
Il presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi torna a Roma. E torna, dopo le due notti trascorse nell’appartamento di Palazzo Chigi, a risiedere nella sua amata residenza-ufficio di Palazzo Grazioli. Il presidente del Consiglio è arrivato nella sua dimora capitolina intorno alle 20 e ad attenderlo c’era uno schieramento di forze dell’ordine maggiore del consueto. Da lunedì per il Cavaliere si profilano una serie di impegni pubblici, seppur in ambienti strettamente sorvegliati, tutti legati al vertice Fao: l’inaugurazione in mattinata e poi gli incontri a pranzo con Lula e a cena con Gheddafi.
Non sarà invece a Milano, dove proprio lunedì mattina si apre il processo Mediaset. Processo che è però slittato in quanto il presidente del consiglio ha invocato il legittimo impedimento perché impegnato al vertice Fao in programma a Roma proprio dal 16 al 18 novembre.
Ma sul rinvio si è alzato il solito polverone. La Procura ha invitato il premier a “venire in aula” perché “il convegno della Fao non è un impedimento assoluto”. “L’iniziativa dura tre giorni, dal 16 al 18 novembre, e l’imputato potrebbe essere in aula la mattina e poi andare a Roma“, è la posizione espressa dal pm Fabio De Pasquale.
Il difensore di Berlusconi, Nicolò Ghedini ha detto di “avere un elenco di date” utili in relazione alle udienze del processo che vede imputato il premier per la vicenda delle presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi e cinematografici da parte di Mediaset.
Per Fabrizio Cicchitto “Sarebbe davvero inquietante ed anche molto significativo se il Pm Fabio De Pasquale avesse un tale disprezzo per l’attività ” del premier al punto da stabilire “le ore e i giorni nei quali il Presidente del Consiglio sarebbe costretto ad intervenire al vertice della Fao”.
Per Maurizio Gasparri sarebbe “La prova che c’è un disegno da parte di certi magistrati che calpestano la verità , le istituzioni e perfino i vertici internazionali”. Rincara Italo Bocchino: “Rappresenta la prova del nove di quella persecuzione giudiziaria verso il premier che deve spingerci ad approvare parallelamente al processo breve anche norme costituzionali sul Lodo Alfano e sull’immunità parlamentare”.
Di tutt’altro segno la reazione dell’opposizione, che con Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera, chiede che il premier “si faccia processare” e non “scappi” dai tribunali.
Anche l’allarme sicurezza, peraltro, potrebbe entrare in qualche modo in questa complicata vicenda. Perché il Corriere della Sera, ma anche il Giornale, hanno riportato - virgolettandole - le preoccupazioni del premier per la propria sicurezza: “Sono molto preoccupato”, “c’è qualcuno che vuol farmi saltare in aria”. Resta però il giallo sulla provenienza di questo allarme se è vero, come riferito ieri da fonti del Copasir, che Gianni Letta ha rassicurato Francesco Rutelli sull’assenza di qualsiasi informativa da parte dei servizi su presunti progetti terroristici.
La preoccupazione del premier non sarebbe neppure legata ai dossier trovati dagli investigatori nell’archivio di Mohamed Game (l’attentatore libico della Caserma Santa Barbara di Milano), come invece era circolato venerdì scorso.
Della vicenda ha parlato anche il presidente della Camera Gianfranco Fini, su Rai3 nella trasmissione di Lucia Annunziata. Alla domanda se ci sia un allarme sicurezza per Berlusconi, Fini ha risposto: “Da quello che so io no, ma il presidente del Consiglio avrà altre informazioni”.
Ospite a In mezz’ora, il presidente della Camera Fini ha fatto poi il punto su politica e giustizia. “Credo che prevedere delle norme per garantire che la giustizia fa sempre e comunque il suo corso ma lo fa dopo che si è cessati da una carica istituzionale, non sia un motivo di fronte al quale gridare allo scandalo” spiega in tv il numero uno di Montecitorio. Per Fini insomma “si può andare avanti con entrambi i progetti”, il Lodo Alfano costituzionale e i processi brevi.
