Non ha perso il consueto entusiasmo, nonostante la lite che secondo il Corriere della Sera l’ha contrapposto all’antagonista di sempre, Giulio Tremonti, il ministro anti fannulloni e anti burosauri. È infatti con la solita verve che Renato Brunetta ha presentato alla stampa il ddl sulla semplificazione amministrativa approvato in Consiglio dei Ministri.
Insomma, dal governo è arrivato il via libera al provvedimento anti-burocrazia voluto dal “capo” degli statali. Un testo che contiene, tra l’altro, l’anagrafe e le pagelle scolestiche online dal 2012, il rilascio in formato elettronico di tutte le prescrizioni farmaceutiche e invita caldamente i lavoratori pubblici al sorriso nei confronti degli utenti (ops, clienti come preferisce chiamarli lo stesso minsitro). “Basta con le molestie amministrative. La pubblica amministrazione non deve più molestare i cittadini” afferma Brunetta.
“È un avvio dalla parte dei cittadini”, assicura il ministro spiegando che oltre alla semplificazione ci sarà anche “più dignità della pubblica amministrazione”, a cominciare dal giuramento sulla Costituzione previsto per i neo assunti.
“In fondo” sottolinea con schiettezza il ministro “se volete, è acqua fresca. Ma dalla parte dei cittadini. Ve lo ripeto piano. Sarà possibile effettuare il cambio di residenza senza la presenza fisica dell’interessato, rendendolo possibile per via telematica, grazie a modifiche al regolamento anagrafico. E tutti noi sappiamo” aggiunge “che cosa significa visto che credo almeno una volta abbiamo fatto un cambio di residenza”.
Ma a far discutere è anche la norma che renderebbe “obbligatoria” la gentilezza negli uffici pubblici. Se nessuno ha nulla contro la “buona educazione”, sindacati e associazioni dei consumatori chiedono però di passare dalle parole ai fatti. E non nascondono qualche perplessità . “Chissà se con l’occasione il ministro Brunetta riuscirà a ‘normare’ la sua di gentilezza“, dice ironico Carlo Podda, segretario generale della Funzione pubblica della Cgil. “Basti pensare” sottolinea Podda “a certe sue espressioni nei confronti della Cgil. Speriamo, quindi, che le norme che presenterà saranno incoerenti con il suo comportamento, perché, se prenderà ispirazione da se stesso, ci sarà da preoccuparsi a entrare negli uffici pubblici”. E ancora: “Viva la buona educazione, ma credo che sia una banalità : è naturale che accogliere le persone con un sorriso, piuttosto che con un grugnito, sia meglio. Temo però”, aggiunge “che, come spesso accade con il ministro Brunetta, siamo di fronte a un ennesimo spot, un annuncio a cui i fatti che seguono hanno relativa consistenza e, soprattutto, per poco tempo”.
Anche Gianni Faverin, segretario generale della Fps Cisl, stigmatizza: “Il problema vero non è la gentilezza dei dipendenti, ma se lui è gentile con loro. Abbiamo firmato lo scorso 30 aprile il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici, ma da allora aspettiamo la convocazione del ministro per sapere se ci sono i fondi e come sono organizzati”.
E interventi concreti chiede Paolo Landi, presidente di Adiconsum. “È necessario passare dalle enunciazioni di valori” avverte “all’individuazione delle criticità presenti nella P.A. e vedere come risolverle. Ormai, in questo Paese, i cittadini sono pieni di enunciazioni, si deve passare ai fatti”.
I fatti previsti dal disegno di legge, collegato alla Finanziaria prevedono, come detto, il giuramento sulla Carta dei dipendenti pubblici, pena il licenziamento (Brunetta ha rivelato che è stato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ad auspicarlo. L’obbligo del giuramento c’era fino a 15 anni fa ed ora è stato reintrodotto); la Carta dei Doveri della pubblica amministrazione con sanzioni per i dirigenti inadempienti; il rilascio della carta d’identità già a dieci anni.
Le novità del testo (35 articoli concordati anche con i ministeri di Giustizia, Esteri, Semplificazione e Gioventù) riguardano anche la semplificazione della tenuta dei libri sociali (modificando il codice civile) e del conferimento dei poteri di rappresentanza degli imprenditori, la presentazione solo via web delle richieste allo sportello per l’edilizia, una maggiore efficienza delle procedure per la riscossione delle spese di giustizia.
Arrivano norme più semplici pure per inviare i pubblici dipendenti a lavorare presso enti internazionali, mentre la Farnesina potrà mettere a disposizione delle istituzioni Ue fino a sessanta funzionari della carriera diplomatica. I risparmi stimati dal taglio degli oneri sulle imprese entro il 2012 ammontano a 5 miliardi.
Più difficile, da un punto di vista numerico, calcolare quanto si risparmierà con la gentilezza insufflata per legge nei dipendenti. Ma è prevedibile un ritorno: quello dei cittadini-clienti agli sportelli della P.A.
- Venerdì 13 Novembre 2009
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Il 27 Novembre 2009 alle 20:24 La rivoluzione delle piccole cose. Ecco l’assessore che sfida la burocrazia (come Brunetta) - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] i problemi quotidiani dei cittadini, accorciando i tempi della burocrazia, proprio come il ministro Brunetta. Ecco il sogno di Nicola Moscato, assessore alle Piccole cose del comune di Chiaverano, un paese [...]
Il 22 Gennaio 2010 alle 13:44 Che giornata è se Brunetta non c’è? - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] sindacati non saprebbero con chi prendersela, e pure Giulio Tremonti insieme agli statali, i cantanti, gli scrittori, i registi, i magistrati, la sinistra che “deve morire [...]
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