La Strada dell’integrazione: a Roma il primo centro commerciale tutto romeno

Il supermercato del centro commerciale romeno a Roma

Il supermercato del centro commerciale romeno a Roma

Davanti alla Stazione Tiburtina di Roma, dove oltre ai treni e alle metropolitane partono anche i pullman diretti verso la Romania, è sorto un centro commerciale un po’ diverso da quelli che siamo abituati a frequentare: si chiama La Strada ed è uno spazio interamente made in Romania, il primo in Italia.

È stato inaugurato la scorsa primavera, dopo il successo ottenuto in Spagna, ma ci sono voluti diversi mesi per collaudarlo.
Ora il centro è attivo 7 giorni su 7, dalle 8.00 alle 20.00 e la pubblicità e il passaparola hanno prodotto una clientela fissa e affezionata, in piccola parte anche italiana.
In un’unica realtà sono raggruppati tutti i servizi utili per i romeni che vivono nel nostro Paese. All’esterno del centro commerciale dominano i cartelli in lingua romena, che offrono servizi di money transfer, mentre dentro vige la pulizia, quasi impeccabile, e il silenzio. Sulla destra si apre un grande supermercato di generi alimentari, tutti ovviamente importati, mentre sulla sinistra c’è la prima libreria romena d’Italia, intitolata al poeta Mihai Eminescu.
Il Natale si festeggerà anche a La Strada, con un grande albero, tanti addobbi e dolci fatti in casa. A precederlo (5 e 6 dicembre 2009) sarà l’atteso concerto di Sofia Vicoveanca, famosissima cantante romena. Anche i bambini vengono coinvolti nelle attività culturali quando i genitori fanno la spesa: nel piccolo baby club si lavora sul tematico, con film, storie e grammatica. Vi è inoltre uno spazio dedicato agli incontri culturali , alla presentazione di libri, mostre d’arte. Qui trovano spazio infatti i quadri dell’artista Beelbe Romulus, detto Romeo.

Si presenta con un sorriso, mostrando i suoi dipinti. “Ho esposto al Festival di Ponticelli e nella libreria Tiburtina” ci tiene a sottolineare. Le sue tele sono un misto tra impressionismo e realismo. “Ho conosciuto il figlio di Salvador Dalì, che mi ha fatto i complimenti!” dice con orgoglio.

Romeo è in Italia da ormai due anni. Vive insieme al fratello in provincia di Rieti, mentre la moglie lavora come badante a Roma. “La Strada” dice “è la mia destinazione quotidiana: qui arrivo ogni mattina e da qui parto ogni sera, magari con un po’ di pane e con qualche dolcetto tipico del mio paese”.

Più in là c’è un atelier di abiti da sposa, confezionati da sarte romene per spose romene; poi una banca, che offre anche servizi di traduzione e assistenza per ottenere certificati, permessi o titoli di studio e poi una pasticceria, punto di ritrovo di molti romeni.

Ioan è lì seduto a bere un caffè. Chiacchiera con Daria, la commessa, che invece è impegnata a sistemare la vetrina dei dolci. Si sono conosciuti a La Strada e sono diventati amici.
Lui è un giovane imprenditore di 32 anni, proprietario di un’agenzia di viaggi e di una piccola impresa di costruzione. “Sono in Italia dal 1999. Ho fatto l’autista per un ex deputato che ora lavora al Parlamento Europeo e poi sono arrivate le opportunità giuste al momento giusto e ho creato il mio business” afferma.
Alla domanda su cosa venga a fare tutti i giorni a La Strada, la sua risposta è immediata: “Vengo a bere un caffè e a rompere l’anima a Daria, poi me ne vado” dice scherzando con un marcato accento romano, più che romeno.

Daria, al di là del banco, ride. Lei invece è arrivata a Roma due anni fa, per seguire il marito che da tempo lavorava in Italia: “Ho imparato l’italiano con il programma Non è la Rai“, confessa con un sorriso innocente “e poi ho letto tanti libri per memorizzare nuove parole”.
È laureata in Scienze Economiche e, nonostante si trovi bene a La Strada , il suo sogno è quello di lavorare nell’ufficio amministrazione di un albergo.

I clenti che entrano in pasticceria la salutano con affetto. Sembra che tutti siano di casa qui. Livia è una signora che viene a fare la spesa ogni settimana. Non compra solo il pane, prodotto da Cooperative dell’Est Europa, i vini o i legumi sott’aceto, ma acquista anche biglietti aerei o spedisce soldi a casa. “Quando lavoravo qui vicino venivo più spesso” dice. “Adesso faccio la badante in un altro quartiere, ma cerco di venire a La Strada almeno ogni quindici giorni”. Oggi l’accompagna la figlia, arrivata in Italia da una settimana.

I clienti vanno e vengono: di italiani se ne vedono pochi, a parte qualche coppia mista o qualche studente che vuole imparare il romeno. “Mi piacerebbe che ce ne fossero di più”, confessa Adrian Nichifor, uno dei due titolari del centro commerciale. “Per me La Strada rappresenta la via dell’unione tra il popolo italiano e quello romeno. Purtroppo vedo che tra gli italiani c’è ancora molta diffidenza, anche verso i nostri prodotti alimentari”.

Il direttore del centro commerciale è comunque italiano: sposato con una romena, vive a Bucarest e lavora per ditte romene in Italia.
Adrian è arrivato nel nostro Paese nel ‘96 per un torneo di calcio. All’epoca era iscritto al terzo anno di ISEF in Romania. Al primo impatto sembra un uomo di poche parole, ma poi si lascia andare e racconta la sua storia: “Se avessi saputo che dovevo aspettare due anni e mezzo per ottenere il permesso di lavoro, avrei sicuramente rinunciato e me ne sarei tornato in Romania” dice con convinzione. “Nell’attesa, mi guadagnavo da vivere distribuendo le Pagine Gialle nei palazzi della periferia di Roma. Una volta regolare, ho iniziato a lavorare per una ditta che commercializzava gelati e sono riuscito a mettere da parte un gruzzoletto da investire in un piccolo negozio alimentare” conclude.

È proprio in quel periodo che Adrian conosce il connazionale Valentin Daeanu, classe ’68 e direttore del settimanale Attualità Romena, distribuito nei paesi ad alta presenza romena e stampato in Romania. L’amicizia si intensifica, fino a sviluppare due progetti vincenti: un ingrosso alimentare nel 2007 e un centro commerciale tutto romeno nel 2009.

Oggi Adrian vive con sua moglie e i suoi figli a Roma. A 34 anni è ancora pieno di energie e di nuove idee. Ciò che gli manca adesso è il tempo…

Commenti

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Il 17 Novembre 2009 alle 19:58 indigesto ha scritto:

Poteva anche dirci,Silvia Dogliano, qualcosa in più sull’assetto societario, sulla proprietà insomma.

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