Le aspirazioni di Tabacci: “Sarò il ponte tra Casini e Rutelli. L’Udc? C’è ancora chi guarda al Cav”

Bruno Tabacci insieme a Francesco Rutelli

Bruno Tabacci insieme a Francesco Rutelli

Ha cambiato di nuovo casacca, stavolta per costruire il grande centro assieme ai transfughi del Pd. Bruno Tabacci, ex Dc, uscito dall’Udc (di cui era esponente dell’ala “sinistra”) nel 2008 per fondare la Rosa Bianca (poi confluita dopo pochi mesi nell‘Unione di Centro), ci crede sul serio alla rinascita della Balena Bianca. In salsa “rutelliana” questa volta. C’è anche il suo nome, infatti, accanto a quello di Francesco Rutelli, Linda Lanzillotta, il governatore trentino Lorenzo Dellai e Massimo Calearo, tra i fondatori del movimento Alleanza per l’Italia
Panorama.it lo ha intervistato, parlando di questo progetto politico, del bipolarismo e del futuro (e difficile) matrimonio con il leader dell’Udc.

Onorevole, da pochi giorni è diventato il nuovo portavoce del movimento Alleanza per l’Italia. Un progetto ambizioso: formare un grande movimento al di là del Pd e del Pdl. C’è ancora spazio per il “grande centro” in Italia?
Comincia ad esserci spazio. La retorica del bipolarismo ha impedito negli ultimi anni che iniziative in questa direzione andassero in porto, anche se negli ultimi passaggi elettorali c’è stata una serie di segnali che ci hanno incoraggiato. In molti hanno dovuto rivedere il giudizio su questo sistema, un bipolarismo muscolare che non ha prodotto grandi risultati, a quanto vedo.
Prima convention a Parma i prossimi 11 e 12 dicembre. Quali novità?
Finalmente si darà voce a quella porzione di elettori non soddisfatti. Se leggiamo le ultime statistiche ci dicono che circa il 40% degli italiani non si esprimono a favore dell’uno o dell’altro schieramento. Vogliamo dar voce a questi elettori che non si riconoscono nella politica del Pdl e del Pd.
Perché ha lasciato (di nuovo, ancora) l’Udc?
Questa è una semplificazione giornalistica. La verità storica è un’altra ed è coerente con il mio percorso politico: a gennaio 2008 ho fondato la Rosa Bianca in polemica con i dirigenti dell’Udc. Un mese dopo Casini ha rotto ad Arcore con Berlusconi. E così ci siamo trovati con due formazioni diverse , ma di nuovo sulla stessa strada, e abbiamo fatto in modo di unire le forze. In Parlamento mi ero iscritto al gruppo dell’Unione di centro, ma come rappresentante della Rosa Bianca. Per cui si dica pure ciò che si vuole, ma non è vero che in questi anni sono entrato e uscito dall’Udc quando volevo.
Si è fatto il suo nome per la presidenza in Lombardia (e, a dire il vero anche per il Lazio). Si presenterà, dunque, alle regionali?
Per il Lazio tenderei ad escluderlo. Io sono lombardo, vivo a Milano e ho forti legami con la mia terra, la Lombardia. Non c’è dubbio che non apprezzi un possibile quarto mandato di Roberto Formigoni, anche perché bisognerebbe fissare dei limiti per i mandati nelle regioni, dove c’è un vero e proprio presidenzialismo, considerano i poteri che hanno acquisito i governatori in questi ultimi anni. In Lombardia, poi, sento parecchie lamentele sulla sanità. Preferirei avere una buon medico, piuttosto che uno assunto in ospedale solo perché indossa una particolare maglietta.
Quindi, aspira alla carica di presidente della Lombardia?
In verità, è un’esperienza che ho già fatto vent’anni fa e in queste settimane non sto certo lavorando per un nuovo mandato. Di certo, non dipende da me. Altrimenti, vediamo cosa succede e, se si creasse un nuovo progetto, non mi tirerei indietro, anche se auspico che ci sia un’alternativa rispetto a una mia possibile candidatura.
Casini ha commentato, a proposito del lancio di Alleanza per l’Italia, che “La sua battaglia è la nostra battaglia”. Si unirà a voi? E quando?
Penso di sì, fiancheggiando la nostra azione per la ricomposizione del centro. Con l’elezione di Bersani, che si ricollega alla tradizione post comunista, alcuni parlamentari non possono più stare nel Pd. Casini è molto realista e sa che per attrarre questi elettori c’è bisogno di un contenitore diverso dall’Udc.
E allora perché non ha aspettato il leader dell’Udc e ha invece abbracciato subito Rutelli, diventandone il portavoce? Non si fida di Pier?
Il processo di accelerazione è stato dato dal Pd, dicevo, che con la scelta di Pier Luigi Bersani è tornato nell’alveo del post comunismo e ha spinto non solo Rutelli, ma anche altri parlamentari ed esponenti regionali a uscire dal partito, per dare vita a un nuovo movimento. Casini non era pronto e l’Udc non poteva accoglierli: non era il contenitore giusto per politici che si apprestavano ad uscire dall’esperienza del Pd. In questo senso, la mia scelta di entrare in questo nuovo movimento è anche quella di fare da sponda all’Udc per entrare nel nuovo movimento.
E se Casini, invece, all’ultimo vi “tradisse”, appoggiando di nuovo Berlusconi?
Casini in questi mesi sta portando avanti una tattica di equivalenza nelle alleanze. Il nostro progetto lo convince, anche se è vero che un pezzo dei dirigenti dell’Udc preme, e lo fa da molti mesi, per l’alleanza totale con Berlusconi. Insomma, non sarà un passaggio facile per Casini quello nei prossimi mesi, dal punto di vista dello spostamento elettorale. Se rompe definitivamente con Berlusconi, credo che non riuscirà a traghettare tutto il suo partito in un nuovo progetto politico. La capacità di attrarre del Cavaliere è ancora molto forte in politica, anche se io ne sono diventato immune.

