece il portavoce Tabacci, “al populismo che viene seminato a piene mani dal premier e dal suo principale alleato, la Lega. Ma siamo critici anche verso l’opposizione: il Pd è diventato un prolungamento dei Ds, e la corrente giustizialista non ci piace”. Secondo Alleanza per l’Italia, spiega Tabacci, è “indifendibile” l’attuale bipolarismo, ed è alla ricerca di nuove strade, perché “siamo convinti che qualcosa si sta muovendo nel paese”.
Dove vuole arrivare?
Tra chi si sta muovendo (e anche di questo si parla da un po’), c’è sicuramente Pier Ferdinando Casini. “Con Casini ci sarà una collaborazione molto presto”, ha assicurato l’ex sindaco di Roma. E il leader centrista, dal canto suo, non nasconde la sua soddisfazione per l’accelerazione di Rutelli: “La sua battaglia è la nostra battaglia. La realtà è che c’è una costituente di centro che ha ottenuto due milioni e mezzo di voti. E se Rutelli lavora bene raddoppiamo”. Nonostante l’Alleanza sia ufficialmente appena nata, è stata organizzata la prima convention l’11 e 12 dicembre a Parma.
Nome già in uso in Rete
In vista dell’appuntamento di dicembre, il lavoro per Rutelli è tutto concentrato sulla promozione e sul logo. Che è già stato registrato, nonostante sia ancora in progress perché si aspetta l’esito di “una consultazione online”. La grafica è molto semplice: tra le parole “Alleanza” e “per l’Italia” c’è una X di cui la metà sinistra, leggermente più grande, è in colore verde e quella destra è in rosso.
Anche nome e il dominio internet del movimento sono stati registrati, il 26 ottobre, ha rivelato lo stesso Rutelli: “Siamo riusciti a mantenere la riservatezza”. Fin troppa riservatezza, visto che cercando in rete la parola “Alleanza”, nella stringa di ricerca di Google.it compaiono una decina di risultati, ma nessuno fa riferimento al piano dell’ex sindaco di Roma. Si trovano, lasciando stare le assicurazioni: Alleanza nazionale, Alleanza di centro (il partitino di Francesco Pionati); Alleanza democratica, (di tale Giancarlo Travagin).
Ma è curioso che di “Alleanza per l’Italia”, si parlasse in realtà , nel 2008. Perché questo era - lo testimonia questa pagina “Il documento di An elaborato in vista della Conferenza nazionale di Milano del 14, 15 e 16 marzo” (del 2008 appunto, un anno prima della nascita del Pdl). 10 punti “inviati ai coordinatori regionali, ai presidenti provinciali, all’esecutivo nazionale e ai parlamentari nazionali ed europei”, con l’obiettivo di creare una grande Alleanza per l’Italia e costruire un centrodestra “nuovo” capace di ampliare i propri consensi.
Mittente di quel manifesto: Gianfranco Fini, oggi presidente della Camera e co-fondatore del Pdl, che da tempo tende a smarcarsi dalla sua maggioranza. E che Rutelli vorrebbe anche coinvolgere nel “nuovo” progetto di Alleanza per l’Italia. Tanto il nome è lo stesso…
- Mercoledì 11 Novembre 2009
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Commenti
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Il 12 Novembre 2009 alle 17:28 indigesto ha scritto:
Ma no, è solo una mini-ammucchiata, sempre per l’Italia, s’intende; mica per i comodacci loro!
Il 3 Dicembre 2009 alle 20:07 Berlusconi su Fini calma le acque: la resa dei conti è solo rinviata - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] un’avventura in solitario di Fini a danno del Pdl, così come finora non c’è stato riscontro all’uscita dal Pd di Francesco Rutelli. L’area di centro, strategica per varie alleanze, continua ad essere saldamente in mano [...]
Il 15 Gennaio 2010 alle 13:41 Tutti i contorsionismi di Bersani per fare la corte a Casini - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] il partito per andare tra le braccia di Casini (senza neanche prima sfiorare i lidi dell’Api di Rutelli e Tabacci), portandosi dietro una manciata di [...]
Il 2 Febbraio 2010 alle 17:12 Il secondo partito in Italia? Il “terzo” polo degli indecisi - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] quota della Lega che raggiunge il 10,5%, mentre al centro l’Udc raccoglie il 5,9% e l’Api di Francesco Rutelli e Bruno Tabacci si deve accontentare di un magrissimo [...]
Il 2 Febbraio 2010 alle 17:29 Circolo Luce Del Sud » Il secondo partito in italia?Il “terzo polo” degli indecisi ha scritto:
[...] invece, la quota della Lega che raggiunge il 10,5%, mentre al centro l’Udc raccoglie il 5,9% e l’Api di Francesco Rutelli e Bruno Tabacci si deve accontentare di un magrissimo [...]
Il 6 Settembre 2010 alle 12:01 Il doppio gioco di Fini non piace neanche ai “futuri” alleati - Italia - Panorama.it ha scritto:
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Il 12 Settembre 2010 alle 12:47 Addio 2009: i fatti principali della politica italiana - Italia - Panorama.it ha scritto:
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