- Tags: Disobbedienti, imprenditori, irap, Lega, Luca-Casarini, No-global, Nord-est, sinistra, tasse
- 7 commenti

Dalla disobbedienza civile alla disobbedienza fiscale.
Un percorso curioso quello di Luca Casarini (qui ricostruito da Corriere del Veneto, La Stampa e il Giornale), già leader dei No Global e delle Tute bianche ai tempi del G8 di Genova, e ora diventato “padroncino del nord est” e paladino dei diritti delle piccole aziende.
Travolto da un insolito destino, Casarini, come scrive Stefano Filippi sul Giornale: “ha smesso la tuta bianca con cui dava l’assalto al mondo globalizzato e ha cambiato guardaroba. Non okkupa più, adesso l’ex leader dei disobbedienti veneti è occupato. Lavora. Niente tuta blu, quella è prerogativa di chi sta alla catena di montaggio. Lui no, fa l’imprenditore, un po’ colletto bianco e un po’ manager di se stesso“.
Ma non pensiate di poterlo accusare di voltafaccia: Casarini si risente e continua a definirsi un ribelle. Semplicemente è cambiato il teatro della rivolta: dalle piazze l’ex leader dei disobbedienti si è spostato sul fronte delle tasse, dei balzelli, della burocrazia. Intervistato dalla Stampa, l’ex no global racconta la sua “folgorazione” imprenditoriale. La sua azienda, aperta in settembre (sede a Marghera, dipendenti zero) si occupa di consulenze di marketing e comunicazioni e si chiama Nexus 7. Spiega Casarini: “Nexus 6 era il replicante di Blade Runner che si ribella. Io sono il numero 7, mi ribello ancora di più”.
Contro chi, stavolta? Contro il Fisco iniquo. A fianco della nuova (per lui) e vasta platea di (piccoli imprenditori) oppressi: “Io resto dalla parte degli sfruttati. E i nuovi sfruttati sono i piccoli imprenditori, gli artigiani. È il Paese che produce e quindi dovrebbe essere aiutato e invece si scontra con tutto un sistema di difficoltà . Il mondo è cambiaÂto, Marx non basta più. E poi lo diceva lui stesso: diffidare dei marxisti”.
Un esempio? L’Irap, di cui il governo, sempre che Tremonti lo permetta, ha già annunciato il taglio. Per ora non è arrivata nemmeno la proroga per la quota di novembre e Casarini, sull’imposta va giù duro: “È una vergogna. Specie in periodi di crisi. Viene tassata la produzione, non il reddito: ma le pare?”.
Da novello iscritto alla Cgia (la Confederazione generale italiana dell’artigianato), Casarini ha scoperto tutto un (altro e possibile) mondo di soprusi. Per esempio, le banche: “Per fare un mutuo, che è l’unico sistema possibile per comprare una casa, in Italia c’è un tasso medio del 5 per cento; in Europa è del 2,5. Per chi ha un’attività , poi… Io ho chiesto settemila euro di credito, per darmeli ci hanno messo un mese e mi hanno chiesto beni di famiglia in garanzia”.
La soluzione, almeno quella, resta da disobbediente (o da piccolo da piccolo e arrabbiato imprenditore del Nord Est?): “Potrei cominciare a fare obiezione fiscale non pagando l’Irap, per esempio”. Senza, per questo, sentirsi un evasore: “Distinguiamo. C’è evasione ed evasione. Un conto sono i grandi evasori, che non pagano le tasse e poi si comprano l’Alitalia con i soldi dello Stato, cioè nostri. Un conto sono i piccoli, che devono pur difendersi”.
Che fa, Casarini, passa dalla parte della Lega, adesso? Ma no: per l’ex no global, l’idea che il partito di Bossi tuteli le piccole imprese o il popolo delle partite Iva è “una colossale balla”. Il Carroccio, incalza Casarini, “Se la prende tanto con gli immigrati perché è l’unico argomento che può permettersi. Se parla di tasse, balbetta. La Lega, qui in Veneto, è lo Stato. È la Lega che ci impone le tasse. Dicono tanto di Roma, ma a Roma ci stanno loro”.
Loro e la sinistra: “È ipocrita la sinistra che guarda alle partite Iva come evasori. A dirlo sono soprattutto quei politici che non hanno mai fatto altro in vita loro. Si aprano una partita Iva e poi ne riparliamo”.
C’è poco da dire, Casarini è davvero cambiato: adeso parla come Berlusconi…
- Mercoledì 18 Novembre 2009
Tutto sulla tragedia della Costa Concordia
La pirateria online è un furto?
Avetrana: video, articoli e foto esclusive
IL MEGLIO DEL 2011







LA CASTA - Privilegi (veri o presunti) di politici, lobby e categorie
Mostri della porta accanto
Il Governo Monti
Le grandi inchieste sul sesso di Panorama








Lettere dal fronte dei nostri soldati














Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 19 Novembre 2009 alle 10:03 rafbv ha scritto:
E’ giusto e lecito cambiare opinione, soprattutto se dalle farneticazioni pseudo-rivoluzionarie si passa ad un discorso piu’ “politico”.
Ma chi ripaghera’ i poveracci le cui auto -spesso semplici utilitarie- l’ineffabile dava alle fiamme? chi ripaghera’ le vetrine infrante? chi paghera’ per i furti, pardon “espropri proletari”?
Cosa direbbe oggi, il nostro, se gli stessi servizietti li facessero alla sede della sua attivita’?
Quanto al sig. Fumagalli, e’ troppo inferocito perche’ possa rendersi conto di quello di cui parla. Infatti sa solo offendere: per il resto, e’ ampiamente “fuori tema”.
Distinti saluti.
rafbv
Il 19 Novembre 2009 alle 12:54 panorama.it ha scritto:
Caro Enrico Fumagalli,
qui su Panorama.it lasciamo sempre ampio spazio per i commenti e le opinioni, così come per le critiche ai nostri pezzi. Critiche feroci, volendo.
Ma di questo spazio non si deve approfittare per veicolare insulti come quelli riportati qui sopra. Innanzitutto per rispetto nei confronti dei vari giornalisti coinvolti - in questo caso la redazione si è limitata a ripercorrere una vicenda già ricostruita dal Corriere del Veneto, dal Giornale e dalla Stampa: a chi sono indirizzati gli insulti? - e in secondo luogo anche per rispetto nei confronti degli altri lettori, che hanno diritto a non leggere queste volgarità .
La preghiamo per questo motivo di moderare, d’ora in poi, i toni utilizzati nei suoi commenti: ben vengano le critiche, ma circostanziate, e senza offendere in questo modo l’interlocutore. Altrimenti saremo costretti a metterla in moderazione.
Grazie.
Il 19 Novembre 2009 alle 17:17 Che fine hanno fatto i compagni di Casarini?Ecco la carriera degli “ex “capetti No Global | Circolo Luce Del Sud ha scritto:
[...] Che fine hanno fatto i leader (gli altri, orami ex) dei No global? La domanda rimbalza tra i lettori ai quali, di certo, non è sfuggita l’intervista a Luca Casarini comparsa su La Stampa e il profilo delineato da Il Giornale. L’ex leader delle tute bianche, infatti, è diventato un piccolo imprenditore. [...]
Il 3 Febbraio 2010 alle 12:37 Pdl-Lega, il derby Veneto: compatti con Zaia (ma senza esagerare) - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] dove il Carroccio ha inaugurato la prima sezione. “A pochi metri da qui c’è il centro no global di Luca Casarini: quelli una volta ci prendevano a sassate. Abbiamo lanciato la sfida in territorio nemico” [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.