Commenti

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Il 13 Novembre 2009 alle 14:27 vincenzoaliascontadino ha scritto:

Da oltre 30 anni di carriera Voltagabbana ed Iscariota sempre?
Capisco e sono d’accordo! Saranno Ponte sì, quello di Tor di Quinto con flop, come lo fu per Walterloò: da oltre 30 anni di Politica senza aver prodotto nada, ma solo entrati ed uscito da Radicale, Verde, Pds, Pd tutto qui, per avere fiducia pe‘‘cchisti guagniuncielli? http://vincenzoaliasilcontadin.....lider.com/

Il 13 Novembre 2009 alle 18:55 nhico ha scritto:

Tabacci aspira. Lui che parla contro il ponte sullo Stretto di Messina, lui che nega l’abbraccio, a lungo rinviato, tra lo Stivale e la Trinacria, lui che è contro tutte le cose di ampio respiro, anela a fare da ponte tra Rutelli e Casini. A ciascuno il suo e così sia.

Il 15 Novembre 2009 alle 21:36 indigesto ha scritto:

Un ponte tra due sponde instabili non può che essere un ponte..ballerino!

Il 18 Novembre 2009 alle 13:49 Berlusconi day: “sì”, “no”, forse. Piazza e internet divisi. L’opposizione pure - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] mezzo, Francesco Rutelli. Che, da neo leader di Api, si diverte a “rigirare il pungilione” nella piaga dei suoi ex compagni di partito: [...]

Il 18 Novembre 2009 alle 17:18 Berlusconi day: “sì”, “no”, forse. Piazza ed internet divisi. L’opposizione pure | Circolo Luce Del Sud ha scritto:

[...] mezzo, Francesco Rutelli. Che, da neo leader di Api, si diverte a “rigirare il pungilione” nella piaga dei suoi ex compagni di partito: “Siamo [...]

Il 15 Gennaio 2010 alle 0:24 TUTTI I CONTORSIONISMI DI BERSANI PER FARE LA CORTE A CASINI. « Freedom ha scritto:

[...] il partito per andare tra le braccia di Casini (senza neanche prima sfiorare i lidi dell’Api di Rutelli e Tabacci), portandosi dietro una manciata di [...]

Il 2 Febbraio 2010 alle 17:08 Il secondo partito in Italia? Il “terzo” polo degli indecisi - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] il 10,5%, mentre al centro l’Udc raccoglie il 5,9% e l’Api di Francesco Rutelli e Bruno Tabacci si deve accontentare di un magrissimo [...]

Il 2 Febbraio 2010 alle 17:29 Circolo Luce Del Sud » Il secondo partito in italia?Il “terzo polo” degli indecisi ha scritto:

[...] il 10,5%, mentre al centro l’Udc raccoglie il 5,9% e l’Api di Francesco Rutelli e Bruno Tabacci si deve accontentare di un magrissimo [...]

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