Fini parla di immunità parlamentare, per precisare: “Evitiamo che sia impunità …”. E aggiunge di non avere in mente alcun complotto anti-Berlusconi: “La situazione attuale va superata, perché non è che io voglia fare un nuovo partito o archiviare il Pdl: chi lo pensa non ha capito niente”. D’altra parte, Fini assicura che “le elezioni anticipate sarebbero il fallimento della legislatura”, ma anche del Pdl che, per il numero uno di Montecitorio, “è il fatto nuovo di questa legislatura di cui Berlusconi può a buon diritto menar vanto“.
- Lunedì 16 Novembre 2009
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Commenti
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Il 16 Novembre 2009 alle 20:44 liongi ha scritto:
Perché non lo lasciamo lavorare in pace, questo povero cristo di Berlusconi? Non sarà forse uno stinco di santo e forse farà gli affari suoi come tutti, COME TUTTI ma almeno cerca di fare anche i nostri, quelli della barca Italia. Se Berlusconi cade, noi andiamo indietro di almeno trent’anni ( trenta siamo già in ritardo, più trenta fanno 60). Fini e Casini, invece di pugnalarlo alla schiena, dovrebbero baciare dove cammina: senza Berlusconi avrebbero contato e conterebbero meno del due di briscola ( e con il due non si vince!!).Quanto all’IDV che gli spara sempre e insistentemente contro….. ne ha di questioncine interne da risolvere!Tanto toccherà anche a PadrePadrone, basta aspettare il giudice giusto! Deve darci tante, tante spiegazioni, il chierichetto!
Tornando a Berlusconi, sosteniamolo e sosterremo noi stessi: di là da Berlusca c’è il vuoto!
Il 16 Novembre 2009 alle 22:20 Zione ha scritto:
Enrico, ma quando la finirai di fare il miserabile, il diffamatore, il calunniatore e imparerai un poco di creanza ?
Perchè non ascolti i saggi consigli di chi è intellettivamente un pò più grande di te, Liongi o Indigesto, tanto per fare un esempio.
Pensa che ascoltare, invece di profferire stupidaggini, è molto salutare e fà molto bene anche ai pirla, agli scombussolati e ai falliti della vita; che sanno solo sprizzare gratuito veleno.
Il 17 Novembre 2009 alle 14:17 Nucleare: mappa delle centrali pronta entro primavera. E su internet scatta il “toto” sito - Economia - Panorama.it ha scritto:
[...] quattro o cinque mesi, per sapere dove e come rinascerà il nucleare nel nostro paese, tenuta del Governo permettendo. L’unico ostacolo alla rinascita di questa forma di energia, infatti, è proprio la mancata [...]
Il 17 Novembre 2009 alle 19:07 indigesto ha scritto:
Come si fa in quest’Italia a non capire che è più importante per tutti noi che si governi anzichè destinare il proprio tempo ad udienze che, guarda caso, sono sempre così puntuali ed incalzanti quando si tratta di una parte! E Brunetta insiste nel dire che gli impiegati pubblici, cioè pagati coi nostri soldi,sono fannulloni! Quelli che si danno tanto da fare, esprimendo anche giudizi non richiesti, dimenticano che applicano le Leggi che emana il Parlamento, si, prorpio quell’Istituzione che vogliono mettere in crisi. Di questo passo un giorno lo scioglieranno, come fece il Fascismo! In qualche modo è già avvenuto, ma poichè si dedicano con solerzia ad una parte sola, e sappiamo di tanti processi in giacenza che riguardano altre parti, c’è da pensare ad un gioco di squadra, ma che non salverà i “portatori d’acqua” dall’essere messi da parte, al momento giusto!
Il 18 Novembre 2009 alle 12:57 ndogna ha scritto:
Tanto è tutto inutile.Sono i magistrati che decidono i Governi secondo la loro ideologia politica e noi fessi che eravamo convinti che li facessero gli elettori con il voto. Per quanto riguarda Berlusconi,poi,sono 15 anni che lo perseguitano e prima o poi si toglieranno lo sfizio di sbatterlo in galera,oltre a volerlo rovinare come uomo,come imprenditore e come politico.D’altra parte mi sembre giusto,è il pericolo pubblico numero 1 del mondo.
Il 23 Novembre 2009 alle 18:06 Giustizia: tante parole, nessun dialogo. Ed è polemica, televisiva, tra magistrati e Governo - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] molte opinioni ma nessun dialogo sulla giustizia. Secondo il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, “Spataro, dopo le performance di Ingroia, rende ancora più intensa la campagna televisiva a [...]
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